Quartieri 

Esche per topi in via dei Sansone, possono uccidere anche cani e gatti

Rodenticidi in sacchetti (e non nei dispenser che servono a permettere solo ai topi di accedere al veleno) sono stati abbandonati in via dei Sansone, sul lato di salita San Leonardo, a Carignano. <È già stato chiesto l’intervento delle guardie zoofile per rimuoverle, ma nel frattempo facciamo attenzione> dice Laura Puppo, cittadina della zona molto impegnata per il quartiere e presidente dell’associazione “Noi per Carignano” che ha segnalato il rischio per gli animali sui gruppi di quartiere

I veleni rodenticidi possono uccidere anche cani e gatti e l’avvelenamento si manifesta dopo qualche giorno dall’ingestione dell’anticoagulante ed è caratterizzato da emorragie che possono essere visibili (sangue dal naso, nelle feci, nelle urine, dalle gengive) o interne, nel qual caso solo il veterinario può stabilirlo attraverso una visita accurata. Esternamente è possibile notare solo un profondo abbattimento dell’animale, che solitamente, in questi casi, manifesta dolori diffusi e mucose pallide (per l’anemia).

I rodenticidi si dividono in due grandi categorie: quelli ad azione non anticoagulante (dal meccanismo di azione quanto mai eterogeneo e diverso, nonché da una tossicità variabile) e quelli ad azione anticoagulante. Questi ultimi si chiamano così perché il loro effetto sull’animale (e anche sull’uomo) consiste in una mancata coagulazione del sangue, con comparsa di gravi emorragie in vari distretti corporei.

L’intossicazione è sempre piuttosto difficile da affrontare e il veterinario emetterà una prognosi riservata sino alla completa remissione della sintomatologia; va tuttavia specificato che, rispetto a qualche anno fa, le statistiche ci dicono che le percentuali di sopravvivenza aumentano quanto più l’intervento del proprietario e del personale medico è tempestivo. Anche a fronte di un semplice dubbio sul fatto che l’animale abbia ingerito sostanze/esche trovate lungo le sue passeggiate (magari quando abbiamo visto l’animale soffermarsi su qualche cosa di strano, in un campo o lungo la strada, oppure quando ha cercato di mangiarlo), è bene recarsi dal veterinario per un controllo o anche soltanto per informarlo. Se, come in questo caso, si può avere la confezione del rodenticida è sempre meglio portarla con sé. Purtroppo non è semplice dire a priori se l’animale sarà in grado di superare l’intossicazione, in quanto questo dipende dalla dose di tossico ingerita, dalla specie animale colpita e, soprattutto, dal tipo di tossico. I rodenticidi ad azione anticoagulante, infatti, pur avendo tutti lo stesso meccanismo di azione (e questo è un aspetto positivo, perché il trattamento seguirà le stesse regole), hanno una durata di azione estremamente diversa.

La durata della terapia potrà risultare anche molto lunga, sulla base delle indicazioni del Medico Veterinario, e va continuata per tutta la durata prevista, senza interruzioni. La mancata osservazione di queste regole basilari potrebbe determinare un esito fatale e la perdita dell’animale.

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