Coronavirus, il ragazzo cinese segnalato era solo allergico. Toti e i medici chiariscono cosa è un “caso sospetto”

Nel frattempo sulla nostra pagina si è scatenata una serie di critiche (bene accette), ma anche insulti e minacce inviati anche sulla nostra posta. Ci arriva la solidarietà del presidente Toti, che ringraziamo, per la situazione che si è creata.

Il giovane studente del Conservatorio è stato segnalato ieri da qualcuno che, semplicemente alla luce della sua nazionalità, ha pensato che potesse essere infettivo: effetto della psicosi. Non aveva febbre né raffreddore da raffreddamento ed è bastato poco, in ospedale, per capire che non solo non era infetto, ma nemmeno avrebbe potuto esserlo. Tutti i giornali, saputo del fatto che era stato prelevato al Conservatorio da addetti 118 badati con mascherina, tuta e occhiali, hanno parlato di “caso sospetto”, seguendo la definizione della lingua italiana dell’aggettivo. I medici e il presidente della Regione, hanno spiegato, subito dopo cosa si debba intendere, secondo il protocollo ministeriale, per “sospetto”, definizione, a questo punto, medica, che riportiamo sotto e che rispetteremo nell’interesse della collettività. Perché chiunque può segnalare una persona, magari di nazionalità cinese, senza un vero motivo e il fatto che la macchina della prevenzione si muova velocemente per escludere che si tratti di un caso reale non significa che il caso sia vero.


“I nostri esperti ci hanno confermato che non c’è nessun caso sospetto di coronavirus: lo studente genovese del Conservatorio non costituisce un caso. Si è trattato di un cittadino cinese trasportato all’ospedale San Martino e visitato dai medici, che hanno escluso che si trattasse di un caso sospetto e lo hanno rimandato a casa. Per quanto riguarda il test eseguito sul cittadino di Sanremo in isolamento volontario, ha dato risultato negativo. Serve dunque la massima prudenza da parte di tutti: l’invito è quello di attenersi alle indicazioni del ministero e del Dipartimento nazionale di Protezione civile per la definizione di “caso sospetto”. L’attivazione del protocollo previsto a livello nazionale non comporta di per sé la presenza di un ‘caso sospetto’, che diventa tale solo a seguito degli accertamenti da parte degli specialisti”. Lo ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti dopo la diffusione di informazioni circa uno studente del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova portato all’ospedale policlinico San Martino a seguito di alcuni sintomi influenzali, visitato dai sanitari e rimandato a casa non trattandosi di un paziente a rischio.

Il commissario di Alisa Walter Locatelli ha sottolineato il grande supporto offerto dalla task force ligure, una struttura formalizzata con atto amministrativo, in grado di fornire un apporto professionale e scientifico alla Liguria. 

“Esiste un protocollo ligure, frutto dell’esperienza dei nostri specialisti – ha detto Locatelli – che, per prudenza, è stato ulteriormente ampliato e condiviso oggi in sede di conferenza Stato-Regioni dalla vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale.  In pratica, il protocollo ligure, prevede l’estensione anche agli adulti delle misure disposte dal Dipartimento nazionale di Protezione civile e dal ministero della Salute nei casi di studenti che rientrino da aree a rischio. Ringrazio tutti i professionisti che hanno fornito il massimo supporto, a cominciare dal prof. Bassetti, dal prof. Icardi e dal prof. Ansaldi, contribuendo ad estendere il documento condiviso dalle regioni, con l’obiettivo di garantire la popolazione anche con un’informazione corretta”.

Il direttore della prevenzione e programmazione di Alisa, Filippo Ansaldi, ha sottolineato come “il sistema ligure stia rispondendo bene alle sollecitazioni, offrendo il proprio contributo anche a livello nazionale. Ora vediamo se le nostre proposte tecniche verranno raccolte per migliorare il sistema Paese”.

Ansaldi ha ribadito che “la definizione di caso sospetto deve essere uguale su tutto il territorio nazionale” e ha spiegato che “chi ha soggiornato negli ultimi 14 giorni in aree in cui si osserva la circolazione del virus e che presenta una forma respiratoria severa (febbre superiore a 38°, accompagnata da sintomi respiratori e necessita di ospedalizzazione) oppure una sindrome febbrile respiratoria e ha avuto contatto con un caso confermato o sospetto, è un “caso sospetto”. Riguardo all’episodio di oggi del giovane studente del Conservatorio, arrivato al Policlinico San Martino: i colleghi infettivologi che lo hanno preso in carico hanno stabilito che non si trattava di un ‘caso sospetto’”, ha concluso.

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