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Senegalesi protestano davanti al tribunale per l’arresto di un connazionale

Un centinaio di segnegalesi sta protestando adesso davanti a palazzo di giustizia per l’arresto di un connazionale. Si tratta di una persona accusata di spaccio fermata in flagranza sabato dai carabinieri della stazione Maddalena a Pre’, in vico Monachette. L’uomo aveva precedenti per contraffazione. La delegazione degli stranieri ha anche fatto ingresso nell’aula ed è stata allontanata dal giudice.
Lo straniero è stato colto dai militari mentre cedeva un involucro contenente presumibilmente della sostanza stupefacente ad uno sconosciuto in cambio di alcune banconote da dieci euro. Lo spacciatore, un senegalese, I.D. di 45 anni, ersidente proprio in vico Monachette, è stato perquisito ed è stato trovato in possesso di 430 euro, mentre all’interno della sua abitazione, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato 2535 etichette recanti marchi contraffatti, nonché la dose di “cocaina”. L’acquirente, un genovese di 34 anni è stato segnalato alla Prefettura quale assuntore. Pertanto, il 45enne è stato arrestato per “spaccio di sostanze stupefacenti” nonché denunciato per “ricettazione e introduzione nello stato e commercio di prodotti con segni falsi. Stamattina il processo per direttissima. L’arresto, in attesa di giudizio, è stato convalidato dal giudice che lo ha sottoposto a obbligo di firma due volte la settimana presso la stazione dei carabinieri di Maddalena.
Negli ultimi due mesi le forze di polizia hanno aumentato i controlli, soprattutto nel centro storico e sono molti i senegalesi denunciati o arrestati per spaccio da polizia e carabinieri, soprattutto nella zona di Pre’ e in quella delle Vigne. In particolare, i cittadini della zona di Pre’ avevano denunciato che il mercato della droga “al minuto” era in mano ad almeno una trentina di centroafricani che operavano ormai senza alcun controllo nella strada e nelle vie limitrofe. Anche in piazza Santo Sepolcro c’era una situazione simile. Le forze dell’ordine, dopo la denuncia dei cittadini, hanno ricevuto rinforzi “nazionali” e hanno cominciato controlli a tappeto. Proprio nelle maglie di questi controlli sono finiti diversi senegalesi colti in flagrante da polizia e carabinieri. Dopo le operazioni, testimoniano i cittadini riuniti nelle associazioni di zona, la situazione dell’ordine pubblico e della sicurezza nelle strade è notevolmente migliorata.
L’intenzione di parte della delegazione, che era convinta dell’innocenza del connazionale (invece colto in flagranza) era di difendere i connazionali che non delinquono e vogliono vivere in pace distinguendoli da quelli che commettono reati, di fatto compromettendo agli occhi dell’opinione pubblica l’onorabilità di tutte le persone che, nate in Senegal, sono venute a vivere nel nostro paese.

1 Commento su Senegalesi protestano davanti al tribunale per l’arresto di un connazionale

  1. I senegalesi che protestano sono regolarmente in Italia con documenti e permesso di soggiorno?
    Buona giornata.
    Quarc

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