Il centenario della nascita di “don Ga”, iniziative e celebrazione
100 anni fa, il 20 aprile del 1919, giorno di Pasqua nasceva “don Ga”, don Gaspare Canepa). È stato una delle figure di educatore e guida spirituale più significative della nostra città, ideatore della Repubblica dei Ragazzi di Monteleco, del Movimento Ragazzi, di Telefono amico, di Radio 102, della Banca scambio dei ragazzi, del Doposcuola come centro educativo.
Tra le tante iniziative create, lo strumento educativo più efficace da lui utilizzato è stato il gioco attraverso il quale ha trasmesso valori fondanti la personalità quali giustizia, lealtà e solidarietà. I ragazzi di allora insieme ai ragazzi di oggi sono in festa e al lavoro per ricordarlo, per attualizzarlo, per regalarlo al mondo di oggi.
I festeggiamenti inizieranno proprio in occasione delle feste pasquali, e precisamente il lunedì di Pasqua, 22 aprile, dove tutti quelli che hanno conosciuto don Ga si troveranno a Monteleco a partire dalle ore 10.00 per trascorrere una giornata di incontro nello spirito gioioso che in quel luogo si vive in modo particolare.
Sarà anche l’occasione per presentare un libro a cui hanno messo mano molti dei “suoi ragazzi”, in cui la figura di don Ga viene tracciata nei ricordi personali di ognuno di loro; e sarà l’occasione per raccogliere tante voci e volti che ne testimoniano ancor oggi la sua straordinaria efficacia educativa.
In corso d’anno sono previsti anche altri momenti di incontro:
Venerdì 31 maggio, presso la sede del Movimento Ragazzi (salita Oregina 48), ci sarà una giornata tutta dedicata ai ragazzi di Genova nella quale verranno organizzati molti dei giochi ideati da don Ga e tuttora formidabili strumenti educativi.
Venerdì 11 ottobre a Palazzo Ducale, sala del Maggior Consiglio , alla presenza di S.E. Card. Angelo Bagnasco, si terrà un incontro in cui i valori del messaggio educativo e pastorale di don Gaspare verranno messi in luce sotto diverse prospettive ma sempre nello spirito da Lui indicato e riassunto del motto “Mille candele spente non ne accendono una. una candela accesa ne accende mille”.


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