Il j’accuse dei cittadini di Castelletto: “Tursi non fa nulla per impedire le soste che ostacolano i soccorsi”

Lettera degli abitanti di via Acquarone, via Crocco e via Delpino al Sindaco, a Balleari e alla polizia locale: <Si intervenga con fermezza in maniera regolare con sanzioni alle auto posteggiate giorno e notte in maniera selvaggia prima che si verifichi un’altra tragedia>

Mentre alcuni politici cavalcano l’onda del populismo per raccattare quattro voti dai genovesi renitenti al rispetto delle regole del Codice della Strada, anche cercando applausi e consensi con dichiarazioni in consiglio comunale e con pressioni perché non vengano fatte multe nelle zone collinari, un gruppo di abitanti di via Acquarone, via Crocco e via Delpino scrivono al sindaco Marco Bucci, all’assessore alla Mobilità, il vicesindaco Stefano Balleari, al Comando di polizia locale per chiedere che <prima che si verifichi un’altra tragedia> si intervenga <con fermezza in maniera regolare con multe e sanzioni alle auto posteggiate giorno e notte in maniera selvaggia, per riportare la situazione alla normalità ed evitare situazioni potenzialmente drammatiche> anzi, tragiche, appunto. Una vera e propria messa in mora. Come dire: “se qualcuno ci rimetterà la vita sarà colpa vostra”. La lettera, inviata un anno fa, è stata nuovamente spedita tal quale, perché a distanza di 12 mesi nulla è cambiato. La situazione non si verifica solo a Castelletto, ma anche a Oregina.
Dopo anni di anarchia totale, una stretta della polizia locale c’è stata. Vero è che la vecchia urbanizzazione delle colline (tante case, strade piccole, nessun posteggio) impedisce a tutti quelli che possiedono veicoli di posteggiare sotto casa in maniera regolare. È come voler far stare un elefante in una scatola di cerini. Le strisce bianche che autorizzano al posteggio sono tracciate secondo le regole del Codice della Strada, legge nazionale, e sono poche, perché lo spazio non c’è.
Così gli automobilisti posteggiano anche dove è vietato, soprattutto dopo le 19, bloccando ogni notte il passaggio ad eventuali mezzi di soccorso. Non solo alle ambulanze, ma anche agli eventuali camion dei pompieri che dovessero intervenire per un incendio. Se un camion di vigili del fuoco dovesse essere fermato da mezzi mal posteggiati mentre corre a estinguere il rogo di un palazzo, i morti sarebbero decine, magari gli stessi proprietari dei mezzi piazzati in divieto. Nonostante questo, non solo c’è chi reclama anche con toni forti, sui social, il falso diritto a non rispettare le regole, ma si rivolge anche ai politici di tutto il consiglio comunale che con scarsissimo senso civico portano l’istanza irregolarità nella Sala Rossa di Palazzo Tursi. Per assicurarsi il consenso degli elettori, tra i consiglieri comunali di tutti gli schieramenti – maggioranza e opposizione – c’è chi (inutilmente, bisogna dirlo, perché il Comune non può modificare le regole della legge nazionale che stabilisce le misure delle strade carrabili proprio per garantire il transito dei mezzi di soccorso e la sicurezza stradale), con scarsissimo senso civico, nessuna lungimiranza, nemmeno l’ombra della doverosa attenzione per la sicurezza dei cittadini, batte i pugni in consiglio per ottenere l’immunità per chi non rispetta né il codice della strada, né le più basilari regole di salvaguardia della “safety” dei quartieri. E chiede irresponsabilmente l’immunità per chi posteggia in divieto vicino agli ospedali (dove l’accesso di ambulanze è continuo) e nei quartieri collinari.
<Dopo il pensionato morto in via Capraia perché l’ambulanza non riusciva a transitare, la signora morta in un incendio in via Crocco perché la stessa sorte toccava al camion dei vigili del fuoco, via Crocco e via Delpino continuano ad essere in base d’auto posteggiate selvaggiamente giorno e notte e a nulla sono servite le nostre tante richieste di intervento rimaste inascoltate – si legge nella lettera dei cittadini di Castelletto -. Davvero non si riesce a comprendere questa assurda tolleranza che assolutamente ingiustificate inaccettabile>.
La polizia locale, a dir la verità, anche a seguito degli episodi citati, una stretta l’ha data (e le sanzioni continuano ad essere comminate nei casi palesemente più intollerabili), ma subito è partita la pressione della politica filopopulista, che della sicurezza dei cittadini sembra interessarsi assai poco.
Due anni fa è stata promessa una mappatura delle aree in cui la sosta-intralcio è più pericolosa. Nulla, 24 mesi dopo, è stato fatto. La mappatura non è nemmeno cominciata. O si cambia la tracciatura dei divieti (e si può fare solo se il Codice della Strada lo consente, cioè quasi da nessuna parte) o non si può chiedere agli agenti che intervengono, magari su chiamata di un cittadino, di sanzionare solo alcuni veicoli. Potrebbero essere denunciati per omissione di atti d’ufficio. Non possono i lavoratori pagare l’insipienza della politica. Quella politica irresponsabile che tenta di scarica sulla polizia locale la “colpa” delle sanzioni, che in realtà sono “multe salvavita”, magari anche quella degli stessi automobilisti egoisti che per avere l’auto sotto casa non rispettano i divieti. Sempre sulla polizia locale sarebbe scaricata la colpa (questa volta senza virgolette) del blocco di un mezzo di soccorso, dell’eventuale morte di una persona non raggiunta in tempo dall’ambulanza o delle persone che rimanessero vittima del rogo di un palazzo non raggiungibile dai mezzi dei vigili del fuoco.
Ogni volta che sentite un politico attaccare la polizia locale per le sanzioni per i divieti di sosta sappiate che lo fa o perché o non si rende rende conto della gravità del problema (e sarebbe grave) o, peggio, per raccogliere preferenze sulla prossima scheda elettorale, chiedendo, di fatto, che si metta a repentaglio – non rispettando la legge – anche la vostra vita e quella dei vostri cari. Ogni volta che lo sentite dire che le sanzioni per eccesso di velocità, per chi usa il cellulare mentre guida, per chi passa col rosso, sono ingiustificate, ricordate che è questa la mentalità ottusa che ha portato Genova ad essere la città che ha la maggiore incidenza di sinistri con esito mortale, doppiando Roma, seconda nella brutta classifica.
Dopo la lettera di denuncia dei cittadini di via Acquarone, via Crocco e via Delpino, cosa faranno i politici? La smetteranno con la raccolta di consenso a danno della sicurezza pubblica? E l’Amministrazione, segnatamente l’assessorato alla Mobilità, prenderà provvedimenti, magari – pare l’unica soluzione – reperendo aree di sosta e collegandole con bus navetta coi quartieri collinari dove il servizio Amt la sera è cancellato? O continuerà a fare la parte dello struzzo in questa commedia che rischia ogni giorno di trasformarsi in tragedia?

Le immagini dell’intervento difficoltoso in via Crocco per l’incendio nel corso del quale è morta una donna

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