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Gregorini, cultural manager senza titoli rinnovato da Tursi e con tanto di aumento

La risposta degli assessorati comunali all’interpellanza del consigliere Pd Alessandro Terrile: il Comune, soddisfatto dell’operato, non lascia, anzi, raddoppia. Con 800 euro in più. Il contratto stavolta è da 37.800 euro

Maurizio Gregorini, incaricato cultural manager senza titoli e senza pregresse attività lavorative specifiche per 37mila euro nel 2018, non solo è stato rinnovato, ma gli è stato concesso pure l’aumento di 800 euro per i prossimi 12 mesi. La risposta del Comune ad Alessandro Terrile, consigliere comunale Pd che aveva chiesto informazioni, è stata che <il 16 ottobre 2019 tramite trattativa diretta su mercato elettronico è stato stipulato un nuovo contratto con il signor (eh, sì, perché non solo non ha una laurea specifica, ma proprio non è laureato n. d. r.) Maurizio Gregorini […] al costo di euro 37.800>. Davvero una bella cifretta per uno che ha un semplice diploma di liceo classico (non è dato, dal curriculum pubblicato sul sito del Comune, sapere né dove è stato conseguito né con quale votazione) e che, sempre nel curriculum, non ha mai svolto in precedenza azioni professionali di promozione culturale. Eppure nella risposta del Comune a Terrile, condivisa da assessorato al Marketing Territoriale e assessorato alla Cultura, lo si definisce “professionista“, ma non è dato sapere a quale Ordine sia iscritto per definirlo con tale titolo (normalmente ci vogliono una laurea e l’abilitazione). Certamente non lo si può fare per le esperienze nel settore specifico prima di approdare all’incarico comunale: non ne ha. Come potete evincere dal curriculum che pubblichiamo qui sotto e che potete scaricare e leggere.

Il curriculum è quello ufficiale fornito dall’amministrazione comunale (e ad essa fornito, ovviamente, dallo stesso consulente), insieme al primo contratto stipulato, al gruppo Pd in risposta a un’interpellanza presentata perché, appunto, i curricula di due consulenti, tra cui appunto Gregorini, non era presente nella pagina internet del Comune dedicata alla trasparenza. La pubblicazione dei curricula dei consulenti pubblici è obbligatoria per legge. Per la cronaca, ancora al momento in cui scriviamo il curriculum di Gregorini non è stato pubblicato sulla pagina della trasparenza del Comune dedicata ai consulenti.

Gregorini è noto, più che per particolari meriti culturali, per le intemperanze sui social. Sulla pagina Twitter di Selvaggia Lucarelli, il cultural manager del Comune di Genova aveva fatto esercizio di omofobia. Per Gregorini, le conseguenze di crescere con una famiglia gay sarebbero <Femminilizzazione ulteriore del maschio, indebolimento del carattere morale, dispersione di valori millenari>.

Un’altra volta, il Cultural Manager rinnovato del Comune di Genova è stato lapidato dalla rete per il post su Twitter che potete leggere qui sotto e che è stato da lui poi cancellato.

Ma il Comune nonostante tutto questo, si è detto soddisfatto del lavoro fatto e al gioco del “lascia o raddoppia” ha scelto la seconda opzione, con tanto di aumento. E in sostanza spenderà in due anni 78.800 euro dei soldi dei cittadini genovesi per assicurarsi l’operato del diplomato al Classico senza esperienza specifica in management culturale che ha soddisfatto, secondo quanto si legge nella risposta a Terrile, le aspettative dell’amministrazione.

Se da una parte è curioso scoprire che, nel 2019 (come quando, negli anni ’50, anche chi non avesse titoli di studio poteva accedere all’insegnamento universitario), anche uno che non ha i titoli può accedere a un incarico manageriale e raggiungere i livelli di reddito di un professionista qualificato con titolo di studio ed esperienza pregressa idonea, dall’altra ci si chiede come mai nessun peso sulla scelta della nomina e del rinnovo (se non la mancanza di titoli ed esperienze lavorative pregresse) abbiano avuto le intemperanze social.

