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Liguria: 6mila contratti in più, ma aumenta la disoccupazione e cala l’occupazione

I dati Istat regionali sono preoccupanti, ma le assunzioni in più sottolineate da Toti sono reali. Com’è possibile? Vi spieghiamo cosa è successo e perché le due cose sono entrambe vere

<In confronto al 2017, nel Nord il tasso di occupazione sale in tutte le regioni […]. Tutte le regioni del Nord, con l’eccezione di Liguria e Emilia-Romagna, superano i livelli del 2008>. Poi: <Il tasso di disoccupazione si riduce rispetto a un anno prima in tutte le regioni con l’eccezione di Liguria e Veneto, dove cresce di 0,4 e 0,1 punti, e Friuli-Venezia Giulia, dove resta invariato>. Istat dixit, a pagina 18 del rapporto “Il mercato del lavoro, IV trimestre 2018” che potete leggere integralmente scaricando il file sottostante.

Come si concorda l’analisi con quanto dichiara il presidente della Regione Giovanni Toti?
<Cresce l’occupazione in Liguria – dice il governatore -. Secondo i dati diffusi dall’Istat, il 2018 fa registrare un +1% nel numero degli occupati, che passano da 603mila a 609mila unità. Numeri che certificano come la Liguria stia attraversando una fase sovracongiunturale non solo rispetto alla media nazionale, ma anche in paragone al Nord Ovest, la parte del paese che contribuisce maggiormente alla creazione del PIL. La media nazionale segna un +0,8%, mentre quella del Nord Ovest un +0,7%”. Anche il tasso di occupazione ligure sale, passando dal 62,4% del 2017 al 63% del 2018>.

Sono due modi differenti di guardare i dati: da una parte più gente che cerca e non trova lavoro, dall’altra 6 mila contratti in più (non è specificato di che tipo: potrebbero anche essere temporanei e ripetuti nel corso dell’anno), in maggioranza a donne.

In Regione spiegano che il fenomeno è legato al fatto che si sono attivate, ovvero iscritti a centri impiego, molte più persone. Si tratta soprattutto di over 40 che prima erano inattivi. Non avevano un lavoro (quantomeno regolare) né lo cercavano da almeno due anni. Solo per il bando regionale over 40 si sono iscritti ai centri per l’impiego in 14.500. Ad esempio madri ultraquarantenni che non lavoravano da anni, persone che erano totalmente sfiduciate (e magari si lavoravano in nero) che son state ricontattate e ci riprovano.

Secondo Toti, andando a osservare nel dettaglio del dato, si può notare come cresca il lavoro dipendente (+1,8%, pari a 8mila unità), a cui fa da contraltare una flessione del lavoro autonomo (-1,3%, pari a 2mila unità). Crescono gli occupati nei servizi (+1,9, pari a circa 9mila unità), nel manifatturiero (+3,9%, pari a 3mila unità) nonostante una complessiva flessione dell’industria (-0,8% pari a circa mille unità). Cresce dell’1,9% l’occupazione femminile (+5mila unità), meno quella maschile (+ 0,3%, circa mille unità). Sul fronte della disoccupazione, in Liguria i disoccupati salgono dalle 63mila unità del 2017 alle 67mila del 2018 (+6,3%).

Tabelle Istat

È sulla base dei dati Istat su occupazione e disoccupazione che il segretario generale Cisl Liguria, Luca Maestripieri, sostiene che <è necessaria una forte spinta per il lavoro in questa regione attraverso incentivi per le assunzioni, anche grazie all’occupazione che può essere offerta dai lavori di demolizione e ricostruzione e di recupero della zona sottostante il viadotto>.
<Serve anche la misura nazionale del taglio delle tasse sul lavoro. Il resto, se partiranno le infrastrutture la cui assenza è il nostro vero gap competitivo, verrà da sé per tutta la Regione>.

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