Trasporti 

Navebus ferma per l’ennesima volta “per motivi tecnici”. Utenti in rivolta

L’attuale assessore e vice sindaco Balleari che nel 2013, dai banchi dell’opposizione, aveva censurato i disservizi della linea e chiesto rassicurazioni sul molo di Pra’, in 2 anni non è riuscito né a dare stabilità alla rotta urbana né ad allungarla oltre Pegli come chiedeva 6 anni fa

Quando proprio il mare è calmo e non la si può dichiarare ferma per avverse condizioni meteomarine, allora la Navebus si ferma “per motivi tecnici”. È successo più volte nei giorni scorsi, è successo avant’ieri, è successo anche questa mattina. È vero che dopo il crollo del Ponte Morandi sono state aumentate le corse (da 8 a 14 partenze giornaliere dal lunedì al venerdì come deciso dal sindaco Marco Bucci, con l’incremento di un terzo dei viaggiatori), ma troppo spesso partono solo sulla carta. A volte i motivi tecnici dello stop sono estranei dalla condizione dell’imbarcazione, si legge sui messaggi inviati all’utenza, e sono legato dal forte traffico di navi nel canale che Navebus deve percorrere. Insomma, c’è sempre un motivo e causare un disservizio incomprensibile proprio perché così frequentemente ripetuto.
Stamane non è partita la corsa delle 9 da Porto Antico e, di conseguenza, quella delle 9,45 da Pegli e gli utenti protestano sui social un’altra volta, anche se pare evidente che nessuno a Palazzo Tursi li ascolti. L’assessore alla Mobilità e vice sindaco Stefano Balleari, che nel 2013, ai tempi della giunta Doria (all’epoca in Forza Italia, mentre oggi è in Fratelli d’Italia), aveva presentato un’interpellanza durissima per censurare l’allora assessore Anna Maria Dagnino proprio a proposito del servizio Navebus, non sembra, una volta passato a governare lui il servizio, riuscire a far di meglio. Balleari, all’epoca, aveva sottolineato <l’importanza della Navebus> che <si è vista quando, per un guasto all’oleodotto, l’intero ponente è rimasto separato dalla città; in quella contingenza la sola Navebus garantiva un collegamento> (proprio come nei giorni scorsi per la perdita di gas a Pegli). E aveva chiesto se fosse <a rischio la prospettiva del potenziamento a ponente con la costruzione dell’attracco a Pra’>. Balleari governa ormai da 2 anni, il molo di Pra’ è pronto da tempo, ma l’amministrazione non l’ha mai messo in funzione e il servizio resta disastroso. Eppure è molto usato e spesso salvifico per gli utenti del ponente.
Sembra quasi che la politica, se si eccettua l’allora assessore Arcangelo Merella (giunta Pericu) che la Navebus la volle fortissimamente, manchi un impegno serio e determinato per far funzionare il collegamento marittimo tra Porto Antico e Pegli, che diventa anche un servizio turistico a basso costo.
Perché non è mai mai stata allungata la linea a Pra’ come era stato previsto, nonostante sia stato realizzato il molo di attracco (finanziato dalla precedente giunta). Ecco quelli esposti da Amt che paiono, francamente, insufficienti a giustificare l’immobilismo: <Il pontile di attracco di Pra’ non garantisce le dovute condizioni di sicurezza poiché lo specchio d’acqua antistante è di ridotte dimensioni, non adeguate a consentire l’effettuazione di manovre di attracco a una barca delle dimensioni come quello utilizzato per Navebus. Il pontile è troppo basso rispetto al limite superiore della murata. Tale dislivello non consentirebbe l’effettuazione in sicurezza delle operazioni di salita/discesa passeggeri. In prossimità del pontile insiste la foce di un rivo che, trasportando detriti, soprattutto in caso di piogge, renderebbe continue operazioni di dragaggio del fondale>. Per questo il M5S ha presentato un esposto alla Corte dei Conti. Si evince, però, dalla risposta di Amt che a essere sbagliato non è il pontile: semplicemente la barca non è a sua misura. Inoltre, nessuno vieta di effettuarli quei frequenti dragaggi richiesti. È solo questione di volontà, quella che oggi, con tutta evidenza, a Tursi manca.

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