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Napalm 51

E pensare che qualche giorno fa ero arrivato a “endorsarlo” pubblicamente per quella sua ostinazione per il silenzio, per quella sua invisibilità pervicace, per quel sussiego nobiliare. Perfino per la capacità di dimostrarsi anestetizzato si fronte a qualunque rovescio amministrativo e della sorte. E per quel gelo polare che sa sviluppare intorno a se. Basti per tutte la sua reazione durante e dopo l’alluvione del 2014. A teatro nel corso dall’esondazione e beccato in vacanza a Courmayeur nel week end subito dopo. Mentre la sua città cercava di risollevarsi dal fango. Eppero’ messo a confronto con la collega pentestellata capitolina Virginia Raggi, reduce dalle elucubrazioni sul complotto dei frigoriferi ordito a suo discapito, anche uno come il nostro nobile sindaco marchesino Marco Doria può avere la fortuna di risultare una cima. Tanto che i suoi principali difetti, citati poco sopra, risultino, miracolosamente, doti. Per questo mi ha stupito che ieri abbia cominciato a parlare ponendosi, nei fatti, fuori del solito bla bla bla circoscritto, al massimo, all’allerta meteo o alla vocazione turistica della città’. Tranne, poi, ritrovarsi con i musei chiusi nel lunedì del ponte di Ognissanti. E lo ha fatto occupandosi di un tema su cui da settimane tiene la città, e financo i partiti della sua coalizione, con il fiato sospeso. Solo che il sussiegoso marchesino non l’ha fatto prendendo il toro per le corna e confermandoci una volta per tutte che avrebbe il sogno, ormai nemmeno troppo segreto, di succedere a se stesso nel 2017. Un gesto di onestà verso i suoi concittadini troppo semplice per chi è abituato a considerarli, evidentemente come sudditi. Lui no. Troppo presto per scendere in campo prima del giudizio universale del referendum, e soprattutto prima di conoscerne il risultato. Lui, così ha deciso di iniziare dai margini, come si fa, solitamente con una minestra troppo calda nel piatto, con la quale si ha il timore di scottarsi.  Perciò, pur senza far nomi – il che avrebbe voluto dire concedere troppa pubblicità o prendersi troppe responsabilità -, si è slanciato nella demolizione degli altri candidati e suoi probabili avversari già in campo da qualche mese. E lo ha fatto nel corso dell’intervista su Telenord durante la rubrica ” La post@ del sindaco” “Ci sono tante persone pronte ad auto proporsi come futuro sindaco di Genova.  Cio’ che trovo molto debole nella loro autopromozione sono le cose che dicono sulla citta’. Perche’ se uno si autopropone e l’unica cosa che dice e’ che non dobbiamo accogliere i migranti mi sembra un po’ poco come idea di città. Io vorrei che chi si autopropone parlasse di Erzelli, delle cose che facciamo sul turismo, che facciamo per la messa in sicurezza idrogeologica del territorio. Vorrei che non si parlasse per slogan ma ci confrontasse sui temi”. Evidente il riferimento all’ autocandidatura del popfilosofo Simone Regazzoni, ex portavoce di Raffaella Paita nelle ultime regionali, da tempo in campo per puntare alle possibili  primarie in vista delle amministrative del 2017. Ma nel novero degli autocandidati potrebbe entrare anche il rappresentante di Fratelli d’Italia e vicepresidente del consiglio comunale Stefano Balleari, da mesi, anche lui, in campagna elettorale. Una sapiente cortina fumogena, insomma, forse per lasciarsi aperta una via di fuga. Eppero’, comunque, una nota stonata per uscire da un silenzio e da una a mancanza di comunicazione prolungata. In un momento politico, fra l’altro, in cui a tensione si aggiunge tensione. Proprio per questo motivo mi sono velocemente ricreduto sul pubblico endorsement di qualche giorno fa. Il nostro sindaco appare più vicino alla Raggi di quanto non si creda. Nel senso che, come lei, ha la capacità di deformare la realtà a proprio piacimento, o, peggio, di non saperla leggere. Una sorta di analfabeta funzionale, al pari di Napalm 51, il nuovo personaggio di Maurizio Crozza che radicalizza il suo perenne disprezzo verso tutti quelli che non sono come lui. E finisce per agire e immaginarsi in un universo  popolato di pochi e fuggevoli eroi che si battono fino all’esaurimento di ogni loro energia contro questa sorta di magma cattivo di affamatori e mentitori prezzolati che qualcuno dovrà prima o poi mandare a casa. E come Napalm 51 Doria ha il proprio universo di riferimento, buoni e cattivi, da premiare o bacchettare. Così mantenere la legalità nel centro storico non risulta, almeno per lui un problema, e l’ordinanza movida gli appare il migliore degli antidoti possibili.
Percio’ il degrado che avanza e’ del tutto immaginario. E il problema immigrati e delle periferie non esiste. L’universo di riferimento insomma, proprio come accade per il personaggio di Maurizio Crozza, è completamente diverso da quello percepito dalla generalità dei suoi concittadini. Quei genovesi che magari trovano più stringenti  i problemi con i quali sono costretti a confrontarsi tutti i giorni rispetto a quelli citati da Doria. Dagli Erzelli al Blueprint alla sicurezza idrogeologica, alla vocazione turistica. Questioni delle quali, comunque, si parla tutti i giorni ma con scarsi risultati. Di più. Anche affrontando approfonditamente questi temi il giudizio sull’amministrazione Doria non può non essere negativo. Il problema di far decollare gli Erzelli e’ noto. Per quanto riguarda la sicurezza idrogeologica basterebbe guardare la situazione degli alvei dei torrenti, dal Bisagno allo Sturla. E la vocazione turistica e’ quella che consiglia di tenere i musei chiusi nel lunedì del ponte lungo di Ognissanti. Ma l’analfabetismo funzionale di Doria, che rincorre una personalissima realtà, gli consente di perseguire le scie chimiche invece che provare a risolvere i problemi, e sono tanti, in cui è sprofondata la sua città. E allora va bene mettere nel mirino l’autocandidato autoconvocato, saltando a pie’ pari, comunque, il passaggio fondamentale di confidarci, finalmente, se per le amministrative  del 2017, anzi nelle precedenti primarie, sarà della partita. Percio’ la contraerea di Simone Regazzoni non si è fatta attendere. Un lungo comunicato in cui, come al solito, lo sfida all’ ok. Corral di un confronto pubblico e a non dire falsità “Doria: che fino a poco tempo fa negava esistesse un problema sicurezza a Genova. Doria: che, quando è stato necessario svolgere un ruolo di mediazione per l’inserimento dei migranti in città, non si è fatto trovare. Doria: che in 5 anni non ha saputo proporre una visione di città, e probabilmente verrà ricordato per il mercatino di corso Quadrio e l’ordinanza antimovida che ha danneggiato il centro storico della nostra città, provocando una dannosa contrapposizione tra commercianti e residenti. Doria: che ha perso i pezzi della sua maggioranza non per un complotto, ma per mancanza di leadership politica. Doria: che non ha saputo costruire un rapporto di confronto con i Genovesi abbandonando la città a se stessa. Doria: che non è più credibile agli occhi dei genovesi. Doria il Sindaco che non c’è.

