Regione, parchi: cancellati 540 ettari nella Liguria dove in migliaia sono scesi in piazza per l’Ambiente

Si scrive “modifiche sulle aree protette” e sulla tutela della biodiversità” si legge cancellazione di 5,4 chilometri quadrati i parchi, di 42 aree protette e, di fatto, del progetto del parco del Finalese. Il Wwf spera che il Governo impugni il provvedimento davanti alla Corte Costituzionale come già ha fatto per la legge sulla caccia, anche questa “prodotta” da Stefano Mai, assessore a caccia, parchi e biodiversità che in questi anni si è distinto per le misure criticate e impugnate dagli ambientalisti

In consiglio regionale, con 17 voti a favore (maggioranza di centro destra), 10 contrari (Pd, M5S, Rete a Sinistra&liberaMenteLiguria) e 1 astenuto (Liguri con Paita) è stato approvato il disegno di legge 210 che modifica la legge regionale n.12 del 1995 (Riordino delle aree protette) e della legge regionale n.28 del 2009 (Disposizioni in materia di tutela e valorizzazione delle biodiversità).

Il WWF Italia aveva chiesto ai consiglieri regionali e alla Giunta della Regione Liguria di non procedere all’approvazione del testo e di riaprire la discussione su un provvedimento vitale per la natura protetta ligure:

<Come hanno già evidenziato le rappresentanze regionali delle associazioni ambientaliste e Federparchi presenta diverse criticità dalla soppressione delle attuali 42 aree protette locali (che fanno parte del PTC Piano territoriale di Coordinamento) in provincia di Savona, la rinuncia all’istituzione del Parco regionale del Finalese oltre alla riduzione della perimetrazione dei parchi regionali liguri esistenti. Tra l’altro per diverse ragioni il testo in discussione presenta alcuni elementi che potrebbero spingere il Governo ad impugnarla davanti alla Corte costituzionale.
La complessità del provvedimento e l’importanza dell’argomento trattato che ha conseguenze immediate sulla natura protetta e sul capitale naturale di una regione fragile come la Liguria, merita un maggior approfondimento e un maggior coinvolgimento di tutti i soggetti che quotidianamente operano per difendere la natura. I parchi sono un fondamentale presidio del territorio ancor più in una regione come la Liguria che è drammaticamente colpita da problemi di dissesto idrogeologico.  È noto, infatti, che l’assenza di gestori di parchi e aree protette aumenta i rischi di cementificazione e quindi di consumo del suolo e diminuisce la tutela dei sistemi naturali che sono essenziali nella prevenzione delle frane e smottamenti che, già in passato, hanno creato seri danni alle popolazioni locali. Il WWF, infine, ricorda che la partita della conservazione della natura in Liguria ai gioca anche con l’istituzione del Parco Nazionale di Portofino che, invece, per molteplici motivi, continua ad essere fermo al palo.
Le aree naturali protette possono rappresentare un modello di sviluppo sostenibile solo se dotate di perimetrazioni e strutture adeguate. La valorizzazione dei prodotti tipici locali così come l’attrattività turistica sono intimamente legate al mantenimento delle risorse naturali che di quella valorizzazione e di quella crescita sono il fondamento.

La votazione in consiglio regionale

È stato approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta ad istituire un tavolo di lavoro per verificare in concreto anche l’ipotesi di tale nuovo parco. Sempre secondo la maggioranza <In ogni caso, la soppressione dal testo della legge regionale 12 del 1995 dei termini temporali per l’istituzione del Parco del Finalese non comporta alcun effetto sulla tutela dei valori naturalistici del territorio poiché questo risulta comunque incluso in larga parte nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC, ex SIC) IT1323201 “Finalese-Capo Noli” della Direttiva Habitat>

Respinti con il voto contrario dei gruppi di maggioranza due emendamenti presentati da De Ferrari che prevedevano la convocazione delle Conferenze per l’istituzione del Parco naturale regionale del Finalese.d

Luca Garibaldi (Pd) ha criticato il fatto che la giunta abbia deciso di modificare la vecchia legge regionale senza attuare una riforma completa: «La giunta ha fatto una scelta di aggiustamento, timida e contraddittoria. E’ stato un errore politico non ampliare i parchi». Secondo il consigliere «non sono stati cambiati aspetti che dovevano essere modificati, sono stati ridotti i confini e i parchi – ha concluso – si troveranno in condizioni peggiori di prima per operare». 

