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***Bambino aggredito con un coltello in via delle Grazie***

via delle Grazie all'incrocio con vico dei cavoli

È a pochi metri dal Porto Antico e dal mercato del pesce, via delle Grazie, una strada del centro storico fatta a “S” che comincia in piazza San Giorgio, si imbuca sotto un voltino finisce davanti all’ingresso dell’omonima chiesa. Nel terzo tratto partono delle stradine che salgono verso via dietro al coro di San Cosimo. Lì, stamattina alle 7.15, è stato aggredito un bambino di 11 anni. Lo chiameremo Paolo, un nome di fantasia per proteggere la sua privacy. A raccontare la brutta avventura del piccolo è la madre, che lavora in un negozio della zona e che stamattina ha sporto denuncia al Commissariato Centro della Polizia. <Paolo – racconta la mamma – è rientrato a casa sconvolto. Soffre di broncospasmi ed è arrivato senza fiato, tanto che ho pensato che fosse rientrato perché stesse male. Ha detto che un uomo lo ha aggredito vicino a casa. Solitamente va a scuola con un compagno, ma questa mattina il bambino che di solito cammina con lui si è addormentato e così lui ha proseguito da solo. Arrivato all’incrocio tra via delle Grazie con vico dei Cavoli è stato preso da dietro da un uomo che gli ha cinto con un braccio la vita. Paolo si è divincolato ed è scappato, ma ha fatto in tempo a scorgere il coltello che l’uomo aveva in mano. L’aggressore lo ha agguantato per la tasca dello zaino per tentare di riagguantarlo e gliela ha strappata facendogli cadere il blocco col pentagramma è un compito in classe che Paolo stava riportando in classe>. Il bimbo è un ragazzo studioso e non ha problemi a scuola. Stamattina si preoccupava, dopo l’aggressione, di aver perso il compito firmato. <Mio figlio – continua la mamma – ha fornito alla polizia una completa descrizione dell’abbigliamento del suo aggressore. Portava scarponcini tipo Timberland, jeans, una felpa blu chiaro con la scritta Lonsdale in bianco e il cappuccio sulla testa. Parte del volto era coperto da uno scaldacollo blu scuro o nero, Ha parlato anche del coltello, a serramanico, con una lama di circa 10 centimetri>. Il bimbo aggredito, quindi, non ha visto la faccia del suo aggressore, ha detto solo che le mani erano di carnagione scura, ma non nera. Potrebbe trattarsi di un mafrebino, quindi, ma anche di un italiano di carnagione scura. Quanto è avvenuto ha destato forte impressione nel quartiere, una zona del centro storico dove tutti si conoscono e dove sono rimasti molti dei vecchi abitanti, quelli le cui famiglie stanno qui da semore. Tutta la gente ora tiene gli occhi aperti, pronta a proteggersi e a proteggere i vicini nel caso succedesse ancora. Ovviamente sperano nell’intervento delle forze di polizia.

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