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Sondaggi alla genovese

Il giorno dopo l’elezione del Tycoon alla Casa Bianca con tanto di riprova del fallimento dei sondaggi, visto che appena due giorni prima l’ultimo sondaggio di Reuters/Ipsos incoronava Hillary Clinton il primo presidente donna degli Stati Uniti, il professor Francesco Gastaldi ci riprova trasferendo il tema elezioni sulle prossime amministrative genovesi.
E si badi bene, al di là dell’esito negli States che hanno decretato addirittura la sconfitta di Nate Silver sondaggista che con i suoi algoritmi aveva sempre centrato il bersaglio, il professore di urbanistica alla università Iuav di Venezia, politologo per diletto, cerca di basare i suoi ragionamenti su metodi più empirici. Tanto, a questo punto vale tutto, visto che la vittoria di Trump ci ha consegnato analisti con sistemi vecchi e non adeguati che hanno dato la colpa, guarda caso. ai social media che ci farebbero vivere in bolle nelle quali ci sono anche giornalisti e sondaggisti. E quelle bolle ci darebbero una visione parziale e distorta della realtà rendendo impossibile fare previsioni accurate.

Perciò ieri, il Gastaldi si è diviso ancora tra qualche post sulla impopolaritàdi Hillary e qualche sferzata sui radicalchic americani e sulle donne presuntuose che in politica non riescono a sfondare nell’elettorato femminile, menando qualche botta a destra e a manca. Con constatazioni sugli elettori che non votano tutto ciò che puzza di establishement, perciò si perde anche se si ha l’endorsement di media ed elite culturali, accademiche e finanziarie, proprio come è avvenuto per la Clinton. Purgando persino la banalità imperante che  tutti quelli che sono di centro destra siano dei minorati mentali.
Poi il prof. ha deciso di prendere il toro per le corna e, risoluto, ha messo lì la domanda delle cento pistole “Se i principali candidati alla carica di sindaco di Genova fossero Giancarlo Vinacci (CD), Luca Pirondini (M5S) e Luca Venceslao Borzani (CS), come vi orientereste???”.

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(Luca Pirondini)

Ricevendo tanti commenti, per la maggior parte orientati a parlare del candidato del centro sinistra. Il più deciso nell’endorsement è stato il segretario provinciale del centro democratico Antonello Barbieri che subito si è lanciato in un “Borzani senza esitazioni”, sbaragliando poi il campo alle altre due possibili opzioni “Cinque Stelle un’incognita che Genova non può permettersi, il centro destra e’ una certezza di pessimo governo che Genova non può permettersi ( non poteva permetterselo anche in Liguria)”. D’accordo con Barbieri Felice Airoldi “Borzani forever ma sganciato dal Pd”. E il dibattito devia su quanto Borzani, pur non avendo la tessera del Pd risulti al di fuori dell’establishment. Pochi a dire la verità gli endorsement per gli altri due candidati Giancarlo Vinacci e Luca Pirondini. Andrea Cevasco suggerisce primarie sia nel centro destra che nel centro sinistra.

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(Giancarlo Vinacci )

Felice Airoldi si chiede “Ma i Cinque Stelle dove li vanno a raccattare i candidati? Nell’umido?”. Raccattando la miseria di una risposta, puntuale e precisa di Giorgio Scarfi’ a supporto di Luca Pirondini ” Gli ho parlato due minuti alla presentazione di un libro. L’impressione a pelle e’ stata positiva. Persona cortese, colta seria. Giovane ma non giovanissimo ( dimostra forse qualche anno in più dei suoi 35 anni). Di esprime con chiarezza, senza luoghi comuni e sa ascoltare. Visivamente si presenta molto bene: alto e sportivo”. Su Vinacci, qualcuno si chiede legittimamente se sarà in grado di convincere anche l’elettorato leghista. Mentre a tutti e tre  Felice Airoldi  dona una delle sue perle di saggezza “L’unico consiglio che posso dare a tutti i “pretendenti” è’ di stare lontani da Renzi. Porta sfiga”. E posta una foto del premier che stringe la mano a Hillary. Intanto qualcuno cerca di allargare il campo. “Barbara Barattani ” A me piacciono gli outsiders. E cene sono almeno due”. E Antonio Oppicelli, avvocato ed ex vice coordinatore di Forza Italia “scusa prof. ma qui con questo post offendi Stefano Balleari e la sua candidatura – attualmente l’unica nel Cdx. – come se fosse cosa da niente. Che, te lo garantisco io, insieme ad alcune migliaia di amici come Matteo, invece è cosa seria e di non poco spessore. Sempre in umiltà e amicizia, eh”.

