Feste 

Candelora palindroma nell’anno bisestile. Storia, tradizioni e curiosità

Il 2 febbraio, nel calendario 2020, è una data che si legge indifferentemente da sinistra a destra e viceversa. La Candelora nella tradizione cattolica e in quella pagana


Se la vien con sol e bora
de l’inverno semo fora.
Se la vien con piova e vento
de l’inverno semo drento.

(Detto popolare che esiste in molte versioni a seconda dei dialetti regionali)


Il 2020, anno bisestile, propone tra le curiosità del calendario una data palindroma che si avvicina a grandi passi, il 2 febbraio, giorno che popolarmente è detto della “Candelora”: 02 02 2020. La data palindroma è quella che si può leggere indifferentemente da destra e da sinistra: sono stati palindromi, ad esempio, anche il 1 febbraio 2010 (01 02 2010) e il 21 febbraio 2012 (21 02 2012).


Il palindromo non è solo numerico, è anche alfabetico e rivela una frase che resta la stessa se letta da sinistra a destra o viceversa.

Ai lati d’Italia. Etna gigante. I brevi diverbi. È raro passare per assaporare. A Legnano corro con Angela. Onorati mimi m’imitarono. Erano usi suonare. I bar arabi. I due feudi. I cibi libici. Anita fa la fatina. Era pacifica, pare. I tre sedili deserti. Amo ridere di Roma. Illusa fingo sogni fasulli. È romano con amore. Omino nano non anonimo. Ero tutelata da tale tutore. Accese carboni ma cade da camino brace secca. Avida di vita desiai ogni amore vero ma ingoiai sedativi da diva. Ero a Roma: amor a ore. I tropici mamma! Mi ci porti? Attici di città. E la sete sale. Ai lati della valle d’Italia. È rotto, dottore? E lo vedo: lei è lodevole. Ero maniaca in amore. E la mafia, sai, fa male. A Milano, non a Lima. Amo Roma. Anna cala la canna. Il re deve vederli. Aceto nell’enoteca. E la temo come tale. I tipici bicipiti. Ed irene se ne ride. Occorre pepe per Rocco. Il burino con i rubli.


La Candelora nella storia

Con la riforma liturgica, la Chiesa latina, in pieno accordo con quelle orientali, ha restituito al 2 febbraio la denominazione di festa del Cristo. La stessa che aveva in origine, chiamata Presentazione del Signore al Tempio. La festa è chiamata Candelora perché in quel giorno si benedicono e distribuiscono ai fedeli le candele. La tradizione, infatti, vuole che queste difendano contro calamità e tempeste. Oltre a questo, le candele accese, per la tradizione cristiana, simboleggiano Gesù Cristo, ovvero, la luce del mondo. Celebrazioni legate alla luce in questo periodo dell’anno esistevano anche in alcune tradizioni religiose precristiane.
La festa di Imbolc, nella tradizione celtica, segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera, ovvero tra il momento di massimo buio e freddo e quello di risveglio della luce.

Nel mondo romano la Dea Februa (Giunone) veniva celebrata alle calende di febbraio (nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna. Il primo giorno di ogni mese corrispondeva al novilunio (luna nuova) ed era chiamato “calende”, da cui deriva il nome “calendario”).

Il fuoco delle fiaccole romane fa inserire la Candelora nelle feste del fuoco. il mezzo per propiziare il ritorno del calore, della luce e dunque della bella stagione e scacciare così l’ormai stanco Nume Inverno, che inizia a cedere il passo a un più lungo periodo solare. proprio per sradicare i riti pagani, la festa divenne quella “delle candele”, e fu chiamata Candelora, dal tardo latino “candelorum”, per “candelaram”, benedizione cioè delle candele. Questi ceri benedetti venivano poi successivamente conservati nelle case dei fedeli e venivano utilizzati anche per rituali magico-popolari che in realtà ben poco hanno a che fare con le tradizioni cristiane.

Anticamente, i seguaci dei riti magici, nel giorno della Candelora verificavano se una persona era colpita da malocchio seguendo queste modalità: immergevano tre capelli dell’interessato in una bacinella d’acqua seguiti da tre gocce di olio, precedentemente messo a contatto col dito dell’individuo. A questo punto, secondo i seguaci della magia, se le gocce restavano intere e collocate nel centro della bacinella, il soggetto non era stato affetto da malocchio, in tutti gli altri casi invece sì

Secondo Beda il Venerabile (monaco cristiano e storico anglosassone, dichiarato santo e dottore della Chiesa dalla Chiesa cattolica) la processione della Candelora sarebbe un contrapposto alla processione dei Lupercalia dei Romani, e una riparazione alle sfrenatezza che avvenivano in tale circostanza.

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