Sfollati ed ex proprietari di via Porro chiedono ad Aspi il risarcimento dei danni alla persona
Sono oltre 200 le persone che si sono affidate a un pool di avvocati e invitano Autostrade ad una trattativa per il risarcimento dei danni alla persona davanti al Giudice di Pace di Genova
Oltre 200 persone che, in conseguenza del tragico crollo del Ponte Morandi, sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni (dapprima a seguito delle ordinanze di sgombero emanate e che poi in modo definitivo) hanno depositato oggi un’istanza ex art.322 c.p.c. al Giudice di Pace di Genova per invitare formalmente la società Autostrade ad una trattativa per il risarcimento dei danni alla persona, non avendo avuto riscontro alle comunicazioni inviate.
<A distanza di ormai più di un anno dal traumatico evento e dal loro sgombero coattivo – spiegano i legali -, persistono nella gran parte degli ex abitanti, sintomi psicofisici quali insonnia, incubi, fobie, attacchi di panico che in molti casi configurano un vero e proprio danno alla salute. Ma tutte le persone direttamente coinvolte con l’abbandono della casa per il crollo del viadotto hanno in ogni caso riportato rilevanti danni alla persona e alle proprie vite: oltre alle sofferenze emotive in conseguenza di un evento così drammatico che le ha colpite, esse hanno visto la propria esistenza e le relazioni sociali e nel quartiere irrimediabilmente travolti. Con la necessità di dovere, magari in età non più giovane, riorganizzare il proprio vivere. Le persone più fragili, in particolari i più anziani e i bambini, sono, in generale, coloro che maggiormente evidenziano sofferenze psicologiche e relazionali persistenti>.
I ricorrenti sono patrocinati dagli avvocati Irene Cuomo Ulloa, Elena Fiorini, Giorgio Fossa, Antonio Lerici, Giuseppe Piccini, Elena Quartero.
Lo scopo di quest’azione (qualificata tecnicamente come “istanza per la conciliazione in sede non contenziosa”), prevista dal codice di procedura civile, è di agevolare la composizione bonaria dei contenziosi e coincide con l’obiettivo degli abitanti sfollati di non protrarre ulteriormente, se possibile, la conclusione di un contenzioso che contribuisce a farli misurare ancora con il trauma di quanto accaduto. Che tutt’ora pesa sulle loro vite.


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