Alpini a Sampierdarena, Falcidia e Senarega scrivono a Garassino che, però, li ha già chiesti 20 giorni fa
L’assessore comunale, al Tavolo per l’ordine e la sicurezza, aveva domandato l’aumento del contingente al prefetto Fiamma Spena, che ha scritto al Ministero. Garassino: <Attendiamo risposta in merito>
Essere dello stesso partito e non sapere l’uno cosa fa l’altro. Così oggi Renato Falcidia, presidente del Municipio Centro Ovest, ha inviato ai giornali un comunicato in cui annuncia una lettera all’assessore comunale alla sicurezza Stefano Garassino attraverso la quale chiede <Un contingente di Alpini o altri militari, appartenenti all’operazione Strade Sicure, per garantire più sicurezza ai cittadini e un maggiore presidio del territorio di Sampierdarena>.
Garassino lo aveva, però, anticipato di una ventina di giorni quando aveva chiesto, al Tavolo per l’ordine e la sicurezza in Comune, un aumento del contingente già presente da utilizzare sul territorio, anche a Sampierdarena: una delle criticità da tempo all’attenzione dell’assessorato. Il prefetto Fiamma Spena aveva, quindi, scritto a Roma e ora si attende la risposta del Ministero.
<Nicola Molteni, nostro sottosegretario al ministero dell’Interno – spiega in una nota Falcidia – sarà in visita a Genova venerdì prossimo. Sarà quindi un’occasione per chiedere, anche pubblicamente, l’assegnazione e l’invio di un nuovo contingente di alpini che effettuino un servizio di sorveglianza a Sampierdarena. Infatti, con l’avvicinarsi del periodo estivo, sul nostro territorio aumenterà senz’altro la situazione di criticità dovuta, in gran parte, a stazionamenti di individui per le strade con problematiche di ebbrezza alcolica e conseguenti episodi di possibili atti di violenza e disturbo della quiete pubblica. Con un contingente in più di appartenenti all’operazione Strade Sicure i cittadini potranno circolare per le nostre vie e piazze in un migliore contesto di sicurezza e decoro urbano>.
<Appoggiamo la richiesta del presidente Falcidia – aggiunge, in plurale maiestatis il capogruppo regionale della Lega Franco Senarega, anche lui, evidentemente, all’oscuro della richiesta dell’assessore comunale dello stesso partito – perché più appartenenti alle Forze dell’ordine, inclusi quelli dell’operazione Strade Sicure, ci sono sul territorio, maggiore è il controllo e la sicurezza a tutto beneficio dei cittadini e a vantaggio della legalità>. Senarega non si fa sfuggire l’occasione per sottolineare che a suo parere si tratta di <un contesto difficile e ad alto impatto migranti che non si sono integrati e non rispettano pienamente le nostre norme e le regole di convivenza civile, come quello di Sampierdarena>. Per questo, sempre a suo parere, <la richiesta del presidente Falcidia è del tutto ragionevole oltre che utile per la popolazione>. Non sfugge, dunque, nemmeno a lui che si tratta più di una questione di vivibilità che di sicurezza.
Il ruolo dell’Esercito nell’Operazione Strade Sicure
Forse, invece, sfuggono ai due esponenti della Lega, Falcidia e Senarega, alcuni concetti. L’esercito fa parte delle forze armate e non è “forza dell’ordine” come polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia penitenziaria e vigili del fuoco (in quest’ultimo caso limitatamente a ricerca e soccorso e difesa civile). Viene usato prevalentemente in situazioni di emergenza.
Nel corso dell’ultimo biennio, i militari dell’Operazione “Strade Sicure” sono intervenuti, con compiti di presidio d’area e controllo degli accessi, per fare fronte alle seguenti situazioni di emergenza: sisma sull’Isola di Ischia (NA), in data 21 agosto 2017; crollo del Ponte Morandi, Genova, in data 14 agosto 2018; eventi meteorologici nella Provincia di Belluno, in data 27 ottobre 2018; sisma nell’area etnea della Provincia di Catania, in data 26 dicembre 2018. Qui a Genova, ad esempio, hanno fatto controllo accessi in zona rossa.
Dal 4 agosto 2008 l’Esercito Italiano conduce l’operazione “Strade Sicure”, in virtù di una specifica legge, la nº 125 del 24 luglio dello stesso anno, che ha autorizzato, per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione (e non repressione) della criminalità, l’impiego di un contingente di personale militare delle forze armate, che agisce con le funzioni di agente di pubblica sicurezza. Tale operazione è, a tutt’oggi, l’impegno più oneroso della forza armata in termini di uomini, mezzi e materiali. Il primo contingente, articolato su 3.000 donne e uomini dell’Esercito Italiano, ha operato a disposizione dei Prefetti delle Province per svolgere servizi di vigilanza a siti ed obiettivi sensibili, inclusa la vigilanza ai centri per l’immigrazione, nonché compiti di perlustrazione e pattugliamento, ma solo in concorso e congiuntamente alle forze di polizia. I militari in servizio nell’Operazione “Strade Sicure”, qualificati come agenti di pubblica sicurezza, seguono uno speciale iter addestrativo, teorico-pratico, perché la loro preparazione specifica e le loro regole d’ingaggio sono, normalmente, ben diverse. Un conto è agire in situazione di guerra perenne in Afghanistan, altro conto è rincorrere uno spacciatore nei carruggi con 6 chili di giubbotto antiproiettile (costruito per fermare le granate) addosso. I militari dell’esercito non possono considerarsi poliziotti o carabinieri in più: possono agire solo congiunto con le forze di polizia. Fanno massa critica, insomma, lavorando insieme ai militari dell’Arma e ai poliziotti e a volte con la polizia locale, ad esempio nei servizi congiunti movida. Possono fare da deterrente, non certo essere usati puntualmente per dividere ubriachi che si azzuffano.


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