La strage dei pedoni morti investiti: 8 a Genova nel 2019. Erano tutti anziani. Nasce un osservatorio
Nella nostra città, secondo i dati della Polizia Locale, le vittime sono tutte anziane, tra i 71 e gli 86 anni. Nessuno degli investitori (tra i 38 e gli 85 anni) era ubriaco o drogato. Quattro guidavano motocicli e altri quattro autovetture. In Italia, nel solo mese di gennaio, i morti sono stati già 46. L’Asaps, Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale, lancia un monitoraggio del fenomeno purtroppo in espansione
Gli incidenti in cui hanno perso la vita pedoni a Genova nel 2019. Di tutti i casi si è occupato il reparto Infortunistica della Polizia Locale. Come potete vedere, gli investitori non sono “giovinastri” freschi di patente. L’investitore più giovane aveva 38 anni al momento del sinistro mentre il più anziano ne aveva ben 85. Non è detto, comunque, che il responsabile (completamente o in parte) sia il guidatore del mezzo.
La metà esatta dei mezzi coinvolti è su due ruote. Certo è che le vittime sono tutte anziane: è l’unico dato comune a tutti i sinistro.
| conducente 49 anni, pedone 79 anni | autovettura |
| conducente 85 anni, pedone 84 anni | autovettura |
| conducente 60 anni, pedone 84 anni | motociclo |
| conducente 38 anni, pedone 71 anni | motociclo |
| conducente 73 anni, pedone 86 anni | motociclo |
| conducente 49 anni, pedone 83 anni | autovettura |
| conducente 44 anni, pedone 79 anni | motociclo |
| conducente 63 anni, pedone 74 anni | autovettura |
L’Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale ha presentato il nuovo “Osservatorio Pedoni” che si aggiunge agli altri 18 (pirateria, contromano, stragi delle notti del fine settimana, incidenti con bambini, ecc.), con gli incidenti rilevati dalle Forze di Polizia e dalle Polizie Locali per dare un quadro il più possibile preciso della situazione della sicurezza sulle strade nel suo evolversi. È lo sforzo messo in campo dall’Asaps che permetterà mensilmente di avere un costante aggiornamento sui sinistri che vedono coinvolti i pedoni, gli utenti più deboli sulla strada.
<Dal 1° al 31 gennaio sono morti in Italia 46 pedoni, 26 uomini e 20 donne. 32 erano cittadini italiani, 14 stranieri. I più giovani sono due 21enni tedeschi, tra i sette deceduti nel tragico incidente di Lutago (Bolzano) in valle Aurina ad inizio gennaio, provocato da un guidatore ubriaco – dicono all’associazione -. Il più anziano è risultato essere un 89enne di Roma>. Questi dati sono stati raccolti tra i referenti di ASAPS sul territorio nazionale e dai mass-media, e sono ovviamente parziali (anche se indicativi), in quanto i dati che verranno poi ufficializzati da ACI-Istat terranno conto dei decessi avvenuti entro trenta giorni dall’incidente. Spaventosi i dati sulle condizioni del conducente del veicolo che (in numerosi casi) ha investito i 45 pedoni poi deceduti: 11 sono morti perché il conducente è stato sorpreso in stato di ebbrezza alcolica, in 2 casi era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, in un caso l’investitore era un neo-patentato. Questi dati non sono sovrapponibili a quelli genovesi del 2018 quando, abbiamo visto, a Genova nessun guidatore era ubriaco o drogato né neopatentato.
In 6 casi dei casi avvenuti a gennaio in Italia l’investitore è fuggito dopo l’incidente.
La regione in cui si è avuto il più alto numero di pedoni deceduti è il Lazio 10, di cui 4 a Roma città, poi la Provincia Autonoma di Bolzano 7, Marche e Toscana 4, Veneto ed Emilia Romagna 3, Sardegna, Molise, Piemonte e Puglia 2, un unico decesso in Lombardia, Liguria, Calabria, Umbria, Sicilia, Basilicata e Campania.
I veicoli investitori si distinguono in: 39 autovetture, 2 autocarri, 1 autobus urbano. In due casi di pirateria, al momento, non si conosce il tipo di veicolo coinvolto.
Sui 45 pedoni che hanno perso la vita, uno non risulta ancora identificato compiutamente, (il caso è avvenuto a San Severo – FG e si tratta probabilmente di uno straniero) mentre gli ultra65enni sono ben 19, per confermare che le persone più anziane sono quelle più a rischio. Proprio come a Genova dove gli anziani morti per investimento nel 2019 sono stati il 100% del totale.
Gli incidenti plurimortali a gennaio con il coinvolgimento di pedoni sono stati 4. Oltre a quello di Lutago con 7 giovani vittime, si sono registrati il duplice omicidio stradale a Senigallia (AN) con le due donne travolte appena uscite dalla discoteca, e altri due sinistri con due coppie di anziani nel Lazio ad Aprilia e a Santa Marinella, tragedie che solo nel 2019 avevano già visto la morte di ben 24 coppie di anziani morti insieme.
<Con il nuovo Osservatorio vogliamo rilanciare il tema della tutela dei pedoni sulle strade. Serve una maggiore consapevolezza di quello che accade e comunicarlo mensilmente – dice Giordano Biserni presidente ASAPS – può portare l’opinione pubblica a riflettere e a modificare i propri comportamenti, ad esempio sul rispetto dei pedoni sulle strisce pedonali, che in Europa sono rispettati in maniera assoluta, mentre in Italia abbiamo un enorme numero di investimenti proprio nel luogo più sicuro per il Codice della Strada. 46 morti, a cui si dovranno aggiungere altri speriamo pochi, perché ad oggi ci risultano almeno una trentina di casi in cui il pedone sia stato ricoverato in codice rosso ancora in prognosi riservata, rappresentano la scomparsa a gennaio simile ad un intero condominio a 5 piani. È vero che nel 2018 (quelli del 2019 non sono ancora disponibili n. d. r.) i dati ACI-Istat davano un numero ben più elevato di pedoni morti sulla strada – 78 decessi – ma quelli di gennaio 2020 comunque ci allarmano, specialmente per i 19 casi causati da ubriachi, drogati e pirati stradali sui 45 poveri pedoni morti. E non siamo in grado di dire oggi, quanti morti siano stati provocati dalla distrazione da cellulare, il vero “virus stradale” che potrebbe avere un unico vaccino. Quello della sospensione immediata della patente alla prima violazione, norma ferma in Parlamento. Chiediamo ancora con più forza – insiste Biserni – un innalzamento del numero di controlli su strada, come in effetti è avvenuto nella seconda parte del mese di gennaio, con processi rapidi e rispondenti alla norma sull’omicidio stradale introdotto nel 2016, ma che inizia a presentare falle che vanno subito chiuse dal Parlamento che vive nuovamente una fase di stallo sulla riforma del Codice della strada. Dall’altra parte vengono segnalati casi in cui lo stesso pedone distratto dall’uso del cellulare mette a repentaglio la propria incolumità e anche su questo servono campagne di sensibilizzazione da parte delle Istituzioni>.


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