Anziane cercano nella spazzatura il cibo. Succede in pieno centro

Succede in via dei Cebà, tra Galleria Mazzini e Piccapietra. Succede oggi, alle 13. Succede a tre donne che potrebbero essere le nostre nonne o le nostre madri

Vestite con abiti modesti, logori, ma puliti e dignitosi, oggi alle 13, tre donne anziane cercavano cibo nei bidoni della spazzatura in via dei Ceba dove, probabilmente, la Coop conferisce i rifiuti, il cibo non più vendibile perché scaduto. Una aveva con sé anche un trolley di quelli che si usano per fare la spesa. Di solito si portano al supermercato, lei lo ha trascinato vicino ai bidoni per portare in casa qualcosa da mettere in tavola, un’alternativa alla fame. Perché c’è qualcosa di più brutto che cercare cibo nei contenitori dell’Amiu: c’è morire di fame.

Le tre donne hanno passato al setaccio i bidoni, in maniera accurata, infilandoci dentro le mani, le braccia, la testa. I contenitori preferiti? Quello dell’organico, dove trovare qualche pomodoro non troppo ammaccato, un po’ di frutta appassita, magari dell’insalata avvizzita ma ancora mangiabile.
Una delle tre donne, il “muccetto” (definirlo chignon lo farebbe troppo elegante) sulla nuca, la schiena un po’ curva e le vene delle gambe evidentemente sofferenti, si affaccia al bidone marrone, un’altra, con l’ombrello chiuso appoggiato al polso, si aggrappa, nel tentativo di agguantare per prima qualcosa di ancora buono. La terza donna inclina il bidone per vederci meglio dentro.
Per terra: delle borse già riempite da portare a casa, per cucinare qualcosa di caldo, magari un minestrone fatto con quello che oggi concede la fortuna. Perché la pensione, magari quella di reversibilità, “tagliata”, non basta.
Succede oggi. Succede in una delle strade più appartate del centro cittadino, dove magari non si rischia di incontrare il vicino di casa o il medico di famiglia. Succede a tre nonne genovesi e a guardarle fa male il cuore.
Quanti sono gli anziani che non ce la fanno a mantenersi? Quanti sono quelli che, a Genova, ogni giorno cercano nella spazzatura vicino ai mercati e ai supermercati? Non c’è davvero modo di aiutarli preservandoli dalla fatica e dalla vergogna di cercare cibo nella spazzatura?

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