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Il Ministero dell’Ambiente: “Le orche probabilmente sono malate”

<Le orche sono animali selvatici molto gregari e soggetti a protezione integrale, e il tipo di intervento possibile su individui in chiara difficoltà e probabilmente malati è soggetto ad una serie di restrizioni: è infatti assolutamente sconsigliata qualsiasi tipo di interazione, perché potenzialmente affetti da patologie trasmissibili>. Già nei giorni scorsi gli esperti avevano spiegato che la morte del cucciolo sarebbe stata effetto e non causa del permanere dei cetacei nel porto di Pra’

Nei mari italiani le orche sono state già osservate una decina di volte in tutto, anche se in eventi di brevissima durata, soprattutto nel secolo scorso in Mar Ligure, Mar di Sardegna e Sicilia.

Il Ministero dell’Ambiente, con il supporto di Ispra, della Guardia Costiera, della Capitaneria di porto, è impegnato <nel monitoraggio e nella creazione di un ambiente protetto per il gruppo di orche che da oltre una settimana staziona nel porto di Genova e nelle aree prospicienti – recita una nota dello stesso ministero -. Originariamente il gruppo era composto da cinque individui: quattro adulti/subadulti ed un piccolo. Quest’ultimo è poi morto ed è stato tenuto a galla dalla presunta madre per diversi giorni. Il corpo del piccolo è poi scomparso. La Capitaneria di Porto di Genova, che sta seguendo l’evoluzione della situazione con particolare attenzione e professionalità, ha emanato un’ordinanza per limitare l’interferenza tra l’attività di navigazione e la presenza dei cetacei, vietando in una “zona di precauzione” (area prospiciente l’ingresso al bacino portuale di Pra’) sia la navigazione che qualsiasi attività subacquea. Questa ordinanza è in linea con le politiche di protezione dei cetacei approvate dalle Parti Contraenti di ACCOBAMS (Accordo per la Conservazione dei Cetacei del Mar Nero, Mar Mediterraneo e Atlantico contiguo; https://accobams.org/)>.

La Capitaneria di Porto è stata supportata nella propria azione dalle organizzazioni Acquario di Genova, Whalewatching Genova, Consorzio Liguria Via mare e dall’ISPRA per indicazioni di carattere generale.

Il Ministero, avvalendosi del supporto dei tecnici, continuerà a seguire da vicino l’evoluzione della situazione.

Intanto la capitaneria prosegue il monitoraggio dell’unità familiare (pod) di orche che, ormai da undici giorni, staziona davanti al bacino portuale di Pra’. <Un evento eccezionale che non si verificava dal 1985 quando, esemplari della stessa specie, furono avvistati a Sanremo e Finale Ligure – spiega la Guardia Costiera -. Le attività vedono coinvolte unità navali e aeree della Capitaneria di porto – Guardia costiera che monitorano il gruppo, raccogliendo anche materiale video-fotografico per successivi studi scientifici. Permane in vigore l’Ordinanza 415/2019 di limitazione delle attività nell’area. Si invita chiunque dovesse avvistare, in mare o sulla spiaggia, eventuali carcasse di animali a non avvicinarsi, per evitare eventuali rischi per la salute umana, e contattare immediatamente la Guardia Costiera al numero blu “1530”>.

In questi giorni le attività di perlustrazione dell’area hanno visto succedersi le motovedette CP 715, CP 311, CP 830, CP 288 e A61 e l’elicottero Nemo 11-03 della Guardia costiera. Nel corso delle uscite in mare sono ospitati a bordo delle unità esperti di ISPRA, Tethys, Università e Acquario di Genova, che stanno studiando il comportamento degli animali per capire le motivazioni che li spingono a permanere dell’area. In particolare, dopo il decesso del cucciolo, si è osservato che i quattro esemplari adulti si allontanano, a giorni alterni, di qualche miglio, probabilmente per andare ad alimentarsi. Questi mammiferi marini necessitano infatti di circa un quintale di pesce al giorno che, ovviamente, non possono reperire nello specchio acqueo in cui stazionano.

Da alcuni giorni i cetacei vengono anche monitorati acusticamente con degli “idrofoni”: speciali microfoni che registrano le “vocalizzazioni” emesse sott’acqua dai mammiferi. Queste registrazioni sono raccolte dal dipartimento di fisica dell’Università di Genova, dall’Istituto nazionale di fisica nucleare, dall’Università di Torino e dall’Acquario di Genova con sensori acustici calati dalle unità della Guardia costiera, ma un idrofono è stato anche fissato sul fondale marino da NAUTA Scientific, per tracciare le vocalizzazioni nell’intero arco giornaliero.

Scopo dei pattugliamenti è anche quello di vigilare il rispetto dell’ordinanza 415/2019 della Capitaneria di porto di Genova che limita il traffico, la sosta e l’attività subacquea nella “zona di precauzione” prospiciente l’ingresso al bacino portuale di Prà.

Qualora si rinvenissero eventuali carcasse di animali in mare o sulla spiaggia, si chiede di non avvicinarsi ed informare immediatamente la Guardia Costiera al numero blu 1530.

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