Annunci
Ultime notizie di cronaca

Insulta la polizia locale, poi mente al concorso e viene assunto come cantuné. Licenziato in tronco oggi

Prima diffama il corpo di polizia locale, poi partecipa al concorso per agente a tempo determinato, lo supera e viene assunto indossando quella divisa che aveva infangato. C’è riuscito, però, solo mentendo ed è stato pizzicato ai controlli e licenziato in tronco oggi dalla Direzione Personale di Tursi

L’uomo aveva compilato, come tutti i candidati, il modulo relativo all’autocertificazione anche a proposito di condanne penali cui aveva anche assicurato di non avere procedimenti penali in corso o condanne alle spalle. Era stato assunto il 15 aprile, a tempo pieno e determinato, fino alla fine dell’anno come diversi altri candidati (attualmente in organico ce ne sono 130) grazie ai fondi del decreto Genova. Il modulo lo aveva compilato alla fine di gennaio 2019, ma nel settembre 2017, con decreto del giudice penale del tribunale di Genova, era stato condannato a una multa di 400 €. Cosa aveva fatto? Aveva diffamato proprio la polizia locale. Non è però stato licenziato per gli insulti ai cantuné, ma per aver mentito nell’autocertificazione nella quale avrebbe dovuto segnalare, quantomeno nel momento in cui ha firmato l’assunzione vera e propria, l’esistenza di una precedente penale a suo carico anche se già “liquidato” con il pagamento della cifra decisa dal giudice. Per questo l’agente temporaneo è stato licenziato oggi senza preavviso. Da domani non potrà più indossare la divisa.
La bugia è stata giudicata causa di interruzione del rapporto di lavoro intercorrente con la civica amministrazione in quanto ha <leso irrimediabilmente il legame di fiducia con l’ente in maniera tale da non consentirne la prosecuzione, neppure in via provvisoria>.
È stato anche valutato il problema ambientale che potrebbe generarsi all’interno dell’amministrazione a seguito del comportamento messo in atto in violazione degli obblighi di lealtà e buona condotta. Se non venissero presi provvedimenti, altri dipendenti o candidati potrebbero replicare le gesta del cantuné provvisorio e pretendere di farla franca. Quell’insulto gli è costato carissimo: non solo ha perso più di 5 mesi di stipendio (il contratto doveva scadere il 31 dicembre prossimo, ma con la contestazione della falsa dichiarazione non potrà più partecipare a concorsi pubblici.
Sarà inoltre denunciato per falso.

Annunci

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: