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Circolo Pianacci al Cep, dopo la chiusura e la tregua, ripresi atti di vandalismo e furti

<È sempre più duro resistere> lo dice Carlo Besana, storica anima del Circolo Pianacci. <Nello scorso mese di settembre, in accordo con il Municipio VII Ponente, abbiamo chiuso il circolo per circa tre settimane a seguito di ripetuti danneggiamenti, comportamenti maleducati e pericolosi tenuti anche da minorenni, abituali frequentatori della nostra struttura. Purtroppo, dopo un breve periodo di calma apparente, dobbiamo segnalare una ripresa, da parte di alcuni, delle cattive abitudini>. Lo dicono i responsabili del Circolo Pinacci, al Cep. Ecco cosa è successo: <Da qualche tempo – continuano al Pianacci – alcuni ragazzini, minorenni ed in gran parte di età attorno ai 12-13 anni, ha ripreso a fare danni. Sono bambini spesso presenti negli spazi gestiti dalla nostra associazione, anche in orario serale e non accompagnati da adulti. Lo scorso 21 dicembre, attorno alle 19, hanno forzato, aprendole, un paio di porte del PalaCep, rompendo le maniglie, durante un allenamento di pattinaggio. Lo scorso 24 dicembre di nuovo, alcuni ragazzi hanno scavalcato i cancelli ed aperto le reti per entrare nel campo da calcetto chiuso per le festività. L’effrazione del PalaCep poi si è ripetuta venerdì 11 gennaio, attorno alle 21, e come la volta precedente non appena l’istruttore Marco Marchitelli si è avvicinato sono fuggiti. L’allenamento di pattinaggio è terminato alle 22 ed alle 22.04 un gruppo di ragazzini ha forzato un’altra porta del PalaCep. I giovani sono entrati, hanno staccato, in due fasi distinte, tra le 22.05 e le 22.13, tre estintori dalle pareti e sono usciti, inondando di polvere antincendio lo spazio tra PalaCep e container. Hanno anche forzato, rompendo la serratura, la porta dello spogliatoio 3, in cui sono stoccati attrezzi da lavoro, gli indumenti da lavoro dei collaboratori e due casse amplificate. Ne hanno tolta una dal contenitore ma, forse perché troppo pesante (o poco divertente rispetto agli estintori), l’hanno lasciata lì, ed apparentemente non è stato trafugato nulla. Abbiamo recuperato, vicino al PalaCep, due dei tre estintori, ovviamente vuoti. Del terzo non c’è traccia. Nel pomeriggio di ieri, quando ci siamo accorti del fatto, abbiamo chiamato il 112 che ha inviato una pattuglia della polizia che ha fatto un sopralluogo, invitandoci a denunciare il fatto presso il più vicino Comando dei Carabinieri>.
<Occorrerà ovviamente rifare riempimento e collaudo, effettuati di recente, e riacquistare l’estintore mancante – proseguono i responsabili del circolo -. La serratura dello spogliatoio 3 è stata sostituita ieri, le due maniglie del PalaCep erano già state sostituite giovedì ed hanno retto. Stiamo visionando tutte le immagini registrate dalle telecamere e, nonostante il buio, confidiamo di riuscire a  ricavarne qualche nome e cognome. Abbiamo chiesto all’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino ed al Presidente del Municipio Claudio Chiarotti, in virtù delle rispettive cariche istituzionali, che venga il più rapidamente possibile indetto un incontro, con la partecipazione della direttrice del Municipio VII ponente, del dottor Franco Costi, coordinatore dell’ATS (Distretto Sociale) e dei Carabinieri di Pra’ nel corso del quale identificare le possibili misure da adottare, sia a nostra tutela che nell’ottica di un necessario “confine” all’azione di questi gruppi di minorenni, la cui mancanza di regole li espone alla possibilità di azioni dalle conseguenze ancora più gravi, per la loro ed altrui incolumità, di quelle fin qui evidenziate>.
<Un appello, il nostro, già ben espresso nel corso dell’assemblea pubblica dello scorso 1º ottobre al PalaCep, al quale non sono seguiti efficaci progressi – concludono al circolo – Il futuro del quartiere, così come dei luoghi come il Pianacci, si gioca tra le cose, buone e le altre. Lavorare nelle comunità è sempre, soprattutto, un lavorare insieme, un costruire insieme e solo il lavoro di molti può fare vincere i buoni percorsi. È evidente che il perdurare di queste situazioni metta a serio rischio la pazienza di tutti quelli che, a titolo assolutamente volontario, dedicano energie alla difficile gestione di una realtà così complessa: ne andrebbero di mezzo anche tutte le attività che rappresentano un concreto patrimonio per il quartiere. E sarebbe un peccato>.

Al circolo vogliono ricordare anche tutto quello che di buono è successo: <Chi la conosce lo sa. quella del Pianacci è un’esperienza che presenta moltissimi elementi positivi, anche senza dover ricorrere ai ricordi disseminati in un percorso che, con punte di eccellenza, dura ormai da quasi 22 anni. Certo, la realtà odierna, rispetto a quella di alcuni anni fa, è un po’ più complessa: nella gestione dell’Associazione ci sono pregresse criticità economiche, che lentamente si stanno risolvendo, c’è una minore partecipazione da parte dei cittadini (ma è un fenomeno comune a molte realtà, cittadine e non), ci sono evidenti necessità di interventi di manutenzione dovuti al fatto che le infrastrutture cominciano ad “esibire” la loro età (la costruzione del Pianacci risale agli anni ’80) e da alcuni anni ci sono crescenti difficoltà ad ottenere, anche in questo senso, sostegni dalla Civica Amministrazione. Nonostante tutto questo però il Pianacci continua ad essere un imprescindibile punto di riferimento per il quartiere, anzi, lo è sempre più>.
Gli spazi all’aperto (16.000 mq, liberamente fruibili per tutti) e le strutture (PalaCep, circolo ricreativo, Sala Foglino, Sala Firpo, Sala Calamandrei) rappresentano nel complesso un unicum per la nostra città; il Pianacci è anche un punto di riferimento per una miriade di percorsi di reinserimento sociale, in collaborazione con diversi Enti  (UEPE, UCIL ed altri); i giovani possono fruire tutti i giorni, gratuitamente, di un campo da calcetto in erba sintetica, e così via. Il tutto ancor più apprezzabile se si pensa che questa realtà è gestita dal Circolo Pianacci in totale espressione di volontariato, senza contributi pubblici, anzi, l’Associazione si fa carico di affitto al Comune, utenze, costi di manutenzione. <Qui, purtroppo, dobbiamo aggiungere quanto raccontato sta accadendo di recente, ma non vorremmo che sembri annullare tutto quanto appena detto. Semplicemente il “quadro” complessivo non è fatto solo dalle cose appena dette, ma da altre di segno opposto>.

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