Coronavirus, dai pasticcini ai meme su Facebook, ironia o cattivo gusto?

In un noto bar pasticceria del centro spuntano i dolcetti a forma di virus mentre in rete impazzano i post satirici. Secondo voi è un modo per esorcizzare oppure non è il caso di scherzare sulla salute?

Mangini è, a Genova, il classico dei classici, il caffè dove amava sedersi Pertini, quello da cui, negli anni ’80 e ’90, il potere politico gestiva la città tra un tè e un aperitivo mentre signore d’età impellicciate stavano a raccontarsi frivolezze ai tavolini. Il bar di Corvetto (angolo via Roma) oggi ha esposto i “coronavirus al caffè” che ricordano nella forma le foto al microscopio. 1 euro e 50 centesimi per mangiarsi la paura – immotivata, dicono gli infettivologi – che in questi giorni ha scatenato la psicosi, le maxi scorte di alimentari nei supermercati, la corsa a gel disinfettante e mascherine con tanto di polemiche e inchiesta della magistratura per i prezzi online. È lecito ironizzare su questioni così serie? Nel locale del centro dicono che i pasticcini sono andati a ruba, l’idea è piaciuta a parte della rete ma qualcuno ha storto il naso per un’iniziativa che non si attendeva da un locale storico e ha commentato su Facebook che <Anche Mangini non è più quello di una volta>.

Intanto sulla rete si sprecano i meme. Ci limitiamo a diffondere i meno aggressivi, quelli, tutto sommato, accettabili anche dai più sensibili. Ma ce ne sono molti altri meno “delicati”.

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