comune Cronaca 

Volpara, chiuse le vasche. Bucci: “Sollievo per i cittadini”. Ma il comitato non si fida

Per Marco Bucci <si eliminerà il 99% del problema> e il traguardo, a step, è il superamento dell’impianto perché <non si può dire di civile una città con questo tipo di impianti in area densamente popolata>. Per superare la Volpara, però, bisogna terminare l’impianto di trattamento a Scarpino. Il Comitato Salute e Ambiente, invece, vorrebbe la chiusura immediata. E il Pd incalza: <Manca un piano complessivo per la struttura>

Il video integrale della conferenza stampa

Che un impianto come la Volpara, nato come inceneritore e da tempo area di stoccaggio prima dello smaltimento, sia inaccettabile in mezzo alle case sono d’accordo tutti: Sindaco, assessore, opposizione e cittadini. Sui tempi e i modi, però, le opinioni sono lontane. Gli abitanti sono provati da 30 anni di sopportazione, di via vai dei camion, di miasmi e da altrettanti anni di promesse mai concretizzate. E anche questa volta non si fidano.

Oggi Tursi ha presentato il nuovo sistema di trasferimento dei rifiuti all’interno del sito di Volpara di Amiu. <Sarà un cambio di passo e di sistema di gestione del rifiuto indifferenziato che ha lo scopo di diminuire in modo drastico l’impatto ambientale di queste attività sul quartiere, gli abitanti e le case presenti nei dintorni dell’impianto di Staglieno – dicono a Tursi – Il vecchio sistema dell’impianto di Volpara prevedeva lo svuotamento dei camion Amiu del rifiuto indifferenziato provenienti dalle strade del centro e del levante di Genova, attraverso otto varchi, in una fossa. Dalla fossa il rifiuto veniva prelevato entro 48 ore e trasferito nei mezzi per il trasporto agli impianti di trattamento. Il nuovo sistema elimina totalmente la fase di accumulo dal momento che i rifiuti vengono trasferiti direttamente dai mezzi di raccolta ai camion per il trasporto agli impianti tramite sistemi a tramoggia. Inoltre la nuova modalità operativa prevede l’utilizzo di tre stazioni di trasferenza così da accelerare ulteriormente le operazioni di scarico, ricarico e partenza dei rifiuti anche in occasione di picchi di lavoro. La fossa del silos sarà bonificata e pulita e rimarrà a disposizione solo per i casi di emergenza>. Quali? Solo quelli estremi, come quelli che lo scorso anno portarono alla temporanea chiusura di due discariche fuori dal territorio genovese, circostanza indipendente dalla volontà dell’amministrazione.

<Abbiamo chiesto ad Amiu – sostiene Matteo Campora, assessore all’ambiente di Genova  un’azione concreta per migliorare la qualità di vita del quartiere attraverso adeguati interventi sul sito della Volpara. Sono certo che la strada intrapresa da Amiu sia quella giusta. Sono, altresì, convinto che la collaborazione e il confronto con i cittadini siano la strada migliore per affrontare i temi della sostenibilità e della gestione dei rifiuti>.
<Con il nuovo sistema di funzionamento dell’impianto di Volpara – sottolinea il presidente Amiu Pietro Pongiglione – l’azienda mette in campo le proprie prerogative di esperienza e di efficientamento di un servizio delicato in un contesto fisico difficile come è il territorio ligure e genovese. È un passaggio importante per se stesso, ma fa parte di un rinnovamento in corso più generale che deve portare l’intero sistema Amiu ai livelli consoni ad una città come Genova. Gli uomini, e le donne ovviamente, li abbiamo e con il supporto di tutti gli obiettivi si raggiungono. Oggi è realizzata una tappa importante>.
<Il nuovo modello di trasferenza – rimarca il direttore generale Amiu Tiziana Merlino – rappresenta il superamento di un problema più volte affrontato e mai risolto e sicuramente il raggiungimento di un altro importante obiettivo aziendale che coniuga l’efficienza operativa con la sostenibilità ambientale>.

Il Sindaco ha dato un input chiarissimo ad Amiu: le vasche devono essere svuotate, sanificate e chiuse in tempi strettissimi.


Il gruppo Pd del consiglio comunale sottolinea che l’incontro è stato <convocato ieri in maniera improvvisa, purtroppo però senza alcun passaggio preliminare in Commissione consiliare e nessun coinvolgimento del Consiglio comunale, di quello municipale, dei cittadini e dei comitati del territorio sul quale ricadono direttamente questi interventi>.
<Rispetto alle proposte della giunta e alla movimentazione a cielo aperto di rifiuti, crediamo esistano elementi concreti di preoccupazione in termini di miasmi e pesanti disagi alla popolazione, considerato che ancora fino a ieri i silos apparivano colmi di spazzatura – continuano i consiglieri democratici. Manca inoltre un piano complessivo di riqualificazione della Volpara, con una razionalizzazione degli spazi. Per questi motivi, chiederemo con forza che venga organizzata una commissione in loco, alla presenza del Municipio, dei consiglieri, dei cittadini e dei comitati, con l’obiettivo di verificare le dichiarazioni rilasciate oggi in conferenza stampa e fornire risposte chiare e trasparenti ai cittadini. Vogliamo comprendere, monitorare e partecipare ad un percorso già avviato che purtroppo presenta criticità rispetto alla vivibilità della zona. Da novembre aspettiamo risposte da parte dell’assessore Campora sulle problematiche legate ad Amiu. Tra le molte questioni aperte, proprio quella della definizione di nuove aree a disposizione, ricordando che ne è venuta meno una dopo il tragico crollo del Ponte Morandi>.

Cristina Lodi, capogruppo Pd a Tursi

I residenti della zona, riuniti da moltissimi anni nel Comitato Salute e Ambiente , dopo trent’anni di promesse delle giunte di turno (e in sei lustri ne sono passate parecchie) non si fidano più di nessuno. Erano arrivati a Tursi e sono stati invitati dal Sindaco in persona a partecipare alla conferenza stampa. Vogliono la chiusura immediata e avrebbero voluto la discussione della misura decisa dall’amministrazione prima dell’incontro del Sindaco e dell’assessore coi giornali. Si dicono anche scettici sulla funzionalità della misura presa <Perché i trasbordi del materiale attraverso le tramogge – sostengono – avverrebbero all’aria aperta>. Giurano che anche in questi giorni di test Amiu i miasmi, nonostante sia inverno (la situazione diventa critica d’estate, con il caldo) si sentivano comunque.

Fulvia Cetti del Comitato Salute e Ambiente

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