Economia 

Coronavirus, Spediporto: “Col blocco dei voli -3% di Pil, +400% dei costi”

Per il presidente Spediporto Pitto: <La Cina vale oltre il 10% del totale delle esportazioni, l’Asia il 40%. Per l’industria Italiana significa un durissimo colpo>. Il direttore generale Botta: <A rischio investimenti e occupazione>

<Con lo stop ai voli passeggeri da e per la Cina, bloccati con provvedimento delle autorità sanitarie italiane, in realtà si assesta un durissimo colpo all’export italiano di merci che usa il cargo aereo e non la nave>. Questo il commento del presidente Spediporto Alessandro Pitto.
<La tutela della salute è doverosa ed importantissima, ed ovviamente ha precedenza su tutto, ma certi provvedimenti dovrebbero essere oggetto di più profonda valutazione. Circa il 2% delle merci viaggia via aerea su voli passeggeri, ma il valore delle merci è pari al 35% del totale. Come dire che al 35%del PIL prodotto dal trasporto aereo in esportazione  sarà impedito di imbarcarsi da aeroporti italiani. La Cina in particolare vale oltre il 10% del totale delle esportazioni, l’Asia il 40%,per l’industria Italiana significa un durissimo colpo>.

<Un provvedimento questo che ha, nella sostanza, due effetti devastanti – aggiunge Giampaolo Botta, direttore generale Spediporto -. Il primo impedisce alle merci di essere regolarmente trasportate via aerea da aeroporti italiani,  noi siamo l’unico Paese a farlo nel resto d’Europa il trasporto cargo è stato addirittura potenziato, il secondo che si obbligano le aziende italiane ad utilizzare HUB aeroportuali stranieri e compagnie straniere che hanno subito alzato le loro tariffe, con aumenti anche del 400%, Fino a ieri trasportare un kilo di merce via aerea costava mediamente 0.9euro/kg oggi costa 4 euro/kg>.
Per il presidente Pitto <il danno che sarà recato al settore non solo  comprometterà la crescita, ormai costante del settore, ma metterà a rischio investimenti ed occupazione, ad  essere interessati dal provvedimento di interdizione oltre a quelli cinesi  sono anche gli aeroporti di Macao, Hong Kong e Taipei vale a dire i principali Hub aeroportuali dopo quelli cinesi. Un danno enorme all’economia ed all’export italiano”

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