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Vigne, oltre allo spaccio, tossici e ubriachi. Minacce a residenti e negozianti. Esposto con 300 firme

Ai problemi di sicurezza della città vecchia, da Pre’ a via del Campo, da Canneto alla stessa Maddalena, si aggiungono quelli di vivibilità e, a questi ultimi, anche il recente insediamento di un gruppo di persone che si accampa in stato di ebbrezza proprio davanti alla basilica di Santa Maria delle Vigne

piazza delle vigne

Otre ai pusher raggruppati in zona da ormai molti anni, ora sono arrivati anche gruppi di tossicodipendenti e ubriachi, che molestano i passanti e minacciato i cittadini e i turisti. È quanto si legge in un esposto depositato alla Procura della Repubblica con, in calce, circa 300 firme, nato dai titolari delle attività economiche locali, ma sottoscritto anche dai loro clienti e da abitanti del centro storico che in realtà gravitano in un’area molto più ampia rispetto a quella indicata. La zona è una di quelle da sempre più critiche, quella parte della Maddalena tra piazza delle Vigne, piazza dei Greci, piazza Santo Sepolcro, vico Mele, via San Luca e tutte le viuzze limitrofe. La stessa dove una ventina di anni fa l’intera comunità, parroco in testa, combatté una guerra contro il mercato delle sostanza stupefacenti che aveva reso infrequentabile e invivibile il quartiere. Un battaglia che aveva poi portato al recupero di buona parte dell’area.

Secondo i firmatari dell’esposto, <Manca una costante e fattiva presenza delle forze dell’ordine>. In realtà gli arresti sono all’ordine del giorno, ma è come svuotare il mare con un cucchiaio. Vero è che nell’epicentro di Santo Sepolcro-vico Mele non solo la percezione di insicurezza è altissima, ma la sicurezza vera e propria è pesantemente compromessa. Gli abitanti e i commercianti parlano di quotidiani atti di violenza, accoltellamenti, risse, urla, schiamazzi anche durante la notte. Secondo l’esposto ci sono state anche delle minacce a chi aveva richiamato le presenze scomode quantomeno al rispetto delle regole di vivibilità più basilari. A peggiorare le cose, già di per sé difficili, e a scatenare la rabbia della gente del quartiere (tra i firmatari ci sono anche molti stranieri, europei e non comunitari), l’arrivo, da un paio di mesi, di un gruppo di persone definite come tossicodipendenti ed alcolisti che <stazionano già dal pomeriggio fino a tarda notte davanti alla basilica di Santa Maria delle Vigne, in perenne stato di alterazione>, accompagnati dai loro cani. A seguito di una delle molte segnalazioni alle forze di polizia e dopo l’arrivo delle divise che avevano provveduto ad allontanare il gruppo, una serie di scooter posteggiati sarebbe stata gettata con forza a terra, a scopo di ritorsione. Alcuni residenti e negozianti sarebbero stati minacciati <con gesto di “taglio della gola”> e con un esplicativo segno della croce per incutere timore a chi, tra i cittadini, ha osato ribellarsi.
La petizione chiede un presidio fisso, una richiesta ricorrente da parte dei cittadini di diverse zone del centro storico, da Pre’ a Canneto dove, recentemente, lo spaccio ho ripreso alla grande. In realtà in passato in piazza dei Greci era stato stabilito un presidio di polizia locale che era servito soltanto a spostare in altri vicoli vicini sia la criminalità sia coloro che tengono atteggiamenti molesti. Insomma: aveva spostato il problema non risolvendolo affatto. Per coprire l’intero centro storico ci vorrebbe un esercito e non tutti i cittadini, anche nell’area, sono favorevoli alla militarizzazione.

C’è chi, alle Vigne, sostiene che l’arrivo del gruppo di ubriachi e tossicodipendenti sia legato alla forte azione di repressione concentrata su Pre’ e Sottoripa. Ogni azione di repressione localizzata, in effetti, serve soltanto a spostare il problema di qualche metro. Nonostante questo, è evidente che così non si possa andare avanti, lì come in Canneto, come in altre aree della Maddalena, come nella zona di Pre’ dove gli arresti sono quotidiani senza che si riesca mai a vedere la fine del problema. Non è spostando una coperta corta e scoprendo a turno questa o quell’area che si risolve il problema. Al massimo si concede un po’ di pace, a turno, a qualche isolato. Servono soluzioni strutturali, nazionali.
Alle Vigne, come in tutte le altre zone della città vecchia, ogni soggetto coinvolto ci rimette qualcosa: gli abitanti la sicurezza, i commercianti i clienti che frequentano meno volentieri la piazza e le vie limitrofe. Gli operatori turistici vedono le proprie aziende perdere appeal quando i visitatori tornano a casa e scrivono sulle pagine web dedicate ai giudizi dei viaggiatori che la zona è mal frequentata. In questo caso è l’intera città come destinazione turistica, a perderci.

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