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A ricostruire il ponte saranno Fincantieri, Salini Impregilo e Italferr col progetto di Renzo Piano

Il progetto di Renzo Piano

La scelta è fin troppo scontata: è la cordata che piace al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che persino in Tv, a Porta a Porta, aveva detto chiaro e tondo che a ricostruire il viadotto sul Polcevera dovevano essere aziende di Stato. Aveva fatto persino i nomi: Fincantieri e Italferr, società delle Ferrovie dello Stato. In cordata si è unita Salini Impregilo, gruppo italiano quotato in borsa che opera nel settore delle costruzioni e dell’ingegneria. È attivo in oltre 50 paesi nella realizzazione di dighe e impianti idroelettrici, opere idrauliche, ferrovie e metropolitane, aeroporti e autostrade, edilizia civile e industriale, ha 35 mila dipendenti, e un fatturato di 6,5 miliardi di euro.
La cordata che piace al ministro eseguirà il progetto di Renzo Piano che piace al sindaco-commissario per la ricostruzione e al presidente della Regione e commissario per l’emergenza Giovanni Toti, tanto che lo hanno presentato con l’archistar, Fincantieri e la grande esclusa “per legge” dalla ricostruzione: Società Autostrade, che ha già annunciato ricorso senza richiesta di sospensiva.

Ma un ricorso potrebbe anche essere presentato dall’unica vera avversaria della cordata ad alta concentrazione di aziende di Stato: Cimolai, l’impresa italiana specializzata nella progettazione, costruzione e posa in opera di strutture metalliche che, tra le altre cose, ha realizzato le paratie per l’ampliamento del canale di Panama, il grattacielo Intesa Sanpaolo a Torino e il nuovo sistema di contenimento per la centrale di Černobyl. Ha 2.650 dipendenti e un fatturato di 545 milioni di euro. Aveva sposato il progetto di un’altra archistar, lo spagnolo Santiago Calatrava. La proposta di Bucci è stata quella di collaborare con con Fincantieri, Italferr e Salini-Impregilo, ma l’azienda friulana non ha ritenuto che, almeno per ora, sia possibile. Da lì, la decisione del commissario per la ricostruzione. Il decreto sarà pubblicato nella giornata di oggi come annunciato ieri dal Sindaco.

Ieri pomeriggio è stato Luigi Cimolai, presidente del gruppo di famiglia, a ricevere la telefonata di Marco Bucci. L’azienda di Pordenone pare non abbia gradito, più che la scelta, il modo. Il presidente aveva scritto a Bucci venerdì scorso per chiedergli conto del “borsino” della stampa che vedeva in testa i concorrenti. Ancor meno gli è piaciuta l’intervista di Pietro Salini in cui l’amministratore delegato del gruppo romano, quando ancora erano in atto le trattative, anticipava le modalità di costruzione del viadotto. Da qui e dalle dichiarazioni del ministro Toninelli, che fin dall’inizio ha sbandierato ai quattro venti i nomi di Fincantieri e Italferr, potrebbe partire un eventuale ricorso.

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