Sfratto guardie zoofile, il Municipio Levante cambia giustificazione. È la terza

Prima la criticata adesione alla petizione di alcuni sanzionati seccati dai controlli, poi la mancata presentazione della revisione semestrale (che quasi nessuna associazione presenta), infine, oggi, la dichiarazione – esposta in consiglio dall’assessore Campora – di necessità di rendere disponibili i locali per la vicina scuola in ristrutturazione. La sede sarebbe stata disdetta <per evitare la promiscuità> tra uso scolastico e associazione. Ma tre prese di posizione diverse sullo stesso fatto la dicono lunga su tutta la vicenda

Il Municipio Levante ha cacciato dalla propria sede in piazza Duca Degli Abruzzi le guardie zoofile dell’associazione Una con cui aveva un accordo per il particolare controllo dei parchi di Nervi. Prima la cosa è stata minacciata nero su bianco nel nome di una petizione (da cui poi diversi firmatari hanno preso le distanze) lanciata da alcuni sanzionati (situazione che diede il via a una serie di polemiche), poi adducendo la mancata presentazione della revisione semestrale richiesta (cosa che poche associazioni fanno), infine, oggi, spiegando che per i lavori alla scuola serve proprio all’istituto. Insomma, il tentativo di giustificare agli occhi dei genovesi una scelta ai più poco comprensibile.

Oggi all’attacco, in consiglio comunale, non solo Cristina Lodi (capogruppo Pd) e Gianni Crivello (Gruppo Crivello), ma anche, con toni molto soft, la capogruppo della Lega Lorella Fontana (della stessa maggioranza del Municipio), che però ha tentato di giustificare l’azione del Municipio come necessità di dare spazio alla scuola. Una motivazione uscita come un fungo proprio oggi dopo che le altre due sfornate dal Municipio per giustificare una scelta poco comprensibile persino da altri Municipi anche di analoga maggioranza che hanno offerto alle guardie un’altra sede sul loro territorio: Media Val Bisagno, Medio Levante, Centro Est e Ponente. La scusa numero 2 è stata smontata velocemente da Crivello che ha ricordato come siano moltissime le associazioni che non presentano la relazione semestrale <e se dovessimo cacciarle tutte sarebbero moltissime>. Lodi ha chiesto una commissione per trattare più ampiamente di quanto è successo.

Innanzitutto bisogna chiarire (anche ad alcuni consiglieri) che la revoca della sede non fermerà l’operato delle guardie zoofile per garantire, come ha fatto e con risultati concreti, il rispetto delle regole ed evitare comportamenti contrari al regolamento comunale e spesso anche alle comuni norme di buona educazione: conduzione di cani senza guinzaglio (per cui i proponenti della petizione erano stati sanzionati), transito a forte velocità di bici e ciclomotori, bivacchi, barbecue, accampamenti con tanto di tende.

L’assessore Matteo Campora ha ricordato che la questione attiene al Municipio Levante e non all’amministrazione comunale. Ha ricordato che le guardie agiscono su autorizzazione del ministero dell’Interno che <conferisce anche alcuni poteri anche di polizia giudiziaria>. In sostanza, che il Municipio Levante voglia o non voglia, con o senza sede, i controlli continueranno fino a quando le guardie decideranno di farli.

<Non voglio entrare nello specifico nei fatti di cui ho conoscenza solo de relato – ha detto Campora -. Sappiamo che c’è stato un dibattito. Il Compito del Comune non può essere quello di tornare indietro, perché non possiamo (il locale è gestito dal Municipio), ma di verificare cosa è accaduto convocando anche le guardie zoofile, che svolgono un ruolo importante, che aiuta l’amministrazione a garantire il rispetto delle regole. Chi le viola è sempre dalla parte sbagliata. Ragioniamo per individuare una sede diversa per tutelare il rispetto delle norme e garantire alle guardie una sede per poter operare nel migliore dei modi>.

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