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Morto il cucciolo di orca, ma la madre continua a portarlo con sé

Tethys: <Un comportamento che è stato osservato spesso nei cetacei. Ora speriamo che il gruppetto riprenda presto il largo>

<Sembra proprio che il piccolo di orca nel porto di Genova Voltri sia morto, come purtroppo ci aspettavamo. La madre, però lo porta ancora con sé, come per farlo respirare, un comportamento che è stato osservato spesso nei cetacei> lo scrive sulla propria pagina Facebook l’Istituto di ricerca Tethys, organizzazione no profit.
<Nel Pacifico una femmina, nota ai ricercatori come “Talequah”, si portò in giro il suo piccolo morto per oltre due settimane, come se non riuscisse a farsene una ragione – proseguono a Tethys -. Anche nella zona di studio in Grecia ionica di Tethys, l’Ionian Dolphin Project il nostro collega Joan Gonzalvo ha osservato un comportamento simile nei tursiopi ben due volte. Ora speriamo che il gruppetto riprenda presto il largo…>. Il gruppo di orche (a questo punto 4 adulte) pare appartenere al gruppo di quelle che vivono solitamente nel mare di Gibilterra. Qui non troverebbero il cibo che usano mangiare.

Gli esperti di Acquario di Genova e Istituto Tethys, insieme ad alcuni osservatori di Whalewatch Genova Golfo Paradiso, grazie alla collaborazione della Guardia Costiera, hanno effettuato questa mattina un nuovo sopralluogo presso l’area del porto container di Pra’ per osservare la situazione dei 5 esemplari di orche (1 maschio adulto, 1 femmina con il suo cucciolo e altri 2 esemplari adulti) che da ormai 5 giorni stanno stazionando in uno specchio d’acqua limitato.

Nonostante le condizioni marine non abbiano permesso un’osservazione ottimale, gli esperti hanno osservato che il cucciolo non sembra dare segni di vita (assenza di soffio visibile dallo sfiatatoio). La madre potrebbe tentare di tenerlo in superficie per garantirne la respirazione come fanno normalmente nel caso in cui il piccolo abbia difficoltà a raggiungere la superficie per respirare. In taluni casi si è osservato, appunto, che questo comportamento di assistenza si è prolungato per diversi giorni oltre la morte del piccolo.

Talequah col suo piccolo, l’Orca che nel Pacifico ha portato con sé il piccolo morto per due settimane. Credit: BBC

Non è possibile alcun tipo di intervento di soccorso, gli esperti si possono limitare alla sorveglianza e al monitoraggio del gruppo di animali per ottenere informazioni indirette sul loro stato di salute.

Si spera che le condizioni meteo marine dei prossimi giorni consentano agli esperti di tornare per effettuare osservazioni migliori.

Per garantire agli animali, che certamente si trovano in una situazione di stress, il minor disturbo possibile permane la validità dell’ordinanza emanata ieri dalla Capitaneria di Porto di Genova per limitare l’interferenza tra l’attività di navigazione e la presenza dei cetacei. È vietata pertanto la navigazione e qualsiasi attività subacquea nell’area della cosiddetta “zona di precauzione” prospiciente l’ingresso al bacino portuale di Prà.

Domenica scorsa i pescatori avevano avvistato due piccoli. Il primo è sparito quasi subito. La femmina ha continuato a sostenere il secondo piccolo tenendolo a galla per farlo respirare (le orche sono mammiferi, non pesci: per respirare devono salire in superficie). È parso subito chiaro che da solo lui non riuscisse a tenersi a galla.

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