Sì perché Gastaldi ha venduto le classiche pelli dell’orso prima di averle catturate. Intanto lo stesso Borzani, dopo aver più volte ribadito che oltre a non essere iscritto al Pd aveva molte riserve sulle scelte politiche dei Dem, ha confermato di non avere alcuna intenzione di candidarsi. Potrebbe comunque capitare dopo un risultato negativo per il referendum di Renzi e di fronte a nuove richieste cambi opinione. Per i Cinque Stelle, pare che Luca Pirondini possa essere il predestinato, visto che sarebbe molto vicino sia ad Alice Salvatore, sia a Beppe Grillo. Ma il movimento, come si sa al momento è parecchio spaccato. Infine Vinacci, che dopo la famosa cena con Toti parrebbe essersi ritirato in buon ordine, con l’imperativo di non apparire per non bruciarsi nell’eventualità che la candidatura si materializzi veramente.

Insomma al momento gli unici due veramente in campo sono, come diceva Barbara Barattani. due outsider. Il popfilosofo Simone Regazzoni, autocandidato alle primarie, in forse anche se promesse dal segretario del Pd Alessandro Terrile e il vicepresidente del consiglio comunale ed esponente di Fratelli d’Italia Stefano Balleari, a cui faceva riferimento Oppicelli. A loro va aggiunto anche l’ex assessore al traffico delle giunte Pericu Alessandro Merella, che da tempo ha presentato la sua lista civica.

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 (Arcangelo Merella)
Dei tre quello che si sta muovendo di più e innegabilmente Regazzoni. Intanto ha incassato l’endorsement dello psicologo e scrittore Massimo Recalcati, risultato uno degli eroi dell’ultima Leopolda, con il suo discorso contro le mummie del partito. E proprio Regazzoni, emarginato dalla gerontocrazia genovese del Pd è accusato di occuparsi di temi troppo destrorsi per attrarre elettori ideologicamente di sinistra, ha rafforzato le proprie convinzioni dopo i risultati americani che hanno dimostrato come Trump sia stato in grado di intercettare lo scontento dell’elettorato. E due post del popfilosofo in questo senso appaiono significativi “Rabbia, razzismo, ignoranza, sessismo: sono molti i modi in cui si prova a esorcizzare il voto a Trump. E in questo modo si elude il nodo politico chiave di questo voto che tocca il cuore di tenebra della democrazia americana: il “desiderio di riconoscimento” di una parte che non si sentiva più riconosciuta. Sulla scena della politica americana (ma quella scena è già qui) c’erano quelli che Francis Fukuyama aveva chiamato il “furore timotico e la domanda di riconoscimento”, in una parola il “desiderio di riconoscimento”. Sembrerà paradossale o provocatorio ma Trump, il pagliaccio, il bullo volgare, il sessista, il razzista, ha vinto non tanto per quello che ha detto, ma perché ha saputo ascoltare e riconoscere”. Dalle parole ai fatti, da tempo Simone Regazzoni, che, guarda caso, ha una passionaccia per il Clint Eastwood, pistolero che simpatizzava per Trump, ha introdotto fra i temi della sua campagna elettorale il problema della sicurezza e della legalità e dell’immigrazione, oltre a un piano per il welfare.
Poi, riconoscendosi nella passione polemica del nuovo presidente degli Stati Uniti, si è peritato di spiegare il cambiamento di marcia  del Tycoon dopo l’ elezione, dimostrando di conoscere l’abc della comunicazione “In campagna elettorale, se hai meno budget del tuo avversario, devi essere esagerato se vuoi fare notizia. E’ così che scali la catena mediatica e finisci sui giornali e le tv di tutto il mondo con le tue dichiarazioni. Quindi, se siete spaventati dalle uscite di Trump e temete possa essere un dittatore, state tranquilli. Ora che ha conquistato la Casa Bianca, Trump si accentrerà sempre di più, moderandosi. Ora è il Presidente degli Stati Uniti”. Fornendoci di fatto una spiegazione della sua innegabile scelta per la sovraesposizione, uno dei suoi marchi di fabbrica più criticati.
L’impressione, pero’ e’ che, al di là degli encomiabili sondaggi del professor Gastaldi, occorrerà ancora almeno il tempo di assimilazione del risultato elettorale del referendum perché si diradino le cortine. Consultazione in cui i sondaggisti al momento propenderebbero per la vittoria del No. Ma ci sarà da fidarsi, o sarebbe meglio ricorrere all’antica interpretazione della sfera di cristallo? Rivolgendosi a un mago o meglio ai genovesi Enzo Paci e Gainluca Fubelli, alias Mattia e il cugino Lucio Passadore di Colorado. Loro ad interpretare il futuro e a leggere nella palla di cristallo sono bravissimi. Oppure…  che sia meglio usare il pendolino?
Il Max Turbatore

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