Scontri di piazza, un’ora di guerriglia ricostruita dalla polizia
Dal tam tam sui siti di area antagonista al lancio di bilie e bottiglie. I violenti si sono cambiati d’abito durante la manifestazione per non essere riconosciuti. Un’ora di guerriglia mentre in 2mila manifestavano pacificamente. 26 le denunce, ma la Digos conta di identificare altri violenti
Il tam tam aveva viaggiato sulla rete, sui siti di area che chiamavano alla lotta: a contestare il comizio di CasaPound, oltre a una pacifica manifestazione Cgil, Anpi e varie associazioni della società civile a cui hanno dato vita oltre 2mila persone, è stata organizzata una protesta estrema a cui hanno aderito le componenti antagoniste, anarco-insurrezionaliste e portuali genovesi più radicali, di cui fanno parte i 26 indagati dalla Digos. riconosciuti in larga parte grazie ai filmati
<Poco dopo le 18.00, i manifestanti, che si erano attestati in piazza Corvetto, hanno improvvisato un corteo seguendo uno striscione con su scritto “Genova Antifascista” avvicinandosi agli alari posti a presidio della piazza dove si stava tenendo l’iniziativa di destra – questa la ricostruzione della Polizia -. A nulla sono valsi i tentativi di mediazione della Digos della Questura, poiché il gruppo più violento ha iniziato a scagliarsi contro gli operatori di polizia in borghese. Inoltre, è iniziato, contro i reparti inquadrati, un fitto lancio di bottiglie di vetro, pietre, fumogeni e biglie lanciate con l’utilizzo di fionde. Gli aggressori hanno colpito gli alari posti a protezione della piazza con spranghe, bastoni e cinghie, danneggiando anche alcuni mezzi di polizia. A tal punto si è reso necessario l’intervento del reparto anche con l’utilizzo di lacrimogeni per interrompere le condotte violente dei manifestanti, i quali si sono, poi, concentrati su piazza Corvetto, cercando di aggirare gli schieramenti di Polizia e raggiungere piazza Marsala dalla adiacente via Assarotti. Le condotte aggressive, così come testimoniato sia dalle riprese della Polizia Scientifica che da quelle pubblicate dai media locali sono proseguite per circa un’ora in un crescendo di violenza>.
Durante queste sono stati arrestati due manifestanti che si erano resi protagonisti di lanci di oggetti pericolosi nonché di danneggiamenti e resistenza. Sono stati processati per direttissima e sono compresi nei 26 denunciati oggi.
<Grazie al meticoloso lavoro degli investigatori della Digos e alle riprese della Polizia Scientifica fatte sia preventivamente, all’inizio della manifestazione, sia durante la fase degli scontri – continuano alla Questura – si è potuta ricostruire la completa dinamica degli avvenimenti e si è arrivati a identificare e denunciare gli altri autori delle condotte criminose. In particolare, come riscontrato dagli agenti, molti degli indagati hanno utilizzato, per non essere riconosciuti, la tecnica di cambiarsi indumenti e travisarsi durante gli scontri, ma proprio il lavoro di analisi delle immagini ha portato comunque al loro riconoscimento>
I 26 soggetti, già noti alla Digos quali appartenenti alle aree antagoniste di alcuni centri sociali genovesi, portuali, e anarchico “movimentiste” ed insurrezionaliste, sono stati dunque denunciati per resistenza aggravata, porto di oggetti atti ad offendere, getto pericoloso di cose, danneggiamento, travisamento e alcuni di essi per accensione pericolosa di cose per aver acceso e lanciato fumogeni. Negli scontri, oltre al giornalista di Repubblica Stefano Origone, caricato e bastonato da alcuni poliziotti del Battaglione Mobile (3 di loro sono già stati iscritti al registro degli indagati) e ad alcuni manifestanti, sono rimasti feriti anche 12 rappresentanti delle forze dell’ordine.
La Digos è ancora al lavoro per identificare altri soggetti le cui condotte integrano estremi di reato.


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