Marco De Ferrari (M5S) ha dichiarato: «Le aree protette regionali stanno subendo un attacco senza precedenti superato, forse, solo dalla giunta Biasotti. Secondo il mio gruppo questo disegno di legge  è uno “sfascia parchi” perché nel terzo millennio vedere i parchi come qualcosa di soffocante sul territorio è contro ogni razionalità perché il parco non soffoca ma, semmai, fa crescere i territori ed è un’occasione di rilancio».

Giovanni Lunardon (Pd) ha definito il provvedimento «un’occasione persa. La maggioranza di centro destra è solida in questo accanimento contro le aree protette in cui, inizialmente, aveva cercato di inserire anche il Piano casa, e ha proseguito tagliando risorse e attraverso una lotta alle aree contigue». Lunardon ha sottolineato: «Questa giunta taglia le aree protette mentre le Regioni vicine le aumentano».  

Giovanni Boitano (Liguri con Paita) ha annunciato voto di astensione: «In questa legge vedo solo alcuni spunti positivi. I parchi sono un’opportunità e ritengo positivo normare il settore in modo diverso». Il consigliere ha sottolineato la necessità di coinvolgere i sindaci e le associazioni sul territorio «perché – ha detto – stiamo assistendo allo spopolamento dell’entroterra mentre lo scopo dei vincoli deve essere dare  sviluppo e lavoro sul territorio».      

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha sottolineato due aspetti positivi del dibattito: l’incontro con le associazioni e la disponibilità della giunta alla creazione di parchi interregionali. «Purtroppo il bilancio resta negativo perché il disegno di legge è stato modificato ma non a sufficienza per la tutela del nostro sistema di biodiversità». Secondo il consigliere «la riduzione delle aree protette contenute in questa legge favorisce solo la ristretta categoria dei cacciatori». 

Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha annunciato voto favorevole al provvedimento: «Per volere il bene del territorio occorre incentivare la presenza dell’uomo favorendo le sue attività, fra cui l’agricoltura. La mancanza del fattore umano non salverà il territori, per questo occorre consentire nei parchi quelle coltivazioni agricole tramandate da generazioni». Secondo De Paoli questa legge «semplifica la vita dei parchi anche da un punto di vista amministrativo e le comunità che ne fanno parte avranno più voce in capitolo». 

Andrea Melis (Mov5Stelle) ha ribadito la propria contrarietà alla mancata  inclusione di parte del Comune di Urbe nel parco dei Beigua e sul fatto che sia stata definitivamente scartata l’ipotesi di costituzione del parco del finalese. «Questo provvedimento – ha detto – ha forti limiti e, in particolare, traguarda l’obbiettivo di ridurre le aree protette per fini non ancora chiari, cioè se per favorire la caccia o interventi urbanistici che non porteranno un reale indotto».  

Angelo Vaccarezza (Forza Italia) ha annunciato il proprio voto convintamente a favore del disegno di legge e ha sottolineato «l’importanza della presenza dell’uomo con le sue attività sul territorio»,. Il consigliere ha rilevato, infatti, che in alcune situazioni le aree protette hanno mortificato le attività umane tradizionali dell’entroterra e, per questi motivi, «il provvedimento è voluto da tante comunità fra cui anche quella di Urbe».

Tavolo tecnico per ampliare le aree protette

Con 10 voti a favore (minoranza), 16 contrari (maggioranza di centro destra) è stato respinto un ordine del giorno, presentato da Giovanni Lunardon e Luca Garibaldi del Pd, Alice Salvatore (Mov5Stelle) e Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) che impegnava la giunta a istituire un tavolo tecnico consultivo aperto alle associazioni e Federparchi che esplori le possibili soluzioni per integrare e migliorare il testo del disegno di legge 210 e, fra l’altro, impegna la giunta a individuare come argomenti prioritari da affrontare al tavolo il mantenimento e/o ampliamento della superficie delle attuali aree protette liguri, nelle more della ridefinizione delle Zone Speciali di Conservazione liguri, il mantenimento di una previsione dell’istituzione del Parco regionale del Finalese, la definizione dei confini dei parchi regionali attraverso un percorso di condivisione sociale e, infine,, l’implementazione della vigilanza nelle aree protette.