Gregorini si dovrà occupare tra le altre cose, da uno che ha deciso di non garantirsi un’istruzione universitaria come sarebbe auspicabile facessero invece i giovani e verso la quale bisognerebbe guidarli, da uno che non ha alcun titolo universitario né specifico né generico e guadagna 78.800 euro in due anni nel settore della Cultura nonostante questo, di dare un qualificato <supporto alla Direzione Beni Culturali e Politiche Giovanili (che ha direttori e dirigenti laureati e personale interno con competenza specifica sancita dal benedetto “pezzo di carta” n. d. r.) per l’elaborazione di un progetto di rilancio delle biblioteche attraverso la progettazione e la realizzazione di eventi che coinvolgano il Sistema Bibliotecario cittadino>. Inutile dire che anche per fare il “bibliotecario” servirebbe una laurea, quella in Scienze archivistiche e librarie e che riorganizzare qualsiasi cosa servirebbe una competenza specifica e non basta aver pubblicato, come il Nostro, un libro di poesie.

Perché Gregorini ha ottenuto il rinnovo? Perché l’amministrazione comunale ha ritenuto abbia eseguito con successo il compito il primo anno. Quello che leggete qui sotto.

*elaborazione di un Piano d’Azione per lo sviluppo e sostegno dell’offerta culturale, in particolare per la valorizzazione e la promozione delle strutture ed offerte culturali presenti sul territorio
*elaborazione di un Piano d’Azione per lo sviluppo delle politiche per i giovani in una prospettiva di innovazione e valorizzazione delle nuove generazioni
*elaborazione di un Piano d’Azione per un sistema e metodo di lavoro integrato fra gli assessorati maggiormente coinvolti nelle attività e progetti di promozione della Città e marketing territoriale
*analisi monitoraggio e messa a sistema degli obiettivi strategici in tema di valorizzazione del patrimonio e offerta culturale e giovanile e di promozione e marketing territoriale.

Sarebbe interessante far leggere gli elaborati a un professionista titolato e sapere cosa ne pensa e capire, poi, come siano stati attuati e cosa abbiano prodotto in pratica.

Cosa chiede l’amministrazione a Gregorini per il prossimo anno per 37.800 euro? Fondamentalmente, pur con l’aumento, l’incarico è ridimensionato e vincolato a progetti specifici (dato particolarmente significativo) cioè alla progettazione di 4 fundraising (in italiano: raccolta fondi) per l’ufficio Eventi (e non alla progettazione degli eventi):

  • “Portraits” – festival internazionale di fotografia
  • “On The Wall 2” – seconda edizione dei murales in Valpolcevera
  • “Fuori Contesto” – arte nella metro e in sotterranea
  • “Action” per festival internazionale del cinema, delle serie TV, del romanzo e del fumetto d’azione.

Una ricerca fondi per cui l’amministrazione spenderà 37.800 euro dei fondi della collettività.

Oltre, appunto, del <supporto alla Direzione Beni Culturali e Politiche Giovanili per l’elaborazione di un progetto di rilancio delle biblioteche attraverso la progettazione e la realizzazione di eventi che coinvolgano il Sistema Bibliotecario cittadino>.

Insomma: mettere a progettare l’orientamento dei giovani allo studio e al lavoro uno che riesce a guadagnare 78.800 euro in 2 anni senza titolo di studio universitario e spendere 37.800 euro di fondi comunali per trovare fondi. E che questi benedetti giovani prendano esempio e capiscano che si fa così per avere uno stipendio di quasi 40 mila euro l’anno senza né titoli né esperienza specifica. In fondo, anche questo è un insegnamento. Se buono o cattivo decidetelo voi.

Pubblichiamo per completezza la risposta ufficiale degli assessorati al Marketing e alla Cultura all’interpellanza di Alessandro Terrile.


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