Incidente mortale in via Nizza, il gip deciderà sulla custodia cautelare di Rodriguez

Arresto convalidato in carcere. Ora la polizia locale indaga sulle abitudini dell’uomo che sabato sera ha falciato con il suo Suv e ucciso Mario Angelucci per capire se potrebbe reiterare il reato

Il reparto Infortunistica della polizia locale indaga per fornire al giudice per le indagini preliminari le informazioni per decidere se Arlindo Alcibiades Rodriguez Dulanto dovrà restare in carcere (o ai domiciliari) ad attendere il processo o se potrà essere scarcerato.

Mario Angelucci, la vittima

L’uomo è senza dubbio l’autista del Suv Kia Sorrento che sabato scorso, alle 21, ha travolto e ucciso il corriere quarantanovenne Mario Angelucci che era fermo sul suo scooter per poi finire dentro al laboratorio-negozio di una fotografa (da cui per fortuna la titolare era uscita da mezz’ora ed è così scampata alla morte) spingendo dentro fino al bagno, in fondo al locale, gli scooter che erano posteggiati davanti e infilarsi quasi completamente nell’attività.

Arlindo Rodriguez quella sera era completamente ubriaco, su quello non c’è dubbio. Il test dell’alcol ha rivelato che aveva nel sangue 2,58 grammi di alcol (2,47 alla seconda prova) per ogni litro. Al d là dell’accusa di omicidio stradale, gli esami piazzano il guidatore nella quarta fascia dell’articolo del codice della strada dedicato alla guida in stato di ebbrezza. La prima va da 0 a 0,5 grammi per litro (cioè è dedicata a chi non è in stato di ubriachezza e non subisce conseguenze); la seconda a chi sta tra 0,5 e 0,8 grammi per litro (sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 527 a euro 2.108 e conseguente sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi); la terza riguarda il tasso alcolemico tra 0,8 e fino a 1,5 grammi per litro (ammenda da 800 a 3.200 euro e l’arresto fino a sei mesi più la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno); infine la quarta – quella in cui si trovano abbondantemente i valori registrati dall’etilometro per Arlindo Rodriguez, scatta qualora  sia  stato  accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro grammi per litro e prevede un’ ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi ad un anno più la sospensione della patente di guida da uno a due anni.

Arlindo Rodriguez vicino alla Kia Sorrento che sabato a travolto e ucciso Mario Angelucci

Il guidatore del suv quella sera stava quasi sulla soglia dello stato di incoscienza totale, che scatta ai 3,1 grammi per litro. Oltre quel limite, secondo i medici, si registrano allucinazioni, cessazione dei riflessi, incontinenza, coma, vomito e la possibilità di morire per soffocamento per vomito. Rodriguez stava nella fascia precedente della tabella degli effetti progressivi dalla tabella del ministero della Salute, quella che prevede compromissione grave dello stato psicofisico, comportamenti aggressivi e violenti, ipotermia, vomito. Si parla di <difficoltà marcata di stare in piedi o camminare> e <stato di inerzia generale>, l’esatta condizione descritta dai testimoni che hanno visto l’uomo dopo l’incidente.

Che quella sera Rodriguez fosse molto ubriaco non è in dubbio. La Kia era ancora piena di lattine e bottiglie già svuotate e ancora da svuotare. In precedenza è stato visto da testimoni uscire barcollando da un locale con la sua accompagnatrice, anche lei sbronza (tanto che sarà sanzionata alla polizia locale per ubriachezza manifesta) per dirigersi al suv. Ma a determinare l’eventuale custodia cautelare (in carcere o ai domiciliari, come, nel caso, sarebbe probabile visto che è incensurato) saranno i risultati delle indagini del reparto Infortunistica che stanno cercando di capire se quella del 31 agosto fosse per l’uomo una serata alcolica fuori dal normale o se, invece, il suo stato di ubriachezza sia cronico e se, cioè, sia abituale o frequente e cioè se sia un etilista e quindi possa reiterare il reato, cioè nuocere a terzi quando si trova in stato di ubriachezza. È questa la sola condizione che (insieme all’inquinamento delle prove, cosa non possibile alla luce del tipo di reato) che può determinare la custodia cautelare. A soccorrere gli investigatori potrebbe essere un semplice esame del sangue che potrebbe determinare la presenza di danni epatici, quello delle transaminasi. L’ulteriore prova del nove sarebbe il test che misura la quantità di ammonio nel sangue.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: