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Parco del ponte, scelto il progetto di Boeri, l’inventore del Bosco Verticale

Il 1° ottobre, dopo le verifiche di tutti i requisiti, l’aggiudicazione definitiva. Fine febbraio 2020 il progetto esecutivo

Si sono conclusi questa mattina i lavori della Giuria internazionale del Masterplan di Rigenerazione del “Quadrante Val Polcevera” e del Nuovo Parco Urbano, denominato “Il Parco del Ponte” che ha scelto, tra le 6 proposte che hanno partecipato alla fase finale, quella presentata da Stefano Boeri Architetti/Metrogramma/Inside Outside con Mobility in Chain, Transsolar, Tempo Riuso, H&A Associati, Laura Gatti, Luca Vitone, Accotto Secondo Antonio.

Si tratta di una aggiudicazione provvisoria: entro il 1° ottobre, infatti, dopo la verifica di tutti i requisiti, seguirà l’aggiudicazione definitiva ed inizierà la progettazione preliminare, a cui seguirà la definitiva ed esecutiva.

Il Comune di Genova a seguito del crollo del Ponte Morandi aveva deciso di intraprendere un processo di rigenerazione urbana non soltanto per ricostruire il manufatto distrutto, ma per riqualificare la parte di città colpita dall’evento.

Lo strumento che è stato scelto è il concorso “Il parco del ponte” bandito dal Comune di Genova in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Genova ed il Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC).

31 in totale le proposte ideative pervenute, 6 i finalisti – scelti nel giugno di quest’anno – chiamati a produrre un approfondimento con planimetrie, foto aeree, render, sviluppi progettuali, illustrazione tecnica e relazione economica.

Questa fase si è conclusa oggi con il giudizio della Giuria di esperti, composta – lo ricordiamo – dal prof. Arch. Franco Zagari (Presidente) e dagli architetti Alessandra Oppio, Carlo Calderan, Manuel Ruisanchez, Benedetto Camerana.

Dopo la verifica dei requisiti, ci sarà la proclamazione definitiva e l’avvio di una fase di coinvolgimento degli stakeholder locali in due workshop che verranno organizzati nel mese di ottobre.

La consegna del progetto esecutivo è prevista per la fine di febbraio del prossimo anno.

Il “Parco del Ponte” ha ricevuto l’attenzione dei più importanti e prestigiosi istituti ed esperti internazionali. È stata infatti decretata come una delle quattro best practices a livello mondiale sul tema del concorso di architettura come strumento di rinnovo urbano. La designazione è di ACE-UIA, Consiglio Architetti d’Europa-Unione Internazionale degli Architetti, che ha accolto la candidatura avanzata dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e il 25 ottobre, presso la sede dell’Unesco di Parigi, si terrà la Conferenza Internazionale ACE-UIA on Architectural Design Competition, durante la quale è prevista l’esposizione del progetto e del processo intrapresi. Nella capitale francese l’assessore all’Urbanistica del Comune di Genova, Simonetta Cenci, presenterà il concorso e illustrerà le fasi che hanno portato al risultato finale.


“Sono estremamente soddisfatta poiché stiamo procedendo, anche grazie all’intensa attività dell’Assessorato all’Urbanistica con gli uffici di Urban Lab, secondo la tabella di marcia che ci siamo assegnati – sottolinea l’assessore all’urbanistica del Comune di Genova, Simonetta Cenci –. Numerosa e di grande livello qualitativo è stata la partecipazione a quello che considero il più importante concorso di progettazione mai bandito dal Comune di Genova. La finalità è ridisegnare e ripensare una parte di città, che è stata ferita e sta subendo una riqualificazione urbana e produttiva, attraverso un’importante e simbolica opera di rigenerazione connotata da una alternanza tra aree produttive (Parco Produttivo) e spazi verdi, piazze, aree sportive, percorsi ciclabili e pedonali di dimensione notevole e di grande attrattività e vitalità per la città intera”.

