Verifiche tecniche sui viadotti Fado e Pecetti, chiusa la A26. Genova isolata
Dopo un lungo confronto in Procura, stasera chiuso senza preavviso e in entrambe le direzioni il tratto tra l’allacciamento A10 e lo svincolo di Masone
Aggiornamento di mezzanotte dopo l’incontro in Prefettura
Il Prefetto Carmen Perrotta ha convocato urgentemente il presidente della Regione Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci.
La Direzione di Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia comunica (mezz’ora prima della chiusura) che a partire dalle ore 21:30 di oggi, lunedì 25 novembre, sarà chiusa al traffico in entrambe le direzioni la tratta dell’autostrada A26 compresa tra l’allacciamento con l’autostrada A10 e lo svincolo di Masone. Tale misura viene assunta per consentire l’esecuzione di verifiche tecniche sui viadotti Fado Nord e Pecetti Sud, presenti in tale tratta. <La Direzione di Tronco – recita la nota di Aspi – condividerà i risultati di tali verifiche con gli enti competenti>.
Autostrade ha deciso di chiudere dopo un lungo confronto in Procura, nella giornata di oggi. I vertici di Aspi sono stati da sentiti dal pubblico ministero Walter Cotugno e li ha messi davanti ai risultati dei controlli dei tecnici da cui emergono gravi carenze di sicurezza. La Procura ha avanzato la possibilità di sequestrare i due viadotti. Autostrade li ha chiusi.
Per il presidente dell’Autorità portuale di Genova e Savona Paolo Signorini, anche lui convocato in Prefettura: <Il sistema così non può reggere più di una settimana>. Sono 4000 camion che tutti i giorni si dirigono verso il porto di Genova mentre quelli diretti a Savona sono e 1500. A questi si aggiungono tutti quelli diretti verso sud e verso la Francia che passeranno tutti sulla A7 e, avverte Signorini, usciranno tutti da Genova Ovest.
La città in capo a poco tempo sarà in ginocchio, completamente invasa dai camion. Inevitabilmente, fino ad aprile o alla riapertura della A26, dovranno tutti passare per la viabilità cittadina dopo aver percorso un’autostrada inaugurata nel 1935.
“Questo è qualcosa di più di un grave colpo – dice Signorini – in questo momento con la chiusura della A26 di fatto il sistema portuale ha un handicap gravissimo, capiremo solo nelle prossime ore l’entità dello stop”.
Itinerari alternativi
– Veicoli leggeri e autocarri fino a 7,5 ton (esclusi autobus)
Per la A26 dalla A10 uscire a Prà e proseguire fino a Masone tramite la SP 456 del Turchino.
Per la A10 dalla A26 effettuare il percorso inverso.
– Veicoli pesanti superiori a 7,5 ton e autobus
Per la A26 dalla A10 utilizzare la A7.
Per la A10 dalla A26 obbligo di deviazione sulla Diramazione Predosa Bettole, dalla quale, con fermo temporaneo e progressivo deflusso, sarà possibile procedere verso Genova lungo la A7. Potranno proseguire fino a Masone i soli mezzi pesanti con destinazione di scarico o carico nella zona collegata a tale svincolo.
– Itinerari di lunga percorrenza
Per i collegamenti tra la A4, A26 e A21 verso la Toscana, utilizzare la A21 fino all’allacciamento con la A1 e da questa raggiungere Firenze o riprendere l’autostrada tirrenica tramite la A15.
Trasporto pubblico
Atp Esercizio, dopo la conferma della chiusura dell’A26 in entrambe le
direzione nel tratto compreso tra l’allacciamento con l’autostrada A10 e
lo svincolo di Masone, comunica che il servizio di collegamento tra Valle
Stura e Genova da Masone sarà garantito utilizzando la strada statale 456
del Turchino. Seguiranno comunicazioni in merito nella giornata di domani. La linea interessata è la linea 1. La prima corriera che farà la
via del Turchino è quella in partenza alle 5.30 da Masone.
Commenti
Edoardo Rixi (Lega)
“Mentre in Liguria stanno chiudendo viadotti e tratti di autostrada rendendo la regione pressoché irraggiungibile, il governo nicchia, totalmente privo di un piano strutturale di interventi. Il nodo di Genova è al collasso, il porto di Genova e quello di Savona, la prima Autorità di sistema portuale del Paese, sono di fatto isolati: non possiamo neppure immaginare quali siano le ricadute sull’intera economia nazionale e su tutto l’indotto portuale. Il ministro De Micheli batta un colpo, non c’è tempo da perdere e convochi i concessionari autostradali per fare un piano strutturale di emergenza”. Lo dichiara il deputato della Lega e responsabile nazionale Infrastrutture Edoardo Rixi a seguito della notizia della chiusura anche della A26, in entrambe le direzioni, nel tratto compreso tra l’allacciamento con A10 e svincolo di Masone, per verifiche tecniche su viadotti Fado Nord e Pecetti Sud. “Sul monitoraggio delle infrastrutture non si può più perdere tempo – conclude Rixi – Ansfisa c’è e allora diventi operativa al più presto, altrimenti continueremo a subire le emergenze anziché prevenirle, come dovrebbe accadere in un Paese civile”.
Gruppi PD in Regione Liguria e in Comune, Pd Genova e Liguria
<La decisione di Autostrade di chiudere l’A26 è pesantissima e non ha precedenti. Genova e la Liguria, già alle prese con la ricostruzione del Morandi e con l’A6 danneggiata, adesso sono davvero isolate, con danni incalcolabili per la loro economia e per la mobilità dei cittadini. Siamo di fronte a una clamorosa interruzione di pubblico servizio. I genovesi e i liguri hanno diritto ad avere infrastrutture sicure e adeguate, che garantiscano la libera circolazione di persone e merci. Se Aspi non è in grado di mantenere un pubblico servizio in concessione si faccia da parte. La misura è colma. Siamo sicuri che il Governo andrà fino in fondo a questa vicenda, senza guardare in faccia nessuno. Chiederemo la convocazione straordinaria e congiunta dei Consigli regionale e comunale>.
Luca Maestripieri, segretario regionale Cisl Liguria
“Con il nuovo Ponte Morandi non ancora ricostruito, la A6 chiusa per il crollo di domenica scorsa e la A26 interrotta per i controlli sui due viadotti i porti e le città di Genova e Savona sono in un vicolo cieco – dichiara Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria -. Non vogliamo entrare nelle meccaniche di quanto è successo. Vogliamo però dire con forza che in questa maniera l’occupazione, i traffici portuali e l’intera economia della Regione sono destinati a morte certa e celere. Non staremo a guardare. Ci aspettiamo delle risposte da tutti i soggetti che hanno a che fare con la vicenda e dal Governo”.


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