Sequestrato l’arenile dei Bagni Liggia per la violazione della Bolkestein

Il tribunale del Riesame trasmette gli atti al pm: <Indaghi su Comune, Capitaneria e Demanio> che non hanno interrotto per un decennio <l’illecito per favorirlo o per inerzia>

Dai 230 ai 250 euro per un posto in una cabina in condivisione per tutta l’estate e 180 per ogni sdraio, lettino od ombrellone. Tanto hanno pagato gli abbonato stagionali dei bagni Liggia a Sturla di cui il tribunale del Riesame ha disposto il sequestro dell’arenile. Gli Ermellini hanno trasmesso gli atti al pubblico ministero perché indaghi anche su Comune, Capitaneria e demanio per l’inerzia dimostrata e, cioè, per non aver interrotto la concessione che <era stata rilasciata nel 1998 e risultava scaduta il 31 dicembre 2009, senza che vi fossero state tacite proroghe>.
Tutto comincia nel maggio 2018 con l’intervento della Capitaneria per l’abbattimento di un muretto di uno stabilimento balneare confinante. Nonostante il Comune avesse dato l’approvazione, la procura ha indagato il titolare ritenendo abusiva l’occupazione, in violazione della direttiva Bolkestein. La prima richiesta di sequestro viene respinta dal Gip e il pubblico ministero fa appello al Riesame che conferma il “no” al sequestro. Il pm porta il caso in Cassazione e ottiene che il caso venga nuovamente inviato al tribunale del Riesame che, infine, concede il sequestro e sottolinea che <le autorità hanno tollerato per un decennio l’illecito per favorirlo o per inerzia>.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: