Concerto rovinato dal djset, la Gog condivide “lo sdegno manifestato da molte persone presenti”

Circa mille i cittadini che hanno pagato il biglietto del Carlo Felice. Per loro nemmeno le scuse dalle istituzioni che hanno organizzato la serata in piazza senza curarsi delle conseguenze sugli eventi previsti nel teatro. Alle stesse istituzioni che hanno presentato la manifestazione come “dedicata ai giovani” sfugge anche che sono il trap e il reggaetton i generi che piacciono ai ragazzi. La “disco” è roba per i quaranta, cinquanta e sessantenni

Questo quanto si legge sulla pagina Facebook della GOG, Giovine Orchestra Genovese.

La GOG condivide lo sdegno manifestato da molte persone presenti ieri sera, lunedì 23 settembre, al concerto inaugurale della stagione 2019/2020.
Il concerto è stato danneggiato gravemente dalla potenza dell’amplificazione nell’esibizione del DJ set in piazza De Ferrari, riverberata nella sala del Teatro Carlo Felice.
La GOG Giovine Orchestra Genovese

Mentre sui social squadriglie di account (alcuni dei quali palesemente falsi) di chiara appartenenza politica fanno a gara per massacrare noi che al contrario di altri media la notizia non l’abbiamo taciuta come alcuni avrebbero preferito, chi lunedì ha subito danno e disagio, oltre a rispondere ai paladini della discoteca ad ogni costo (anche ai danni dei mille malcapitati spettatori paganti che al Carlo Felice si sono visti rovinare il concerto) commenta sotto il nostro e sotto gli articoli di altri media che hanno preferito tacere la situazione che si era creata, spiegando come siano andate veramente le cose. In molti si rammaricano non solo della mancanza di rispetto degli enti organizzatori (Ice Agenzia, Comune di Genova, Camera di Commercio e Regione Liguria) nel non valutare la contemporaneità con l’evento al teatro lirico, ma anche della loro decisione di non scusarsi con i cittadini danneggiati. Non abbiamo avuto notizia di scuse ufficiali né gli spettatori molestati dall’unz unz della piazza ne hanno ricevute, che noi sappiamo. È mancata lattenzione, continua a mancare il rispetto.
Sarebbe bastato uno <Scusate, chi lavora sbaglia, ci dispiace per il disagio arrecato ai cittadini non solo genovesi che si sono recati al Carlo Felice per ascoltare il concerto in santa pace>, magari col rimborso del biglietto pagato. Invece nulla, se non l’affermazione trionfalistica dell'”ottima riuscita” del dj set, un evento che il sindaco Marco Bucci ha definito come “dedicato ai giovani“, forse non sapendo che quel genere di musica è più caro ai 40-50-60enni che l’hanno vissuta. Fargetta ha infatti 58 anni, solo 2 meno del Sindaco, Albertino 57, Molella 55, Prezioso, il più giovane, 48. Sono la la storia della musica dance degli ultimi 30 anni (Fargetta ha cominciato negli anni Ottanta, come Molella, nel 1978 Albertino trasmetteva già su Radio Music, il giovane del gruppo, Prezioso, ha iniziato la carriera nel 1987). La musica cara ai giovani, quelli veri all’anagrafe, non è più la discomusic né la house. I generi oggi più amati sono il trap e il reggaetton. Contrabbandare l’evento di piazza di lunedì come dedicato ai giovani è decisamente azzardato e se davvero si vuole fare una serata dedicata ai 15-25enni, bisogna decisamente “cambiare musica”. Detto questo, non siamo contrari ai djset. A noi, vista l’età di chi scrive, vanno benissimo anche i dj che sono scesi in campo lunedì. Se sarà il dj set sarà riproposto a Capodanno, col “liberi tutti” sugli orari (nessuno va a ballare alle 21,30 e spegnere la musica di un djset alle 23:45 non ha molto senso) e la cosa non andrà ad interferire con altra musica evitando di mancare di rispetto ad altri cittadini che come genere prediligono la classica, in piazza ci saremo anche noi. Certo che l’evento, facendo parte di un fuori salone (solitamente gli eventi sono dedicati a iniziative di spessore completamente diverso) doveva, per una volta, svincolarsi dalla “piazza” tanto cara alle amministrazioni in corso e puntare a iniziative di maggiore valore culturale come accade in tutto il mondo per i grandi eventi di questo tipo. Il djset si poteva fare in altro contesto, a Capodanno, appunto.

Stamattina del pasticciaccio musicale genovese ha dato notizia anche la nazionale Radio Capital.


A persone che sulla loro pagina Facebook chiedevano cosa fosse successo, la Gog ha risposto: <Il concerto di inaugurazione è andato a “scontrarsi” con una serata discoteca all’aperto in piazza De Ferrari e il rumore dell’esterno ha creato diverse difficoltà di esecuzione e di ascolto>. Prima del bis, i musicisti esasperati hanno mimato con la testa le mosse di chi balla in discoteca. I bassi, a volume altissimo, hanno superato i muri della struttura facendo “ballare” il palco e rovinando l’ascolto dell’intero concerto all’interno del Carlo Felice.

Pubblichiamo di seguito alcuni commenti, compreso quelli della musicista che si stava esibendo al piano e del direttore del Conservatorio Paganini.

Anna Geniushene (che lunedì si è esibita al piano con Quartetto di Cremona): As a musician I have a lot of respect to my colleagues working on the field of DJing- but even being a fan of these types of events I still DO believe everyone’s work needs to be respected. [Traduzione: <Come musicista ho molto rispetto per i miei colleghi che lavorano nel campo del DJing, ma pur essendo un fan di questo tipo di eventi, credo ancora che il lavoro di tutti debba essere rispettato].

Angela Bevere: Bastava abbassare gli amplificatori e ognuno godeva della sua musica. Ma… Niente meglio far male… E dare fastidio.

Monica Fabbri: Io ero al Carlo Felice e condivido lo sdegno come ascoltatrice ed esprimo la mia solidarietà ai musicisti che si sono trovati ad eseguire la loro nobile musica in queste circostanze.

Norberto Rossi: Ero uno dei tantissimi spettatori paganti (siamo abbonati alla GOG da tanti anni) ed i bassi UNZ UNZ dello “spettacolo” in piazza si sentivano dentro alla sala. Il progetto del teatro ha tenuto sicuramente conto dei rumori del traffico tanto è vero che non si è mai udito nulla all’interno … Penso che il problema acustico si dovuto ai bassi ed alle loro frequenze che riuscivano a sollecitare la struttura dell’edificio. Anche i componenti del Quartetto di Cremona, prima del bis, hanno mimato l’UNZ UNZ … è stato triste ascoltare Johannes Brahms nel Quintetto per pianoforte e archi in fa minore op. 34 con sottofondo UNZ UNZ … come quando squillano i cellulari in sala … stesso livello.

Federico Bagnasco: La stagione va avanti sì, ma non si tratta di repliche, per sentire questi artisti gli appassionati devono muoversi ben oltre Milano, e oltretutto lunedì hanno pagato il biglietto. Il concetto è molto semplice: per fare una cosa che mi piace danneggio altri? Sì o no? Un po’ come i fumatori di una volta che magari si permettevano di dare dei mugugnoni a chi sorbiva il loro fumo passivo, con l’argomentazione che avevano diritto al loro piacere nel fumare. Spero possa essere evidente che qui siamo ben oltre il fatto di lamentarsi del caos della movida del venerdì. Ed esiste una responsabilità dell’amministrazione nel non fare attenzione a queste cose.

Stefano Bonioli De Simone: Solidale con la Gog.

Ornella Soro: È stato orrendo!

Maurizia Migliorini: Una vergogna. A parte che se il concerto era per il Salone Nautico si sarebbe potuto fare davanti alla Fiera del mare. Sono quantunque certa che la tanto amata amministrazione dei lustrini, girandole e ombrellini occuperà ancora.la piazza fino a Natale, speriamo con eventi meno.assordanti.

