Cronaca 

Nel giorno della commemorazione all’Ilva scritte offensive contro Guido Rossa

Presso di mira dal writer che ha agito in salita Santa Brigida, dove fu trucidato Francesco Coco insieme ai poliziotti di scorta, anche un giornalista

“Guido Rossa infame”: la scritta è comparsa nella notte in un luogo sensibile della mappa dell’orrore degli anni di piombo, in salita Santa Brigida, che risale da via Balbi e dove, l’8 giugno 1976, le Br uccisero il procuratore generale Francesco Coco e i due uomini di scorta, i poliziotti Giovanni Saponara e Antioco Deiana. Se possibile, orrore per il gesto di una (per ora) ignota mano armata di bomboletta spry è più grande, perché oggi all’Ilva, alla presenza del presidente della Repubblica Mattarella, viene ricordato il barbaro assassinio del sindacalista Cgil. Un’altra scritta, proprio sotto la targa che ricorda gli omicidi avvenuti sulla mattonata, richiama i nomi di tre Br, Mara Cagol, Tino Viel e Gianfranzo Zoia. Un’altra scritta si scaglia contro un giornalista genovese. Si tratta di Marco Peschiera, che ha iniziato all’Unità, ha poi lavorato per un breve periodo al Lavoro, ma ha svolto quasi tutta la sua carriera al Secolo XIX dove entrò nel 1986. È stato caposervizio alla Politica interna. Per molti anni, fino al 2015, caporedattore all’ufficio centrale. Nei giorni scorsi ha pubblicato un articolo su Guido Rossa proprio sul Secolo. Su internet si trovano altre prese di posizione contro il giornalista scritte in anni passati.
Sul caso delle scritte indaga la Digos.

Related posts