Tumori, acceleratori lineari: in 4 anni e mezzo da 3 a 8 macchinari obsoleti, da 13 a 8 funzionanti
Necessari per la cura, sono stati fatti invecchiare senza alcuna sostituzione nell’attuale ciclo di governo regionale. Claudio Montaldo, assessore nelle due giunte precedenti (l’ultimo che ne ha fatti comperare): <Nel 2014 ne abbiamo finanziato 4 con fondi propri. L’assessore Viale deve sempre prendersela con qualcun altro. Governa da più di 4 anni: si prenda le proprie responsabilità!>
Il più recente acceleratore lineare di San Martino è entrato in operatività il 7 maggio 2015 ed è, appunto, l’unico che attualmente funziona. I lavori (per fare entrare il macchinario, che certo non passa dalle porte e per questo bisogna tirare giù e poi tirare su muri per installarlo) erano iniziati il 2 ottobre 2014. È costato 2.842.373,87 di fondi propri della Regione Liguria (giunta Burlando) e ha sostituito un macchinario obsoleto l’acceleratore lineare Varian “C” che era entrato in funzione nel 1994 e i cui frequenti fermi macchina avevano una pesante ricaduta sulla produttività complessiva. Quell’acceleratore poteva eseguire solo trattamenti semplici. Tra l’altro, non si trovavano nemmeno più i pezzi di ricambio.

Sono dunque passati 5 anni dall’ultimo acquisto e anche gli altri apparecchi in dotazione sono arrivati a obsolescenza. Il più recente tra gli altri ha ora 11 anni: è l’acceleratore lineare per radioterapia intraoperatoria in funzione dal 2008 con la tomoterapia elicoidale. Ne ha 12 l’acceleratore Siemens acquisito dall’ex A.O.U. San Martino ed installato nel 2007 all’ex- IST. Ne ha addirittura 19 l’acceleratore Varian “A” Clinac 2100 che è stato installato invece nel 2000, e non dispone di un sistema evoluto di radioterapia guidata dalle immagini (IGRT).
È quanto risulta da un documento della Regione Liguria pubblicato sul portale delle Regioni. All’epoca in cui l’ultimo acceleratore fu acquistato (sostituendo quello che aveva vent’anni, acquistato dalla giunta guidata da Edmondo Ferrero), gli altri avevano rispettivamente 6 anni il primo (giunta Burlando), 7 il terzo (giunta Burlando), 14 l’ultimo (fu acquistato dalla giunta Mori nel 2004 e installato nel 2005). Nel frattempo sono passati 5 anni, che si sono aggiunti all’età degli acceleratori, e risulta difficile da capire a un profano per quale motivo i responsabili della Sanità a tutti i livelli in questo periodo, dall’assessore Sonia Viale, al commissario Alisa Walter Localelli, ai vertici della Asl, non abbiano investito per cambiare almeno il quarto che, persino, appunto, a un profano e a semplice buon senso, solo a leggere l’età anagrafica, risulta inevitabilmente obsolescente e, inoltre, usurato e, quindi, soggetto a guasti, mentre i pezzi di ricambio sono anche in questo caso sempre più difficili da trovare. I profani non sanno (ma i tecnici della Sanità non possono non saperlo) che il limite fissato dalle linee guida ministero della Salute per una garanzia di efficienza è di 10 anni. I tre macchinari fermi al San Martino sono tutti oltre questo limite. Uno lo ha addirittura quasi doppiato. Senza che a nessuno venisse in mente che era il caso di sostituirlo, soprattutto considerando che anche 2 degli altri 3 quel limite lo avevano superato. In realtà, l’acceleratore più vecchio funziona, ma non sarebbe in grado d’irradiare correttamente i pazienti, con pesanti effetti collaterali e, comunque, la porta del bunker in cui è inserito è rotta dal marzo scorso.
La situazione è disastrosa in tutta la regione: al Galliera ci sarebbero 3 acceleratori, ma uno (del 1995) è dismesso per vetustà e gli altre due, avendo 11 e 16 anni, hanno entrambe superato il limite del Ministero. A Imperia i due acceleratori hanno 15 e 11 anni (quindi sono entrambi fuori dai limiti del Ministero), alla Spezia ce ne sono altri 2, ma ne funziona solo 1, quello comprato dalla giunta Burlando nel 2014. L’altro ha 14 anni e comunque non funziona più. La Asl di Chiavari non ha acceleratori e i pazienti devono per forza spostarsi.
In sostanza, in tutta la Regione dei 13 presenti, sono soltanto 4 (meno di un terzo) gli acceleratori funzionanti e sotto il limite ministeriale di 10 anni. Sono i 4 comperati nel 2014 dalla giunta Burlando e in funzione uno al San Martino, due a Savona e uno alla Spezia. Ma nessuno negli ultimi 5 anni (meno 4 mesi) ha mai pensato di sostituirle gli altri. Ad agosto, quando il problema di San Martino aveva cominciato a palesarsi, l’assessore alla Sanità Sonia Viale aveva dichiarato: <Si evidenzia la necessità di un rinnovamento del parco tecnologico: quattro anni fa abbiamo ereditato apparecchiature vetuste che gradualmente stiamo sostituendo>. Ma, se la matematica non è un’opinione quando nell’aprile 2015 l’assessore è stata eletta e, quindi, nominata, a superare i limiti di vetustà del Ministero erano soltanto 3 apparecchiature su 13 (meno di un quarto): una sulle 4 del San Martino, 1 sulle 3 del Galliera, una a Imperia, nessuna a Savona, nessuna alla Spezia.

