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Il treno dei dinosauri

Recentemente, non più di un mese e mezzo fa, Genova Quotidiana, lo aveva nominato capotreno ad honorem. Forse nell’intenzione di segnalare come sia più facile per Trenitalia individuare il personale viaggiante rispetto a quanto risulti più arduo per i partiti trovare possibili, plausibili, nonché papabili candidati sindaco. Lui, ironico e autoironico come sempre, e pendolare esperto sulla tratta Genova-Venezia, si era lasciato ritrarre con il cappello da ferroviere calcato in testa in occasione di un post malmostoso in cui confidava che a giorni avrebbe ricominciato a viaggiare per poter svolgere la sua attività, quella di professore universitario alla Iuav di Venezia dove insegna urbanistica. “Fra un po’ inizierò di nuovo i miei viaggi …” aveva comunicato al pubblico, ormai numeroso, che lo segue con cadenza quotidiana sulla sua bacheca. Con tanto di foto con l’aria assai credibile da ferroviere in viaggio. Come se quel personaggio del professor Francesco Gastaldi durante i suoi spostamenti avesse studiato proprio sguardo e piglio di chi gli chiedeva il biglietto. Tanto che di fronte al vellicamento dei suoi amici social aveva risposto calato nella parte e con fare serioso “Intanto ormai fornisco indicazioni e orari nelle stazioni e sui treni sono un capotreno (onorario) …”

