#iostoacasa per chi una casa non la ha: accoglienza anche di giorno per i clochard

Persone senza fissa dimora accolte anche di giorno. Per i senza fissa dimora, in una serie di incontri tra gli uffici del Comune e i referenti delle strutture di accoglienza, è stato deciso che l’accoglienza notturna diventerà continuativa, offrendo cioè uno spazio chiuso in cui poter stare 24 ore al giorno

Tale accoglienza è stata organizzata, per quanto riguarda il Massoero, con l’ausilio delle realtà del terzo settore Afet e Agorà, già presenti nel Patto per i senza Dimora, che hanno convertito le ore lavoro dei servizi attualmente chiusi per effetto del DPCM 8 marzo (come le docce pubbliche e le mense) in ore di gestione diurna al Massoero. Anche Auxilium, Rifugio-Baobab (Massoero 2000-Il Cesto) e Ceis-Odissea hanno provveduto ad organizzare le strutture garantendo l’apertura 24h/24h con pasti interni o da asporto, questi ultimi per chi è in condizioni di povertà ma ha comunque una casa. Le persone non possono lasciare la struttura che le accoglie senza un giustificato motivo, quindi se non per i motivi previsti nel modulo di autocertificazione.

«Abbiamo lavorato insieme ai volontari per offrire alle persone senza fissa dimora un luogo in cui essere accolte anche durante il giorno e abbiamo cercato di convincere gli ospiti dell’importanza di restare nelle strutture. Per chi vive sulla strada e ha molte fragilità è importante poter contare su un posto dove ripararsi senza il pericolo di contrarre il virus. Aspettiamo di vedere se l’accoglienza diurna che garantiamo sarà esaustiva – dichiara l’assessore ai servizi sociali Francesca Fassio -. Se riusciremo a intercettare altri senza fissa dimora non ancora accolti in strutture diurne, siamo pronti ad attivare un’altra struttura, per la quale abbiamo già individuato una sede, e potremmo anche allestire per l’accoglienza una tenda della protezione civile».

Inoltre, a seguito dell’emergenza Covid-19, nella logica del contenimento della diffusione del virus, i Servizi Sociali del Comune di Genova hanno deciso di adottare alcune misure cautelative nell’interesse di minori, disabili e anziani.

Restano attivi tutti i servizi di Comunità residenziali per minori, anche extracomunitari, nonché le strutture genitore bambino, giovani adulti vittime di violenza e tratta. I minorenni, in accordo con il Tribunale dei Minori, non potranno lasciare la struttura che li ospita nel fine settimana, mentre gli incontri programmati verrano gestiti via Skype.

Cambiano adattandosi all’emergenza le modalità di svolgimento delle attività diurne che si tengono nelle comunità o nei centri di aggragazione. I compiti scolastici, ad esempio, vengono limitati agli incontri individuali o affidati alla didattica via web. Vengono sospese tutte le attività collettive dei centri servizi alla famiglia.

Rimangono attivi tutti i servizi per i disabili gestiti tramite personale di assistenza domiciliare in convenzione.

“Nel momento di difficoltà che stiamo vivendo – ha dettoFrancesca Fassio – è necessario prestare più attenzione e maggiore cura delle persone fragili, che percepiscono e subiscono ancora più del resto della popolazione il disagio e la confusione. Noi vogliamo dimostrare che ci siamo”.

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