La segnalazione di un lettore: “In farmacia ho pagato 15 euro 2 mascherine non dpi”

Prima dell’epidemia le chirurgiche (dpi, dispositivi di protezione individuale) costavano poche decine di centesimi. Quelle acquistate dal nostro lettore in una farmacia del centro non sono nemmeno dpi. Hanno, insomma, la stessa funzionalità di un foulard davanti alla bocca

Prezzo illegale? No. Su quelle che nello scontrino vengono indicate come “mascherine” e nell’etichetta del prodotto, più prudentemente, come “copribocca da passeggio” (in un periodo in cui il passeggio è esplicitamente vietato) c’è scritto chiaro che non si tratta di dispositivi di protezione.

Certo, la situazione del momento e la carenza di veri dpi sul mercato potrebbe spingere molti a fare l’acquisto d’impulso senza andare troppo per il sottile. Il copribocca della foto non è un dispositivo di prevenzione (c’è anche scritto, appunto), è praticamente quello che potrebbe essere un foulard piegato doppio e messo davanti alla bocca e, per questo, probabilmente nemmeno ricadrebbe nelle maglie della norma che parla di divieto di eccessivo rincaro (concetto peraltro non precisamente determinato) nel passaggio tra il prezzo all’ingrosso (che nel caso specifico non conosciamo) e quello al dettaglio dei dpi.
Nel caso, non si tratta di dpi, ma semplicemente di stoffa con legacci, soggetta al prezzo di mercato. Ricordiamo che c’è, normalmente, chi è disposto a pagare una semplice Tshirt griffata diverse centinaia di euro. È il libero mercato: nel momento in cui l’etichetta parla chiaro, come in questo caso, sta al consumatore decidere se acquistare oppure no (cioè se gli è utile) e a quel prezzo. L’importante è che legga l’etichetta e che abbia ben presente che spenderà 15 euro per qualcosa che ha più o meno la stessa utilità del fazzoletto che ha nel cassetto e che non è un dispositivo di protezione. Poi, sempre per la legge di mercato, può decidere se tornare ancora in quella farmacia oppure, in futuro, scegliere di fare acquisti in altre che non abbiano venduto durante l’emergenza coronavirus due pezzi di stoffa a 15 euro.

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