“Ringrazio la città di Genova, l’Amministrazione, i 31 progettisti, la Commissione per avermi permesso questa esperienza così intensa – dichiara il presidente della Giuria Franco Zagari – Il tema era difficilissimo. Il Polcevera è una porta prima che una valle. Dopo il tragico crollo del ponte, riparte da questo parco e da questo nuovo collegamento per un grande atto di fondazione che dal mare percorre la valle e sale su in collina, stabilendo nuovi principi di orientamento e di centralità che sappiano trovare nel profumo, nella luce, nell’acqua e nella vegetazione quell’armonia ligure che è unica e indimenticabile”.

“Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori – dice Giuseppe Cappochin, presidente CNAPPC – plaude per l’esito del concorso che dimostra come, attraverso l’utilizzo di questa tipologia di affidamento progettuale, si riesca ad ottenere qualità, partecipazione ‘allargata’ alla soluzione e tempi rapidi e certi. Dimostrando anche come la complessità del tema della rigenerazione possa essere affrontata in maniera efficace”.

Chi è Stefano Boeri

Stefano Boeri è nato a Milano nel 1956.
Nel 1980 si laurea in Architettura al Politecnico di Milano e nel 1989 consegue il dottorato di ricerca in Pianificazione Territoriale all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia.
Professore Ordinario di Urbanistica presso il Politecnico di Milano, ha insegnato come guest professor in diversi atenei internazionali, tra i quali l’Harvard Graduate School of Design di Cambridge, l’Istituto Strelka di Mosca, il Berlage Institute di Rotterdam e l’École Polytechnique Fédérale di Losanna. È stato progettista e membro del comitato scientifico dello Skolkovo Innovation Center, polo di alta tecnologia nei pressi di Mosca.
Oggi dirige il Future City Lab della Tongji University di Shanghai, un programma di ricerca post-dottorato dove si anticipa la mutazione delle metropoli planetarie.

E’ stato Assessore alla Cultura del Comune di Milano dal 2011 al 2013.
Da febbraio 2018 è Presidente della Fondazione La Triennale di Milano, una delle principali istituzioni culturali in Italia, che realizza mostre, conferenze ed eventi legati ad arte, design e architettura.

Direttore delle riviste internazionali Domus (2004-2007) e Abitare (2007-2011), Boeri ha pubblicato articoli su varie testate (CasabellaIcon2gArchisBlueprint), oltre a numerosi libri, tra cui: Il Territorio che Cambia (con A. Lanzani ed E. Marini, Abitare Segesta, 1996), Mutations (Actar, 2000), USE, Uncertain states of Europe (Skira, 2009), L’anticittà (Laterza, 2011), Biomilano. Glossario di idee per una metropoli basata su biodiversità (Corraini, 2011), Fare di più con meno (Il Saggiatore, 2012), A Vertical Forest. Instructions booklet for the prototype of a forest city (Corraini, 2015) e La città scritta (Quodlibet Edizioni, 2016).

Nel 1993 ha fondato Multiplicity, un’agenzia di ricerca che coinvolge artisti, fotografi, analisti e indaga le relazioni tra geopolitica e urbanistica. Con il progetto USE-Uncertain States of Europe, Multiplicity partecipa alla mostra Mutations (2000, Bordeaux, Tokyo). Con Solid Sea (un’indagine sui flussi migratori attraverso il Mediterraneo) nel 2002 a Documenta Kassel. Con Road Map (una ricerca sui confini in Medio Oriente), nel 2004-2007 a numerose Biennali e mostre internazionali.

Architetto e urbanista, Stefano Boeri fonda nel 1999 Boeri Studio, insieme a Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra. Nel 2008 nasce Stefano Boeri Architetti. Nel 2013, con Yibo Xu, fonda Stefano Boeri Architetti China, con sede a Shanghai.

