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Amico & Co presenta un progetto per il consolidamento e l’espansione del comparto dell’industria e dei servizi generati dai maxi yacht

35 milioni di investimenti entro il 2018 per fare di Genova il terzo polo di accoglienza nel Mediterraneo per gli yacht superiori ai 30 metri di lunghezza

 L’invito alla città a cogliere la sfida e la richiesta alle istituzioni di aprire subito un tavolo di confronto per avviare il progetto

 amico

 

La realtà odierna di Amico & Co è quella di un cantiere ai vertici del mercato internazionale del refit/repair, con una capacità produttiva di 110 commesse l’anno, che durante la stagione dei lavori richiedono l’impiego di oltre 500 addetti.

Questa realtà è frutto di una strategia d’impresa, avviata 25 anni fa, basata sulla specializzazione, sulla qualità e, soprattutto, sugli investimenti in infrastrutture (oltre 34 milioni di euro), le quali hanno consentito al Cantiere di crescere e di far crescere con esso un network di 36 aziende partner che ne completano e integrano l’organizzazione produttiva.

<Il primato di Amico & Co – dicono all’azienda -, tuttavia, oggi è messo a serio rischio dalla rapida evoluzione dei competitor francesi e spagnoli: attorno ad essi sono andati via via sviluppandosi, con il forte appoggio delle amministrazioni locali, veri e propri distretti dedicati, in grado di offrire alla flotta dei maxi yacht non solo infrastrutture cantieristiche all’avanguardia, ma anche facilities di ormeggio attrattive e una molteplicità di servizi accessori, creando così le condizioni per favorirne il radicamento in quei territori. Trasformare questo rischio in un’opportunità di sviluppo per Genova e la Liguria: questa è la motivazione che ha spinto Amico & Co a elaborare un nuovo e ambizioso progetto, chiedendo su di esso l’attenzione degli organi di governo del territorio. Il progetto trae la sua idea – guida da un semplice dato: il mercato generato dalle spese operative maxi yacht vale a livello mondiale 6 miliardi di euro, e 600 milioni vengono spesi per attività di manutenzione e riparazione. Ciò significa che solo il 10% è assorbito da queste attività, mentre il resto della spesa, escludendo il turismo che pure è voce assai rilevante, interessa trasversalmente molteplici settori dell’economia e si riversa quasi integralmente sui territori di sosta e di passaggio. L’obiettivo è quindi fare di Genova – che già può vantare un’offerta turistica e culturale di tutto rispetto – un polo di accoglienza per i maxi yacht , favorendone il radicamento sul territorio. Lo strumento è un progetto di forte e tempestivo adeguamento infrastrutturale, finalizzato a completare e ulteriormente qualificare sia l’offerta di ormeggi e servizi connessi, sia la capacità produttiva delle attività cantieristiche. Il progetto è quindi la somma di più progetti coordinati e coerenti tra loro, riguardanti sia l’area di levante delle Riparazioni Navali, sia alcune porzioni del compendio fieristico, a proposito del quale è opportuno sottolineare, anche a scanso di possibili fraintendimenti due aspetti: le proposte di Amico & Co sono ampiamente compatibili e complementari con le molteplici funzioni connesse a questo ambito territoriale: le linee di indirizzo del Blue Print (intese a rivitalizzare il quartiere fieristico); le manifestazioni espositive (Salone Nautico in primis); la nuova Torre Piloti; la nautica minore;  Amico & Co, senza preclusioni di alcun genere e con spirito costruttivo, si attende dalle Istituzioni un’opera di regia per assicurare lo sviluppo coordinato e sinergico delle diverse funzioni e per individuare gli strumenti e le possibili soluzioni adottabili a questo scopo, ivi compreso il tema degli ulteriori investimenti necessari per la parte Nord della darsena nautica che, insieme a quelli di Amico, ne completino una riqualificazione attesa ormai da troppi anni>.

 

IL PROGETTO

 

Per ciascuno degli ambiti individuati il progetto prevede:

–    Aree di levante delle Riparazioni Navali. È già in fase avanzata la procedura avviata da Autorità Portuale per la definitiva assegnazione a 4 società del comparto – tra le quali Amico &Co – di circa 10.000 m2 di aree che serviranno per il riassetto delle rispettive attività. Ad esito del procedimento, l’investimento previsto su tali aree sarà a regime di circa 31,1 milioni di euro: 2,5 milioni saranno realizzati dai cantieri minori, mentre 28,6 milioni saranno realizzati da Amico & Co e comprenderanno sia opere a mare e consolidamenti infrastrutturali (per 8,6 milioni), sia impianti tecnologici di cantiere (per 20 milioni) tra cui un impianto di alaggio per mega yacht.

