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Giro di vite nella polizia locale, stop ai servizi in borghese e ai rientri “precoci”

Due circolari, anche in vista del mancato rinnovo da parte dello Stato dei 150 agenti temporanei, chiedono maggiore rigore per il rispetto delle regole in servizio e cercano di mettere un freno a danneggiamenti di veicoli e dotazioni, come i cellulari, prevedendo il rimborso dei danni.
L’amministrazione ha deciso di concedere il buono pasto dopo 7 ore come a tutti gli altri dipendenti comunali, che ora è stato gettato sul piatto della trattativa coi sindacati.
La “questione Infortunistica” e il confronto numerico delle sanzioni con gli altri reparti

Troppi agenti in servizio in borghese, troppi quelli trovati nelle varie sedi del corpo già senza divisa molto prima del termine dell’orario di lavoro o intenti ad attività non esattamente “di istituto”. Poi, troppi smartphone di servizio persi o danneggiati e veicoli di servizio oggetto di frequenti incidenti stradali. Sarebbe questo il motivo delle due circolari emesse dal comandante della polizia locale Gianluca Giurato

Lui, come sempre, non rilascia dichiarazioni, ma il perché del giro di vite lo si comprende dai testi delle due comunicazioni ai lavoratori, una che puntualizza quali siano i comportamenti da tenere durante l’orario di lavoro, l’altra che ricorda la responsabilità amministrativa patrimoniale del dipendente in occasione di <perdita o danneggiamento dei beni mobili>.
Quest’ultima parla di <casi frequenti> e ricorda che <oltre a eventuali provvedimenti disciplinari> esiste <una responsabilità amministrativa per anno erariale a carico del dipendente/ affidatario in caso di colpa grave qualora il danno consegua alla violazione> dell’obbligo <dell’osservanza di elementari norme di diligenza e di cautela>. Insomma: chi rompe (con dolo o colpa grave) paga. Anche le auto nel caso in cui l’eventuale incidente sia stato causato dal mancato rispetto delle norme del codice della strada e <alle fondamentali regole di prudenza>.

Più complessa la partita che riguarda il comportamento. Quello che si sa è che Giurato e il dirigente Varno Maccari hanno girato parecchio per distretti e sedi dei nuclei, comparendo anche a sorpresa. “Radio vigili” dice che si sarebbero trovati davanti a uffici con personale rientrato in sede molto prima dello scadere dell’orario di lavoro, troppo presto anche considerando l’esigenza di estendere le relazioni di servizio. Intendiamoci, non è un’abitudine di massa: i più lavorano con coscienza e impegnandosi al massimo, ma non è facile scalzare le vecchie abitudini, far capire che per certe cose non è più tempo. Troppi, ad esempio, quelli che, non dovendo eseguire compiti di regolazione stradale, escono per servizio in borghese. A volte è una necessità per ragioni investigative (come per la Giudiziaria o per alcune pattuglie del reparto Sicurezza Urbana), ma ogni deroga, di volta in volta, deve essere autorizzata di volta in volta dai capi di distretto o reparto. Gira voce che alcuni agenti siano stati pizzicati durante l’orario di lavoro a consultare internet non per ragioni di servizio. E c’è il caso dei due cantuné sull’orlo della pensione pizzicati a uscire prima dal servizio e già deferiti alla Direzione Personale di Tursi che hanno avuto una (seppur minima) sospensione. C’è poi chi esce con la divisa sgualcita o male in arnese. Prima era una regola per ragioni contingenti, ma l’assessorato e il comando ora hanno fornito a tutti nuove divise. Alcune forniture sono state anche contestate perché di qualità non rispondente o perché sbiadivano troppo presto.
Insomma, parte del personale non avrebbe ben compreso il “nuovo corso” del corpo, che passa per la sostanza di migliori e più puntuali dotazioni, per la formazione, ma anche per l’immagine e il comportamento. In passato le amministrazioni davano poco e chiedevano poco. Così capitava che chi era costretto a girare coi pantaloni sgualciti non potesse essere certo rimproverato se la camicia era stazzonata. Capitava di bagnarsi in servizio e di non disporre della divisa per il cambio. Ora sono arrivati le nuove mantelle blu e giallo fosfo da usare anche per dirigere il traffico, i guanti anti taglio per tutti, i giubbotti anti taglio per gli agenti che si occupano di sicurezza e dei sto, i caschi simili a quelli anti sommossa per i tso, il servizio stadio e alcune operazioni del reparto sicurezza. Persino le maglie “della pelle” che attutiscono fino a quasi annullarne gli effetti i colpi inferti dai malintenzionati.
Il momento non è semplice, anche perché pare che il governo non abbia intenzione di rinnovare peri 1º gennaio 2020 i 150 agenti temporanei concessi dal crollo del Ponte Morandi e va ottimizzata ogni risorsa di personale. In parte del corpo c’è resistenza per la disciplina attuale, che si contrappone a una precedente situazione di laissez-faire estremo non riscontrabile in alcuna città metropolitana in Italia. Passare dall’una all’altra situazione in maniera repentina ha generato scontento e mugugni. La maggior parte degli agenti, pur essendo abituata ad altri e più tranquilli ritmi, si sta adeguando. I più vecchi, assunti da “vigili urbani” e trovatisi a fare gli agenti di polizia locale, con maggiori e diverse incombenze, stanno andando in pensione a raffica. Piano piano il corpo ringiovanisce grazie alle nuove assunzioni (che purtroppo, a causa del precedente blocco del turnover, è stato necessario fare “in blocco” e non con la gradualità che sarebbe stata necessaria), ma si perdono professionalità consolidate e fatte di esperienza pluridecennale che finiscono in pensione. Insomma: da una parte ci sono un po’ di anziani demotivati, dall’altra alcuni giovani che non hanno ancora bene inquadrato le regole.
Non si può dire che questa amministrazione e questo comando non abbiano investito. Dal 1º gennaio 2020, se la trattativa con i sindacati andrà in porto arriverà anche il buono pasto dopo 7 ore lavorate (come hanno già da tempo tutti gli altri dipendenti comunali), il che significa un centinaio di euro in più al mese. <È una cosa che il comandante Giurato e io abbiamo voluto fortemente in primo luogo per equiparare i lavoratori della polizia locale agli altri lavoratori comunali – spiega l’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino -, poi perché la maggior parte di agenti e funzionari si impegna per garantire risultati a fronte di un aumento dell’impegno richiesto per mettere un freno ai comportamenti scorretti e pericolosi sulla strada e per migliorare la sicurezza urbana. La polizia locale ha svolto un grande lavoro dal crollo del ponte e io credo sia giusto, quando si chiede di più e lo si ottiene, concedere di più, perché la meritocrazia è un valore>.