Il lavoro di Stefano Boeri Architetti spazia dalla produzione di visioni urbane alla progettazione di architetture e spazi aperti, tra cui diversi waterfront, come Napoli, Trieste, Genova, La Maddalena, Doha, Marsiglia e Salonicco, con un costante focus sulle implicazioni geopolitiche e ambientali dei fenomeni urbani.
L’attenzione al rapporto tra città e natura sfocia nell’ideazione del Bosco Verticale, primo prototipo di edificio residenziale sostenibile con facciate ricoperte di  alberi e piante, modello di riforestazione metropolitana che concepisce la vegetazione come elemento essenziale dell’architettura. Realizzato a Milano nel 2014, il Bosco Verticale riceve numerosi riconoscimenti internazionali, come l’International Highrise Award nel 2014 e il Best Tall Building Worldwide, premio come più bel grattacielo del mondo, insignito dal CTBUH nel 2015. Con l’introduzione del concetto di biodiversità in architettura, Boeri lavora allo sviluppo del modello milanese e della forestazione urbana fino a presentare il progetto di Città Foresta alla Conferenza Internazionale sul Clima COP21 a Parigi nel 2015, inserendosi tra i principali attori del dibattito sul climate change nel campo dell’architettura internazionale.

Nel 2016 Stefano Boeri viene chiamato a prestare il suo intervento per la ricostruzione dei centri di Amatrice e Norcia, colpiti dal terremoto. Grazie al suo contributo progettuale, nell’ambito del programma benefico Amate Amatrice, vengono realizzati in tempi record il nuovo Polo del Gusto di Amatrice e il Centro Polivalente e di Protezione Civile di Norcia. Architetture progettate come misure di protezione civile antisismiche e come luoghi per il rilancio delle attività economiche e di ricreazione delle comunità e del loro spirito identitario. Nel corso dei lavori Boeri riceve il più ampio incarico come Urbanista Esperto per la Ricostruzione post-sisma esteso a tutti territori del Centro Italia colpiti dal terremoto, nomina conferita dal Commissario Straordinario del Governo per la Ricostruzione, conclusasi con la fine del mandato di Vasco Errani.

Stefano Boeri ha svolto il ruolo di curatore in numerose esposizioni internazionali di architettura.
Nel 1997 è stato Managing Curator del settore Architettura per la Triennale di Milano.
Dal 2007 è ideatore e direttore di Festarch, festival internazionale di architettura organizzato dal magazine Abitare che si svolge a Cagliari e a Perugia fino al 2012 e ospita i più grandi esponenti del mondo dell’architettura contemporanea.
Nel 2008 è ideatore e curatore di Geodesign, uno dei principali progetti di Turin World Design Capital. Nel 2012 cura São Paulo Calling, un progetto di ricerca internazionale sulle favelas e gli insediamenti informali in sei metropoli contemporanee, che sfocia in una mostra a São Paulo, Roma, Mumbai, Nairobi, Mosca, Bagdad e Medellin.
Nel 2008-2009, come membro della Consulta di Architettura per Expo 2015, firma con Jacques Herzog e Ricky Burdett il Masterplan di Expo 2015 a Milano.

A Milano come Assessore alla Cultura dà il via alle rassegne Bookcity e Pianocity, rispettivamente dedicate alla letteratura e alla musica per pianoforte, che la città eredita tra i suoi eventi culturali di portata internazionale. Promuove la creazione del Museo della Pietà Rondanini di Michelangelo al Castello Sforzesco.

Sempre a Milano è ideatore e curatore di MI/Arch dal 2013 per quattro edizioni, a cui prendono parte noti architetti, come David Chipperfield, Grafton Architects, Arata Isozaki, Rem Koolhaas, Daniel Libeskind, César Pelli, Renzo Piano e Kazuyo Sejima. E’ ideatore e direttore artistico dal 2017 della Milano Arch Week, promossa dal Comune di Milano, con Politecnico, Triennale e Fondazione Feltrinelli. Nel 2017 è curatore di SUSAS (Shanghai Urban Space Art Season), il più importante evento di urbanistica, architettura e arte pubblica promosso dalla Municipalità di Shanghai.

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