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Mercato del Carmine, Ecologyamo getta la spugna. Perdono il lavoro 10 persone

<I costi di gestione troppo elevati e le istituzioni non ci hanno aiutato. Ce ne andiamo con la morte nel cuore perché amiamo questo quartiere, ma non possiamo compromettere l’immagine dell’azienda> dice Carolina Baria, della cooperativa sociale che dà lavoro a molte altre persone nel settore delle mense e della cura del verde. La gestione del Carmine, troppo costosa nonostante i risultati positivi e senza accosti veicolari, avrebbe trascinato con sé l’intera azienda

La cooperativa sociale “Ecologyamo” saluta il Mercato del Carmine. Il 31 dicembre finisce la gestione, che non verrà rinnovata e tornerà al consorzio che ha struttura in affidamento dal Comune. Perdono il lavoro 10 persone e 5 o 6 tirocinanti perdono l’occasione di mettersi alla prova. Ma meglio così che far lavorare la gente per poi non pagarla o, addirittura, trascinando l’intera azienda in default per coprire costi astronomici. “Ecologyamo”, che si occupa anche di pasti veicolati per le mense scolastiche e per istituti di ricovero per anziani e di bonifica e manutenzione del verde, curando anche inserimento lavorativo di persone svantaggiate, ha fatto un ragionamento saggio e, anche se a malincuore, lascia.
La gestione non è stata fallimentare.
<I costi strutturali da sostenere costituiscono un reale problema di gestione per un posto che, così come pensato deve garantire un servizio pubblico, con un orario di apertura che supera le 15 ore al giorno; nonostante i numerosi tentativi di ridurre tali costi non abbiamo ottenuto la collaborazione sperata, ed è per questo motivo che Ecologyamo, società in salute e crescita, ha deciso di ritirarsi e fare un passo indietro per non essere costretta a scelte spiacevoli e poter continuare le altre attività del settore>. In sostanza, il problema è il canone imposto anni fa dal Comune, oggi ancora più pesante alla luce delle condizioni economiche generali della città. In più, ci sono le difficoltà a portare clienti. <Avevamo chiesto a Tursi uno spazio per fare accostare i pullman dei croceristi – continua Baria -, in modo da proporre visite guidate alla zona del Carmine e degustazioni di prodotti tipici nel mercato, ma ci è stato negato>.
Di fatto, il mercato del Carmine è un buco nero da sempre. Da quando era mercato e solo un operatore era rimasto all’interno. Poi il recupero della bella struttura bottino della I Guerra Mondiale (con quelle del Statuto, del Mercato del Ferro e di Dinegro), costoso e imperfetto: riscaldare o climatizzare è quasi impossibile. Molti i commercianti che hanno aderito a una proposta di qualità e al rilancio del mercato come struttura mista, come accade in Spagna dove la formula ha grande successo. Praticamente altrettanti quelli che hanno dovuto gettare la spugna.
<Un intero anno è trascorso (da quando è cominciata la gestione n. d. r.) – dicono alla cooperativa – ed è stato un bellissimo anno: innanzitutto per l’affetto del quartiere del Carmine che ci ha subito fatto sentire a casa, accogliendoci calorosamente, a seguire perché in questo anno siamo comunque riusciti a rilanciare il ristorante, sia per la qualità del suo cibo che per gli eventi organizzati nei fine settimana, durante i quali la partecipazione è cresciuta con il tempo, fino ad arrivare a fidelizzare i nostri cari clienti, purtroppo però le belle cose finiscono e anche stavolta non possiamo esimerci dal triste finale>.
<È trascorso un anno da quando siamo entrati qui, in questo posto unico a Genova per il suo fascino e per il suo stile – prosegue la nota di “Ecologyamo” -.  La decisione di gestire il Mercato del Carmine è stata ponderata e riflettuta, ma la tentazione era molto alta. Vuoi per la bellezza della struttura che ci fa subito immergere in un’atmosfera liberty, vuoi per la scommessa di fare finalmente funzionare questo posto, così importante per i cittadini del quartiere. Con estremo dispiacere e profondo rammarico la nostra società ha deciso di ritirarsi da questo progetto, non perché manchi certo la passione o la voglia, la motivazione è di carattere diverso. Ecologyamo è costretta a rinunciare per mantenere la sua immagine e soprattutto la condizione positiva che l’azienda ha faticosamente costruito fino ad oggi. Con un velo di tristezza, vogliamo presentare un ringraziamento generale a tutti coloro che hanno creduto in noi, che ci hanno sostenuto e supportato, ai nostri fedeli clienti e a quelli occasionali e un ringraziamento ancora più specifico al meraviglioso quartiere del Carmine e ai suoi abitanti, al loro sostegno e alla loro accoglienza, è stato un onore farne parte, ricorderemo sempre con piacere questa bellissima esperienza!>.
La gestione torna dunque al consorzio, che in passato ha cercato di affidare il mercato a diverse realtà, offrendolo anche a Oscar Farinetti, patron di Eataly, che, però, ha ringraziato e declinato.

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