Il rapporto con i sindacati, anche loro trovatisi di fronte a uno sconvolgimento del vecchio modo di lavorare e alla richiesta di maggiore impegno da parte dell’amministrazione, non è sempre stato semplice. Particolare conflitto c’è col Sulpl, sindacato autonomo, che sembra aver preso di mira politicamente l’amministrazione e il comandante, anche se in realtà sul resto del territorio nazionale non ci sono mai state troppe conflittualità tra la sigla e il centrodestra. Le resistenze della base al cambiamento si trasforma, nel rapporto con tutti gli altri sindacati, nella scarsa propensione a concedere la possibilità di organizzare meglio il lavoro, anche per evitare di tagliare la “tripla” (3 giorni di festa di fila a cavallo della domenica ogni due settimane) che ormai in Italia non ha più alcun Corpo. Oggi, ad esempio, i turni vengono decisi di anno in anno e, soprattutto la domenica e nei festivi se capita un imprevisto si fa fatica a “coprirlo” e questa cosa, anche alla luce del moltiplicarsi delle manifestazioni, non è più concepibile. La trattativa è ancora lunga, ma dovrà essere conclusa entro un paio di mesi. Recuperare efficienza evitando le perdite di tempo, come chiede la circolare, significa anche dover chiedere meno sacrifici ai lavoratori.
In questo contesto è anche il braccio di ferro col reparto Infortunistica a cui il comandante Giurato avrebbe contestato, statistiche alla mano, di aver portato a termine solo le indagini per un incidente ogni due mesi. Certo, si tratta spesso di indagini non semplici, delegate dalla Procura, ma anche alla luce di questo pare evidente che qualcosa non quadra. Persino i dati sulle sanzioni per inosservanza del codice della strada mettono in luce che i risultati sono inferiori alle aspettative: vede prevalere numericamente sull’Infortunistica, oltre al reparto Pronto Intervento (come è normale), il Reparto Sicurezza Urbana, che ha tutt’altri compiti.

Così, a fronte della richiesta del Comando di fare di più, 10 uomini, tra funzionari e agenti, hanno chiesto il trasferimento, ufficialmente perché indignati per la mancanza di fiducia. Peraltro il comandante ha deciso di spostare dai reparti speciali tutti quelli che non si rendono disponibili per i servizi notturni, come voleva una vecchia disposizione di servizio mai rispettata che Giurato ha deciso di rendere operativa.
Insomma, è un puzzle davvero difficile da comporre ottenere lo stretto rispetto delle regole: personale, compiti, distribuzione equa dei carichi di lavoro, copertura delle esigenze della città, che non può essere seconda ad esigenze dei lavoratori non previste o escluse dal contratto nazionale di lavoro.

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