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Depositi chimici, a Cornigliano e Sampierdarena, i comitati si preparano alla guerra

Proprio ieri il Sindaco ha confermato che saranno rimossi da Multedo e il timore dei residenti è che la destinazione sia il terminal Messina. Cominciata la distribuzione degli striscioni

<Questa mattina il Comitato Lungomare Canepa ha consegnato i primi striscioni con cui diciamo il nostro secco “no depositi chimici”>. Lo annuncia il presidente del Comitato di Lungomare Canepa Silvia Giardella. <L’iniziativa – prosegue – è stata favorevolmente accolta da diversi cittadini di Sampierdarena e Cornigliano e tante adesioni stanno arrivando da diverse zone, così come la solidarietà>.
Il comitato ha predisposto striscioni di due misure, fino a un metro per un metro.

<Ringraziamo tutte le istituzioni locali e nazionali – prosegue la presidente del Comitato – per voler regalare a Sampierdarena il 6° e 7° sito a rischio incidente rilevante sul fronte mare, davanti alle nostre case, subito dopo la nuova tangenziale a 6 corsie con funzione di autostrada. Ora Sampierdarena decida se intende dire la sua o meno. Il Comitato Lungomare Canepa lo farà e consentirà a tutti di farlo, in termini, come sempre, civili ma fermi>.

<Tutto il ponente, la Valpolcevera e Genova unite nel dire no ai depositi chimici perché sulla salute non si scherza e non deve esistere ricatto occupazionale – prosegue Giardella -. Il lavoro si può alimentare evitando di creare ulteriori danni alla salute dei cittadini>.

Alla battaglia si è già unito Gianfranco Angusti, ex sindacalista Del porto, è una delle anime storiche dei comitati cittadini di Sampierdarena: <Ho letto come molti di voi sugli organi di informazione dei tempi e di come si intende risolvere il problema della delocalizzazione del Polo petrolchimico e della possibile individuazione nelle aree del terminal Messina – dice -. Confermo la mia netta contrarietà e il mio impegno alla più ampia mobilitazione perchè ciò non avvenga. Ci sono aspetti che devono essere molto chiari Il PRP, piano regolatore portuale, non lo prevede – mentre sotto la Lanterna era una delle ipotesi previste – di conseguenza andrebbe modificato: compito dell’Autorità Portuale e del suo comitato. Questa decisione comporterebbe la modifica della Concessione di quel area al Terminal Messina al di la della disponibilità dei Messina occorre una delibera della Autorità Portuale. Le norme della navigabilità in ambito portuale cosi come per la zona ex Enel non lo prevedono anche quelle andrebbero modificate. Inoltre è obbligatorio il parere dell’ENAV per il cono aereo e le varie valutazioni sulle ricadute ambientali. Come è evidente, questa decisione va contro le normative esistenti quindi o le cambiano o le vogliono violare. Chi vuole spostare il dibattito sulla informazione e partecipazione dei cittadini che quegli impianti non sono pericolosi e altro nasconde la responsabilità delle scelte amministrative che intende assumere. Credo che debbano sapere che andranno incontro ad un conflitto sociale molto duro e noi dobbiamo prepararci a farlo. Condivido una visione più ampia che coinvolga l’intero ponente in questo caso deve essere chiaro che parliamo di “OPZIONE ZERO” e non di spostarlo di qua o di la. Se confermano la volontà di fare quelle scelte a cui sopra facevo riferimento non c’è spazio per il confronto, ma solo per un aspro conflitto sociale necessario anche per tutti i problemi che abbiamo a partire da Lungomare Canepa e per un diverso futuro per Sampierdarena>.

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