doria

Doria, invece di preoccuparsi di ciò che non ha fatto per Genova, si preoccupa molto della mia candidatura a Sindaco. Lo capisco. Doria non ha ancora deciso se si ricandiderà o meno. E se dovesse farlo dovrà affrontarmi alle primarie… Così mette le mani avanti, e dichiara nel corso di un’intervista a Telenord: “Ci sono tante persone pronte ad autoproporsi come futuro Sindaco di Genova. Ciò che trovo molto debole nella loro autopromozione sono le cose che dicono sulla città. Perché se uno si autopropone e l’unica cosa che dice è che non dobbiamo accogliere i migranti mi sembra un po’ poco come idea di città”.

Non basta avere una biblioteca in casa per saper leggere, scriveva qualcuno. Immagino che il Prof. Doria una biblioteca, in casa, ce l’abbia. Quel che è certo è che il Prof. Doria non brilla per attenzione nella lettura, come certi studenti superficiali e distratti. Altrimenti saprebbe che, oltre ad aver presentato una manifesto di 10 punti sui migranti, sono intervenuto sul problema sicurezza, su Erzelli, sul trasporto pubblico in Val Bisagno e ho presentato, in due versioni, un articolato documento su un nuovo modello di Welfare. Doria non ha letto le mie proposte? Doria non le ha capite? Doria le ha lette, e capite, e si è trovato in difficoltà politica perché su quei temi non ha fatto nulla? Quale che sia la risposta, una cosa deve essere chiara a Doria. Se vuole confrontarsi sul merito delle questioni io sono disponibile. Per il bene di questa città che da 5 anni chiede risposte. Doria vuole parlare di Welfare? Sono disponibile a un confronto pubblico. Doria vuole parlare di immigrazione? Sono disponibile a un confronto pubblico. Doria vuole parlare di Erzelli, sicurezza, movida? Sono disponibile a un confronto pubblico. Sono disponibile, ma conosco già la risposta di Doria. Doria non è disponibile a nessun confronto pubblico. Perché sul merito di questi temi, come dimostrano i suoi 5 anni di non-governo, Doria non sa cosa dire. Per questo mi candido. Per tornare a parlare ai Genovesi di problemi concreti ed elaborare risposte. E se Doria non ascolta, o se Doria non capisce ciò che dico, ce ne faremo tutti una ragione”. Tutto vero quello che dice Regazzoni sul suo lavoro di approccio alle primarie, compresa la recente formazione dei comitati, e il dibattito sul trasporto pubblico in Valbisagno. Cose che Doria, a bella posta, dimostra di non conoscere. Come se nel momento si fosse imposto di seguire solo le sue scie chimiche e annullare il senso della realtà sulla situazione amministrativa e politica della sua città. E non si può non pensare a malafede, o a manifesta follia. Ma evidentemente i suoi consigliori e rinnovati sodali questa strategia gli hanno proposto. Quella che confina con il negazionismo. Cioè il pervicace  rifiuto di prendere contatto con la realtà circostante e di deviare per contro l’attenzione su personali fobie. Proprio come Napalm 51, alla fine prigioniero della propria realtà visionaria. L’uomo che passa la giornata a rilanciare messaggi sui complotti, sulle scie chimiche, sulle multinazionali del vaccino, sui terremoti artificiali causati dalle trivelle. Personaggio che fa sue e propaga tutte le bufale sugli immigrati, sulla magnitudo abbassata, sulle cure alternative ai tumori che ci sono state nascoste, radicalizzando il suo perenne disprezzo e definendo una casta chiunque esprima un pensiero che non corrisponde al suo universo fatto di pochi eroi senza macchia e orde di affamatori, mentitori, prezzolati che naturalmente qualcuno dovrà prima o poi mandare a casa. E pensare che per questo Doria bipolare io mi ero persino lasciato prendere dall’entusiasmo per quel suo rispettoso silenzio. E ora me lo ritrovo come una brutta copia di Napalm 51.

Il Max Turbatore

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