–    Aree all’interno della darsena nautica. È prevista l’infrastrutturazione della porzione Sud della darsena, per la creazione di ormeggi destinati a maxi e mega yacht fino a 100 mt di lunghezza, con un investimento di circa 3,9 milioni di euro: elettrificazione delle banchine fino a 4 MW di potenza, a tutela della qualità ambientale del sito; realizzazione delle banchine mancanti e di un piccolo fabbricato destinato ai servizi primari per la marina (cabine elettriche, uffici, punto di ristoro); creazione di una passerella sopraelevata pedonale lungo l’opera di difesa a mare, che renderà fruibile il sito da parte della città.

–    Piano terra del padiglione B, con banchina e specchio acqueo prospicienti. La destinazione prevista è riservata ad attività collaterali di carattere non industriale, collegate sia alla cantieristica che allo stazionamento degli yacht. L’assetto logistico sarà configurato in modo da lasciare spazio agli eventi espositivi durante il loro svolgimento, consentendo al tempo stesso di mettere a reddito strutture non altrimenti utilizzate al di fuori di tali eventi.

Gli investimenti sopra descritti dispongono già di un piano finanziario a sostegno della loro effettuazione e la progettazione dei singoli interventi è in fase avanzata (sono già disponibili tutte le progettazioni preliminari e in gran parte quelle definitive).

La tempistica di realizzazione prevista è di circa 2 anni, con avvio a inizio 2017 e completamento circa a metà del 2018.

 

I BENEFICI (secondo l’azienda):

–    riguardano anzitutto l’incremento occupazionale “diretto”, cioè relativo alle sole attività nautiche e stimabile,  a regime, in 80 unità alla fine del 2018;

–    sono relativi all’indotto diretto e indiretto e conseguono agli obiettivi del progetto: le nuove infrastrutture consentiranno di ospitare a Genova yacht più grandi e per periodi di tempo più ampi rispetto a numeri, dimensioni e tempi di sosta attuali, grazie alla maggiore offerta integrata di cantieristica, ormeggi e servizi.

L’entità e la composizione della spesa che le grandi imbarcazioni, infatti, riversano in gran parte sul territorio prescelto come “home port” (analizzata dagli studi specialistici di settore condotti a livello internazionale) indica che il rapporto tra spesa per manutenzione/riparazione e spesa totale è di 1:5. I fattori di questo moltiplicatore sono diversi. Per richiamarne alcuni: l’incremento delle presenze sul territorio di soggetti con elevatissime capacità di spesa (comandanti, equipaggi, ospiti), a beneficio delle attività commerciali e immobiliari locali; l’incremento della domanda rivolta alle aziende specialistiche fornitrici di accessori e dotazioni di bordo; l’insediamento e lo sviluppo di agenzie, società di management e charter, ecc.

 

Se il progetto centrerà l’obiettivo di trattenere a  Genova maxi e mega yacht anche oltre le mere soste tecniche per lavori, al maggior fatturato atteso per la sola cantieristica (ragionevolmente stimabile in 90 milioni di euro) potrà corrispondere un indotto potenziale complessivo intorno ai 450 milioni.

 

L’INVITO ALLA CITTÀ

 

<Amico & Co – proseguono all’impresa – crede fortemente in questo progetto e nella concretezza delle prospettive che si propone di aprire, ma è ben consapevole che la sua realizzazione necessariamente dipende da una valutazione e condivisione trasversale del suo valore strategico da parte delle Istituzioni. Amico & Co crede altrettanto fortemente nel ruolo delle Istituzioni quali assuntori di decisioni aventi ricadute pubbliche per lo sviluppo, l’imprenditorialità e il lavoro, al di fuori e al di sopra possibili antagonismi o mancanze di dialogo, per consentire il superamento dell’immobilismo di questi anni. Chiediamo la tempestiva apertura di un tavolo di confronto, al fine di verificare se e con quale tipo di regia e supporto le Istituzioni stesse siano disponibili a prendere in considerazione il progetto ed, eventualmente, approfondirne i contenuti e individuarne idonee procedure di realizzazione>.

 

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