Dallo stesso documento regionale pubblicato sul portale delle Regioni risulta il perché, nel 2014, insieme al macchinario per il San Martino, fu deciso l’acquisto dei due acceleratori per Savona, quelli che ora, insieme alle apparecchiature del Galliera, assicurano la terapia ai pazienti genovesi. Uno era del 1997 e aveva quindi 17 anni, soltanto 2 di meno di quello sostituito contestualmente al San Martino, ma 3 di più del quarto macchinario del nosocomio regionale, che a quel punto, oltre al più vecchio, ne aveva 3 più recenti: il nuovo acquisto del 2014 e i 2 acquistati tra il 2007 e il 2008. Il primo apparecchio sostituito a Savona era priva di importanti componenti come il collimatore multilamellare, il sistema di “Portal Imaging” ed il sistema “Image Guided Radio Therapy”, componenti ormai indispensabili per trattare con appropriatezza i pazienti oncologici. Il secondo apparecchio, un Siemens Primus più recente (era del 2002 e aveva comunque 12 anni), non poteva essere aggiornato e, inoltre, la Siemens aveva comunicato ufficialmente all’Azienda sanitaria locale savonese di aver abbandonato la produzione di questo tipo di apparecchiature, per cui si sarebbero potuti verificare problemi di assistenza tecnica e conseguentemente difficoltà ad assicurare livelli di prestazione radioterapica.

<La nostra amministrazione ha finanziato con fondi propri 4 acceleratori nell’ultimo mandato: uno per San Martino, 2 per Savona e uno per La Spezia – dice Claudio Montaldo, che è stato assessore alla Sanità delle giunte Burlando. Altri, come due del San Martino, erano stati finanziati nel primo mandato e installati nel secondo. <Le scelte sono state effettuate in base alle valutazioni dei tecnici Il tutto in base a valutazione tecnica di Hta che ha considerato sia l’età sia la previsione di vita dei macchinari> continua Montaldo.
La valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technology Assessment – HTA) è un processo multidisciplinare che sintetizza le informazioni sulle questioni cliniche, economiche, sociali ed etiche connesse all’uso di una tecnologia sanitaria, in modo sistematico, trasparente, imparziale e solido.
<Precedentemente, con risorse proprie dalla spesa corrente, avevamo rinnovato anche i macchinari del Galliera – prosegue l’assessore -. Per San Martino, nel 2014, con avvio del funzionamento nel 2015, avevamo comperato un acceleratore insieme ai 2 di Savona e a quello della Spezia>. Come mai 2 per Savona e uno solo per Genova? <Quelli vecchi e poi sostituiti di Savona avrebbero smesso a brevissimo di funzionare> ricorda Montaldo. I motivi sono quelli scritti sopra ed estrapolati dalla documentazione della Regione: uno non era aggiornabile ed era più vecchio del secondo di San Martino, l’altro aveva già dei problemi e la casa produttrice, la Siemens, aveva di fatto comunicato la fine della produzione e dell’assistenza: non sarebbe stato riparabile e al primo guasto si sarebbe fermato definitivamente. Quello della Spezia, invece <era in assoluto il più vecchio della Liguria con quello sostituito al San Martino> che, lo ricordiamo, se fosse ancora in attività avrebbe ora 24 anni e all’epoca ne aveva 19.
<Quello che dice l’assessore Viale sulla vetustà dei macchinari mi ha seccato – prosegue Montaldo -. Deve sempre prendersela con qualcun altro. Governa da più di 4 anni: si prenda le proprie responsabilità! Viale dice un’altra cosa non vera: non sta scritto da nessuna parte che questi macchinari debba pagarli il Ministero. Noi li abbiamo finanziati con risorse proprie, ricorrendo alla partita corrente. Abbiamo ridotto il disavanzo a 60 milioni di euro (la giunta Biasotti aveva lasciato in eredità un disavanzo della Sanità di oltre 200 milioni n. d. r.). Oltre la metà della spese della Sanità sono stati investimenti sulla parte corrente per le tecnologie. Anche io ho dovuto affrontare momenti in cui si erano rotti degli acceleratori e abbiamo dovuto farli aggiustare. Avevamo messo insieme Galliera e San Martino>. Solo che adesso c’è poco da mettere assieme: gli acceleratori funzionanti a Genova sono solo 3 su 7.
<Ha fatto bene il ministro della Salute Roberto Speranza a far mettere 2 miliardi in finanziaria nel bilancio di quest’anno. Fossi nelle Regioni li impiegherei in prima battuta per il rinnovo del parco tecnologico prima che per costruire nuovi ospedali, per cui servono tempi lunghi> dice l’ex assessore.
Infine una stoccata alla politica del commissariamento della Sanità Ligure con Alisa: <Ci sono delle regole, basta seguirle, non servono commissari – conclude Montaldo -. Si fa la gara, si buttano giù i muri per far passare i macchinari, si fanno i lavori di edilizia e impiantistica. Non serve altro>.



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