Sono passate alcune settimane e si intuisce che fra Trenitalia – ma più genericamente leggi spostamenti su rotaia – e il prof. esperto di urbanistica e, per hobby, di politica locale qualche cosa debba essersi incrinata. E non tanto a causa dei viaggi spartani che talvolta sui nostri convogli potrebbero ricordare le peripezie degli hobo americani, ma per la compagnia.
Ieri mattina, appena messo piede sul treno che avrebbe dovuto portarlo a Milano per una lezione aperta al Politecnico sul tema ” Genova, dalle Colombiane al Blue print, venticinque anni di trasformazioni urbane verso quale futuro” annotava sulla sua bacheca, trasudando insofferenza “Se iniziano ad esserci persone che per trovare il proprio posto in treno ci mettono 15 minuti e poi tirano fuori i loro polpettoni casarecci dalle borse, cambio treno…” Per ricommentare più tardi, a viaggio intrapreso e con malcelata sopportazione “La tipa dietro di me in treno (presumibilmente giovane avvocato) sta parlando al cellulare senza interruzione da 2 ore …”. E a coloro i quali lo invitavano alla calma rispondeva secco “In treno si legge e si pensa”.
Tanto che, nella smania di non farmi mai i fatti miei, provavo anche io ad intervenire per riportarlo alla sua naturale ironia, cercando di scherzare un po’ sui lati oscuri del suo carattere intemperante e ricorrendo ad un po’ di piaggeria.”L’intolleranza del prof. Francesco Gastaldi, non solo per il Pd è’ proverbiale. Per questo lo adoro”. Con risultati, a dire il vero, scarsi. Replica “Io intollerante? Ma li hai visti certi amici di FB che tollero da anni???”. Vero, verissimo. Soprattutto sui suoi post politici certi commenti sono petulanti e di parte. Anche se lui ha le sue vittime predestinate nel Pd. È così provo a gettarla in polItica visto che mi ha aperto uno spiraglio. “Prof. Era una battuta, e poi mi riferivo al suo viaggio in treno. Non oso pensare se si fosse trovato in compagnia di Simone Regazzoni e Cristina Lodi intenti a siglare in musica il patto del Karaoke al ritorno da Roma Capitale dopo il comizio di Renzi in piazza del popolo. Grande esibizione canora, si dice”. E Gastaldi riconoscente mi schiocca un like. Missione compiuta, forse. Comunque, visto che a me il prof Gastaldi serve lucido e senza acrimonia, per sfruttarne i post sulla sua pagina Facebook avrei avviato personali ricerche per risalire all’esegesi di quello che è stato chiamato il patto del Karaoke. E parrebbe che il binomio Regazzoni-Lodi si sia ispirato direttamente alla serie americana, cosa del resto non nuova per il popfilosofo, Dinosaur Train. Programma di una decina di minuti che nella versione italiana, trasmessa da Rai YoYo e da Rai 2, si intitola il treno dei dinosauri. La serie animata statunitense prodotta dalla The Jim Henson Company, avvalendosi della partecipazione del paleontologo Scott Sampson, che interviene in brevi interventi live durante gli episodi, racconta la vita di Buddy un Tirannosauro arancione adottato da una famiglia di pteranodonti.
Colto da subitaneo interesse, e visto che è stato proprio Regazzoni il primo a parlare di dinosauri riferendosi alla gerontocrazia del Pd che bloccava o, di fatto, ha tentato di congelare la sua candidatura a sindaco, avrei individuato anche personaggi e somiglianza con i Nostri. Come non pensare che Buddy, il protagonista, un Tyrannosaurus Rex di colore arancione, che è stato adottato da una famiglia di pteranodonti, sia la copia esatta di Regazzoni. Buddy è un cucciolo molto curioso e intelligente, gli piace lanciare le ipotesi su tutto e tutti. Come se non bastasse il suo colore arancione – da non confondere, per carità con la vocazione del sindaco uscente Marco Doria – lo fa spiccare per differenza fra la tribù dei dinosauri. E anche qui le analogie si sprecano. Buddy, poi è un cucciolo, curioso intelligente a cui piace lanciare ipotesi su tutto e tutti. Anche questo è perfetto.
Poi c’è’ la compagna di avventure Tiny, una pteranodonte color verde, vivace, curiosa e cordiale, molto affezionata alle sue bamboline, somiglia molto alla madre, con la differenza delle piccole lentiggini verde chiaro sul becco. E Tiny, vivace, curiosa e cordiale si ritroverebbe a puntino nelle vesti di Cristina Lodi. I due animali preistorici non so se amino come i nostri il Karaoke. Del resto, a dire il vero, nemmeno sono al corrente se la Lodi sia affezionata alle sue bamboline. Infine c’è Capotreno, un troodon, fonte inesauribile di informazioni e notizie sui dinosauri e sulle creature preistoriche. Veste come un perfetto capotreno con panciotto rosso e berretto da capotreno inoltre porta sempre con sé un orologio. Sul treno ha il compito di timbrare i biglietti dei passeggeri con il suo artiglio del piede. E le sue caratteristiche di sovrappongono perfettamente alla personalità del nostro capotreno professor Francesco Castaldi che nella sua pagina facebook è anche lui fonte inesauribile di informazioni e notizie sui dinosauri e sulle creature preistoriche, da leggere come gerontocrazia e new entry Dem. Per giunta vestito come un perfetto capotreno con panciotto rosso berretto da capotreno e orologio. Persino le sue funzioni sono perfette per i post politici della pagina social del prof., perché ha il compito di timbrare i biglietti dei passeggeri con il suo artiglio. Metafora sublime se accostata allezampate social del Gastaldi. Infine la trasmissione dedicata alla fascia di età dei bambini. Altra curiosa analogia con l’attitudine del Pd per le ripicche infantili che in questo momento di confusione si sprecano.
Ecco, vorrei terminare, perché nessuno se ne avesse a male, con una frase pluricitata proprio dall’esimio Gastaldi “Si scherza”. Perché piccoli dinosauri crescono, al di là delle estinzioni. Visto che quel patto del Karaoke, siglato fra canzoni della Pausini e Mamma Maria dei Ricchi e Poveri, finirà per far rosicare più d’uno in casa Dem. E concludo veramente con un’annotazione sul tema -visto che ci siamo – non particolarmente positiva per Trenitalia. Ieri, infatti, era giornata di pendolarismo e successiva transumanza per molti genovesi e liguri. Il mio amico su fb Antonio Sava’ si è diretto a Roma di buon’ora utilizzando il Freccia bianca e non ha potuto fare a meno di lamentarsi così “Terzo mondo Italia… #Frecciabianca wi-Fi inesistente rete Tim da incubo la domanda è Quando usciremo dal medioevo della tecnologia?” Rincuorato dalla battuta di un altro amico Davide Consoli “Pensavo fosse una freccia…. invece è un calesse (semi citazione)”.
Sava’ e’ comunque riuscito a raggiungere la città eterna. A destinazione ha sfogato un po’ di rabbia. Con la solita ironia “Eh niente so sceso a Termini e mi hanno chiesto se nascondevo un frigo. Gli ho risposto #Honestà”.

Il Max Turbatore

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