Tavolo di confronto sul ddl 210

Con 18 voti a favore (maggioranza di centro destra e Liguri con Paita), 10 astenuti (Pd, Mov5Stelle e Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) è stato approvato un ordine del giorno, presentato da Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini), Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria), Matteo Rosso (FdI), Gabriele Pisani (Liguria Popolare) e Angelo Vaccarezza (FI) che impegna la giunta a dare mandato all’assessorato regionale competente di istituire un tavolo tecnico di confronto sui contenuti del disegno di legge 210, così come richiesto dalle diverse associazioni, valutando l’opportunità di approfondire soprattutto in fase di prima attuazione i contenuti delle nuove norme in particolare sulle nuove finzioni  e il rinnovato ruolo degli enti gestori delle aree naturali protette e ragionare su ulteriori interventi anche normativi per la valorizzazione delle risorse impiegate per il mantenimento del territorio. Tutto ciò deve avvenire anche in funzione – si legge nel documento – della regolamentazione di alcune pratiche e discipline sportive in costante crescita e per garantire un adeguato presidio di vigilanza per il rispetto delle norme vigenti.

Accolto un emendamento di Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) che include nel tavolo di confronto anche i rappresentanti delle categorie economiche che occupano il territorio.

L’assessore ai parchi Stefano Mai si è impegnato a convocare il tavolo di confronto prima della conclusione dell’iter di approvazione dei 4 piani dei parchi.


Hanno prevalso le doppiette e il cemento sulla tutela di un’area straordinaria, quella degli altipiani sono quasi completamente coperti da intricati boschi e da fitta macchia mediterranea dove, tra l’altro, sopravvive una specie presente solo qui oltre che in limitate zone del sul della Francia e nel parco di Coto Doñana, in Andalusia, la lucertola ocellata. Area che gli spagnoli, più lungimiranti del governo ligure, da decenni hanno protetto. La lucertola ocellata (Timon Lepidus) è l’unico rettile europeo che ricorda i grandi sauri dei paesi tropicali: supera generalmente il mezzo metro di lunghezza e arriva anche a 80 centimetri. A 24 anni dall’approvazione della legge regionale, è parso utile, anzi, <urgente> alla maggioranza regionale, andare contro le richieste del grande movimento studentesco internazionale che ha l’obiettivo di costringere i governi di tutto il mondo ad evitare il disastro climatico reclamando il proprio diritto al futuro. Anche Fridays For Future, che anche in Liguria ha portato in piazza migliaia di persone contro i cambiamenti climatici, era contrario a questa modifica che la giunta avverte che è solo la <prima e parziale revisione> della legge regionale.
Si è consumata così una pesante picconata alle rinnovate istanze ambientaliste che stanno pervadendo l’Europa e il nostro Paese, quelle che puntano alla tutela dell’ambiente e della stessa qualità della vita umana, alla gallina (sana) domani piuttosto che all’uovo oggi come, invece, tutti quelli che ammiccano, anche elettoralmente, agli interessi particolari dell’impresa e dei singoli poco lungimiranti, quelli che pensano sia meglio costruire e cacciare ora che costruire per l’immediato futuro, un’ambiente sano e un’impresa turistica ecosostenibile per i nostri figli.
Viene uccisa così, nei fatti (anche se la maggioranza spiega che <l’ipotesi del nuovo parco non viene di per sé meno, ma viene piuttosto ricondotta, se si volesse attuarla, nell’ambito di un normale procedimento istitutivo>), anche l’idea del parco del Finalese.
La giustificazione della politica di centrodestra: <Sono state riconsiderate le aree protette esistenti, alla luce del ruolo che, a distanza di anni, hanno svolto e possono ancora svolgere. In questo contesto, la nuova legge pone fine alla condizione transitoria che nella legge 12 legava l’allora previsto parco del Finalese a cinque aree protette regionali nella Provincia di Savona: parchi di Bric Tana, Piana Crixia e le riserve di Bergeggi, Isola Gallinara e Rio Torsero>. Che, detta così, suona già come un “de profundis”.



One thought on “Regione, parchi: cancellati 540 ettari nella Liguria dove in migliaia sono scesi in piazza per l’Ambiente”

  1. Io ho un azienda Agrituristica all’interno di un parco regionale,vi garantisco che quando non esisteva il parco la comunità montana investita qualche soldo sul territorio.In questi vent’anni il menefreghismo e l’inutilità di questo ente è stato disarmante, e umiliante.Da cittadino e imprenditore avrei sperato in un interazione sulla base di un obbiettivo comune,il territorio,la fruibilità,la bellezza. La chiusura dell’unica area attrezzata della zona è la dimostrazione dell’indifferenza ai bisogni dell’umano,riappropriarsi delle zone verdi per conoscerle e amarle. Marcello

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