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Sciopero dei cantunè, adesione bulgara. “Reclute” a fare servizio allo stadio: le multe arriveranno a casa

Al lavoro per coprire l’adesione contatta che boccia la firma del contratto integrativo da parte di Cgil e Cisl i neoassunti in prova che non hanno finito il corso e non possono ancora portare la pistola. L’ordine di servizio sarebbe stato quello di sanzionare senza lasciare il cosiddetto preavviso “per motivi di incolumità personale”. Le sanzioni arriveranno a casa “a sorpresa”

Adesione bulgara allo sciopero della polizia locale proclamato dal sindacato Diccap Sulpl. Un solo lavoratore ha deciso di prestare servizio nel notturno, l’adesione del turno del mattino è stata del 95%, quella dei turni pomeridiani e serali attorno al 100% (anche la sera un solo lavoratore in servizio oltre a quelli esentati per mantenere i servizi essenziali). È questo il primo dato che esce dalle 24 ore di astensione dal lavoro dei cantuné genovesi. Che dimostrano di non aver apprezzato la firma del contratto integrativo da parte di Cgil e Cisl e si mostrano, invece, in accordo con la posizione “intransigente” del Sulpl che, tra le altre cose, contesta il taglio dell’indennità di strada, le progressioni il cui metodo ha causato diseguaglianze patite dai lavoratori come ingiustizie e, ha detto il segretario Claudio Musicò, non accetta che la proposta di Tursi sia quella di <aumentarla a chi aumenta il numero delle sanzioni>. Musicò ha spiegato che lo sciopero di oggi non è contro il comandante Gianluca Giurato, ma contro l’amministrazione. Polemiche per l’utilizzo dei neoassunti col corso ancora da finire e senza pistola usati dal Comune per coprire il servizio allo stadio per la partita di calcio. L’ordine di servizio alle “reclute” sarebbe stato quello di sanzionare senza lasciare il cosiddetto preavviso “per motivi di incolumità personale”. Per i tifosi poco attenti al codice della strada potrebbero esserci, dunque, sgradite sorprese a breve nella cassetta della posta.
Inoltre nella notte tra venerdì e sabato i neofiti senza arma e con mezzi privati sono andati a dare il cambio ai cantuné nei gabbiotti del presidio di corso Perrone.

Questa la lettera consegnata simbolicamente dal Sulpl alla regione per chiedere aiuto e solidaretà.

Ecco l’intervista a Musicò a De Ferrari.

 

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