Porto 

Toti: “Liguria prima piattaforma crocieristica del Paese”

Genova, Savona e La Spezia tendono al milione di passeggeri movimentati. Il commento di Lunardon (Pd): non è merito del presidente della Regione

“Le crociere rappresentano uno dei settori che ci ha dato le maggiori soddisfazioni in Liguria in questi anni: tutte e tre le nostre piattaforme crocieristiche crescono e tutte e tre mirano ormai al milione di passeggeri e oltre, il che fa della Liguria la prima piattaforma crocieristica di questo paese, in termine di sedi e lavoro che ne derivano. Abbiamo sempre ritenuto le crociere un settore strategico, per la necessaria diversificazione dei nostri porti che stanno portando avanti un uso promiscuo molto superiore a quello di qualche anno fa, Genova sarà sempre un terminal contenitori, ma sta diventano sempre più uno straordinario terminal per le crociere; senza dimenticare che anche le autostrade del mare e i traghetti, dopo il danno del Ponte Morandi, sono tornati a livelli pre-crisi”. Lo ha detto il presidente di Regione Liguria intervenendo oggi alla presentazione dell’attività di Stazioni Marittime e delle ricadute economiche per Genova, alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Genova Marco Bucci, del presidente dell’Autorità Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, del presidente di Stazioni Marittime Giacomo Costa Ardissone, dell’ad di Stazioni Marittime Edoardo Monzani e di Antony La Salandra di Risposte e Turismo.

“Questa giornata – ha detto Toti –  arriva anche dopo dati di Confindustria che ci dicono che la resilienza non è solo un termine che va di moda per le politiche ambientali, ma anche connaturato all’economia del nostro territorio: dopo Ponte Morandi, dopo la mareggiata, dopo l’autunno più difficile degli ultimi 50 anni in termini di danni meteo, vedere numeri che sono sovra-congiunturali e vedere segnali positivi in Liguria, rispetto a un Paese che cresce comunque troppo poco nel suo complesso, dà l’idea che, dopo cinque anni molto faticosi, abbiamo imboccato il modello di sviluppo giusto che ha nelle crociere e nel turismo collegato il suo punto di forza”.

“Il Italia – ha ricordato Toti – circa il 14% del Pil vale nel complesso il sistema turistico e culturale, cifra che deve essere aumentata, ma per la quale la Liguria deve essere trainante. Le crociere sono sicuramente di buon auspicio, come dimostra il varo di una nave domani e gli ordinativi di cui ho letto sul giornale. Vuol dire che questo mercato può crescere e che abbiamo la necessità di rendere più stretto il legame tra mondo crocieristico e ritorno economico per il territorio”.

Il presidente Toti ha ricordato ancora una volta “le eccellenze agro-alimentari, quale parte fondamentale dell’offerta turistica ligure, in grado di produrre lavoro e occupazione.

“Grazie anche alle attività di formazione portate avanti dalle compagnie come MSC – ha concluso Toti – che dispone di un’Accademia con tassi di occupazione lusinghieri, così come altre”. E sul coronavirus il governatore ha invitato a non fare nessun allarmismo, ma ad agire con prudenza, senza sottovalutare i rischi e portando avanti la grande collaborazione già in atto tra le regioni”.

“Lo sforzo continuo profuso da Toti nel trovare un qualsiasi dato positivo da sbandierare ai quattro venti è davvero encomiabile – commenta Giovanni Lunardon, capogruppo PD in Regione Liguria -. Peccato che spesso, come nel recente caso delle crociere, citi ambiti per i quali non ha mosso un dito. Quello crocieristico, infatti, è un settore in continua crescita da decenni in Liguria e non si deve certo a lui il fatto che le crociere siano a Genova, a Savona e alla Spezia. Non risulta nemmeno agli atti che Toti o la sua amministrazione abbiano promosso qualche intervento specifico per favorire o danneggiare le crociere. Semplicemente sono stati irrilevanti, come irrilevante è stata l’attività della sua maggioranza in ambito economico. Il commento odierno sulle crociere arriva il giorno dopo i dati di Confindustria Genova sul secondo semestre del 2019. Anche in questo caso fa sicuramente piacere sapere che vi sia stato qualche passo avanti rispetto all’anno scorso, ma quell’analisi conferma quanto Banca d’Italia, Istat e la stessa Confindustria avevano detto nei mesi precedenti: di fronte al momento peggiore per l’economia genovese dovuto al crollo del ponte Morandi ad agosto 2018, oggi andiamo relativamente meglio. Più in generale passiamo dalla recessione del 2018 alla stagnazione del 2019. Insomma Toti sta vantando come risultato eclatante la situazione di sostanziale stagnazione dell’anno appena trascorso, che, come conferma il bilancio di previsione dello stesso Toti, proseguirà anche quest’anno, nel 2021 e nel 2022. Se non cambiamo nulla la situazione non migliorerà neppure nei prossimi tre anni. Un buon motivo per mandare a casa un presidente di Regione che non ha fatto niente per tirare fuori dalla crisi la Liguria>.

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