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Federico Sirianni, in uscita il nuovo disco “Il Santo”. Ascoltate la canzone che dà il nome all’album

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È in uscita il nuovo disco di Federico Sirianni, “Il Santo”, che il cantautore presenterà a Genova il prossimo 4 novembre alla Claque.
Il disco uscirà però il 1º novembre 2016, giorno di Ognissanti. <Sono canzoni che raccontano frammenti di contemporaneità con gli occhi e l’anima di un essere umano che comincia ad avere più passato che futuro – spiega Siriani -. Il santo cammina sulle acque agitate di un’esistenza che scorre sempre più veloce e che riporta a galla, un po’ sfocate e un po’ deformate, come viste attraverso i vetri di un acquario, le immagini dei fatti accaduti e di ciò che sta accadendo. Non c’è un inizio né una fine, non c’è un punto di partenza né di arrivo, c’è un senso religioso totalmente laico che pervade ogni frase di ogni canzone e che conduce dolcemente per mano non si sa esattamente dove. È un disco da ascoltare abbracciati davanti al fuoco di un camino, se avete un camino. Se no, anche solo abbracciati va bene uguale. Ci sono tanti bravissimi musicisti – da Paolo Bonfanti agli GnuQuartet, da Cecilia a Michele Di Toro solo per citarne alcuni, oltre la partecipazione di Arturo Brachetti – e ogni canzone è profondamente diversa dall’altra, non c’è un fil-rouge musicale che lega i brani, quello che li tiene insieme è un’idea di storytelling, sono racconti in musica che parlano di figli e di padri, di amori annegati, di illuminazioni e precipizi, di santi perdenti e angeli consenzienti>. La produzione è di Fabrizio Chiapello  (Transeuropa Recording, Torino). Le illustrazioni del booklet sono di Riccardo Cecchetti, collaboratore di Frigidaire e altre riviste illustrate.


Federico Sirianni, per brevità definito cantautore, è genovese – guarda caso – ma adottato in età adulta da Torino.
Il Premio Tenco, per voce diretta del mai troppo rimpianto Amilcare Rambaldi, lo ospita sul palco dell’Ariston di Sanremo come miglior esordiente del 1993. Ma ci vogliono dieci anni di percorsi sghembi per l’uscita del primo disco, “Onde clandestine” (Warner, 2002). Nel 2004 vince il Premio della Critica al festival Musicultura di Recanati, nel 2006 il Premio Bindi e nel 2010 il Premio Lunezia Doc.
Pubblica altri due dischi, “Dal basso dei cieli” (Upr, 2007) e “Nella prossima vita” (Egea, 2013), realizzato insieme agli GnuQuartet, lavoro che viene definito dalla critica “il miglior disco italiano dell’anno” e il libro-disco, “L’uomo equilibrista” (Miraggi Ed., 2014). Contemporaneamente scrive musiche e canzoni per gli spettacoli del Teatro della Tosse di Genova, inventa e porta in scena dal 2008 a tutt’oggi lo spettacolo di poesia e canzone “Il grande fresco”, insieme al poeta Guido Catalano e al chitarrista Matteo Negrin, realizza “Sì chiamava Faber”, un recital di storie e canzoni dedicato al conterraneo Fabrizio De Andrè, che ha frequentato a lungo.
È docente di Songwriting alla Scuola Holden di Torino e, pur invecchiando visibilmente, si muove incessantemente in una sorta di
“never ending tour” per l’italia intera.

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