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Indagato per corruzione il sottosegretario Armando Siri

Armando Siri, genovese, sottosegretario di Stato per le Infrastrutture, senatore della Lega, consigliere economico del vice ministro Matteo Salvini, ideologo della “flat tax”, è indagato dalla procura di Roma per corruzione a seguito dei risultati delle indagini della Dia – Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Tutto parte dall’inchiesta su un faccendiere, Vito Nicastri, di Alcamo (Trapani), da un anno agli arresti domiciliari, impegnato in affari riguardanti l’energia eolica. I pm siciliani hanno indagato sulle frequenti connessioni di Nicastri con la politica, documentando con intercettazioni e pedinamenti.

Paolo Arata

Il tramite con Siri sarebbe un altro genovese, anche lui indagato, il professore universitario Paolo Arata, sessantottenne ex deputato nazionale di Forza Italia. È stato uno dei sette professori a cui Salvini ha affidato la stesura del programma di governo della Lega. Lo scorso anno si fece il nome di Arata per la presidenza dell’Autorità nazionale per l’energia e il gas.
Stamattina sono in corso perquisizioni decise per acquisire la documentazione attinente appalti e autorizzazioni riguardanti impianti energetici. Il business è di diversi miliardi di euro. I magistrati ipotizzano uno scambio di favori, utilità e denaro per agevolare aziende considerate vicine all’imprenditore dell’eolico noto anche come “il Signore del vento”, soprannome che gli ha affibbiato il “Financial Times”.

Matteo Messina Denaro, superlatitante, in una delle sue ultime foto note e come potrebbe essere oggi, a 57 anni

Nicastri viene ritenuto dalla magistratura il prestanome del superlatitante Matteo Messina Denaro, che sarebbe suo socio occulto. Le perquisizioni si stanno svolgendo simultaneamente a Palermo, negli uffici dell’assessorato regionale all’Energia, e a Roma, oltre che nell’abitazione e nelle pertinenze dello stesso Nicastri che, seppure ai domiciliari, avrebbe continuato a tessere le sue trame. Da stamane le misure nei suoi confronti si sono aggravate.
Altre 9 le persone indagate. I magistrati siciliani, che lavorano in parallelo coi colleghi romani, ipotizzano anche l’aggravante dell’agevolazione di Cosa nostra, non formulata nei confronti di Siri che non sarebbe stato a conoscenza dei legami tra Arata e l’imprenditore mafioso. Avrebbe, però, ricevuto denaro per modificare un norma da inserire nel Documento di programmazione economica e finanziaria 2018 dello Stato. Il provvedimento, che non è mai stato approvato, avrebbe favorito l’erogazione di contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili.
Le indagini delle magistrature di Roma, Palermo e Trapani indaga su permessi concessi dall’assessorato all’Energia della Regione Sicilia, con l’assessorato all’Energia. Secondo le indagini, il faccendiere puntava a fare approvare una normativa che avrebbe previsto ulteriori incentivi e finanziamenti negli investimenti nel campo delle energie alternative.
Siri ha recentemente dichiarato di essere pronto a chiudere l’Anac, l’autorità anticorruzione. Il sottosegretario ha alle spalle una condanna patteggiata a una pena a un anno e otto mesi per il reato di bancarotta fraudolenta.

<Non so niente. Non ho idea, non so di cosa si tratti. Devo prima leggere e capire. Ho letto di nomi che non so – commenta a caldo il sottosegretario -. Sicuramente non c’entro niente con vicende che possano avere risvolti penali. Mi sono sempre comportato nel rispetto delle leggi. Sono tranquillo>.

Luigi Di Maio, vice premier in quota M5S, dice: <Sarebbe opportuno che il sottosegretario Siri si dimetta (dimettesse n. d. r.). Gli auguro di risultare innocente e siamo pronti a riaccoglierlo nel governo quando la sua posizione sarà chiarita>.
<Non so se Salvini sia d’accordo con questa mia linea intransigente, ma è mio dovere tutelare il governo e l’integrità delle istituzioni – ha aggiunto il leader pentastellato -. Un sottosegretario indagato per fatti legati alla mafia è un fatto grave. Non è più una questione tecnica giuridica ma morale e politica. Va bene rispettare i tre gradi di giudizio, ma qui la questione è morale. Ma se i fatti dovessero essere questi è chiaro che Siri dovrebbe dimettersi>.

La Lega, in una nota, conferma la <piena fiducia nel sottosegretario Armando Siri, nella sua correttezza. L’auspicio è che le indagini siano veloci per non lasciare nessuna ombra>.
Matteo Salvini aggiunge: <L’ho sentito oggi, l’ha letto dai giornali, è assurdo. Lo conosco, lo stimo, non ho dubbio alcuno, peraltro stiamo parlando di qualcosa che non è finito neanche nel Def>. Il leader del Carroccio aggiunge di avere piena fiducia in Siri.

Il ministro Giulia Bongiorno commenta così la richiesta di dimissioni di Di Maio: <Stupisce il giustizialismo a intermittenza con il quale vengono valutate le diverse vicende giudiziarie a seconda dell’appartenenza del soggetto indagato a uno schieramento politico>.

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