Roberto Tagliamacco (direttore del conservatorio Paganini): Sarebbe bastato tenere un volume civile, ma purtroppo l’imbecillità di chi gestisce questi eventi è veramente infinita!!!

Benedetto Spingardi Merialdi Roberto, risponde a Taglamacco: caro Direttore, se il Salone Nautico (che con la collaborazione della Camera di Commercio l’anno scorso organizzò invece delle manifestazioni collaterali di pregio…) vuole fare un rave-party lo faccia nel piazzale delle feste (sul mare, più in tema…visto il tanto megafonato sposalizio tra il Porto Antico e la Fiera del Mare)… perché non credo sia possibile che sia mai stata fatta una cosa così aberrante a 40mt dalla Philarmonie di Berlino, del Kirov, della Scala, del S.Carlo, del Regio di Parma e di Torino, del Metropolitan o dell’Opèra di Parigi…né il giorno dell’inaugurazione della stagione…di qualsivoglia stagione (lirica, balletto, sinfonica, da camera che sia…), né in qualsiasi altra data che prevedesse concerto/rappresentazione…
Se il Salone vuole qualificarsi con la “cultura” (costosa…un palco faraonico, strade sbarrate da paratie di cemento ➡️ tristemente necessarie ormai in ogni manifestazione di massa dopo i fatti di Nizza, polizia schierata a frotte, un’amica disabile lasciata dal taxi a 300 mt dal teatro… per colpa delle strade chiuse…si è dovuta trascinare fino all’ingresso…) dello sballo… si giudica da sè: l’anno scorso le manifestazioni CULTURALI collaterali al Salone erano d’altro tono.
Ci siamo fatti colonizzare bassamente da RadioDj…
Genova lunedì sera tutt’altro che meravigliosa… direi piuttosto provincialotta…

Barbara Pierantozzi: No ma neanche al paesello si creano sovrapposizioni del genere, chi l’ha pianificata? Mi dispiace molto per spettatori e musicisti

Gigi Picetti: Suicidio culturale

Daniela Ciolli: Una cosa veramente scandalosa .Mi hanno raccontato! Questa città vuole estinguersi!

Chiara Cavenaghi risponde a una paladina del dj set che, evidentemente non capendo molto dell’argomento, sostiene che la Gog avrà altre serate: <Ogni concerto della Gog è unico, con artisti importanti e non si puó “recuperare”. È stata organizzata male punto>.

Danilo Conte risponde alla stessa persona: <Come al solito, quando si fa qualcosa a Genova, nell’80% dei casi, la si fa MALE e in maniera superficiale e PROVINCIALE!… E, comunque, che si tratti di pubblico “giovane” o più “attempato”, si da il caso che gli spettatori della GOG hanno pagato un biglietto, per cui hanno diritto di ascoltare in maniera OTTIMALE, il concerto al quale assistono!… La “precedenza” doveva essere data IN OGNI CASO, alla rispettabilissima (eventuale) “vecchia guardia” di appassionati e competenti melomani, a costo di RIMANDARE AD ALTRA DATA, la “performance” dei famosi DJ di piazza De Ferrari.

Tutto questo per dire che il consenso al djset che ha calpestato gli spettatori del concerto classico non è esattamente unanime in città, nonostante lo sforzo di alcuni accaniti sostenitori della “disco” e delle amministrazioni che lo hanno promossa di far passare come mugugnoni gli spettatori della Carlo Felice e come “nemico della Patria” il nostro giornale. Non siamo usi passare veline, plaudire incondizionatamente né tacere di fatti realmente avvenuti.
Nell’ambiente musicale, comunque, lo “sgarbo” sta facendo il giro d’Italia, lo si legge nei gruppi social dei melomani e la voce sta girando vorticosamente in tutti gli ambienti culturali non solo italiani. Si sa che sul tema Cultura da qualche tempo la nostra città non gode più di buona reputazione in Italia e all’estero. Quanto è accaduto lunedì, sempre che a chi governa i palazzi interessi qualcosa, ha peggiorato la nostra non più ottima fama.

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