Le Donne di Cornigliano ai giardini Melis di nuovo sul piede di guerra. Contro l’autoparco

Pronte a ricorrere contro l’utilizzo “temporaneo” per 2 anni e mezzo dell’area di Villa Bombrini, hanno già diffidato il sindaco Marco Bucci e l’assessore all’Urbanistica Simonetta Cenci e scritto a tutti i firmatari dell’Accordo di Programma, compreso il ministero dell’Ambiente. Ricomincia la battaglia dello storico comitato del quartiere del Medio Ponente

Donne di Cornigliano. Quelle “vecchie” (quelle che per tutti gli anni ’80 e ’90 e fino al 2005 hanno contribuito al risultato dell’accordo di programma e alla dismissione della produzione a caldo dell’acciaieria. E quelle “nuove” che si uniscono, ora, nella battaglia per la salvaguardia di quell’accordo. Oggi hanno chiamato il quartiere a un presidio nei giardini Melis dove oltre 200 persone si sono incontrate per dire no al progetto dell’autoparco nell’area di Villa Bombrini. Temporaneo, ha assicurato il sindaco Marco Bucci: per i due anni e mezzo che occorrono a finire gli interventi. Ma le Donne di Cornigliano hanno già inviato al primo cittadino una diffida che sottolinea come l’accordo di programma e il Puc che è stato costruito su di esso in quelle aree contemplino altra destinazione: “a sport e tempo libero” ed escludano, quindi, l’utilizzo per il posteggio dei camion in attesa di imbarco in porto.
Uno spazio a questo scopo serve. Consentirebbe di evitare la paralisi della città nelle giornate di maggior traffico. Un’area provvisoria non risolverebbe i problemi dei camionisti che chiedono servizi, ad esempio bagni pubblici, ma eviterebbe l’ingorgo della viabilità dell’intera zona.
Per le Donne di Cornigliano e per tutti quelli che oggi hanno manifestato con loro quello spazio non è Villa Bombrini.

Fifetta Capizzi oggi in piazza ai Giardini Melis

Fifetta Capizzi (una di quelle che hanno contribuito direttamente a far spegnere l’attività inquinante e cancerogena dell’altoforno) spiega che il “temporaneo” del Sindaco non è previsto nell’accordo di programma che, spiega, contempla solo soluzioni “emergenziali” non superiori ai 90 giorni. Il Sindaco ha spiegato, nei giorni scorsi che l’Avvocatura del Comune non ritiene che si debba cambiare il Puc per realizzare nell’area cosiddetta A5 l’autoparco definito provvisorio. Ma ha aggiunto che <se sarà necessario lo faremo, portandolo al voto in consiglio comunale>, dove la maggioranza ha i numeri per fare passare la modifica.
Ma le donne di Cornigliano dicono che la chiave di tutto è l’Accordo di programma e che impugneranno qualsiasi decisione presa nel senso illustrato da Bucci. Oltre che a lui, la diffida è stata recapitata all’assessore all’Urbanistica Simonetta Cenci, a tutti i firmatari dell’Accordo, compreso il ministero dell’Ambiente. Se il progetto andrà avanti, le Donne di Cornigliano riprenderanno la lotta da dove la hanno lasciata quando, il 29 luglio 2005, c’è stata l’ultima colata dell’impianto a caldo.

In piazza anche Enrico Da Molo, direttore della Società per Cornigliano. La presidente Cristina Repetto si è dimessa in aperto dissenso col Sindaco sull’autoparco
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