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Borzoli e Fegino, i camion ignorano il divieto. Denuncia dei cittadini. Sciopero della fame della mamma del ragazzo che morì investito

<Quando dopo 99 settimane di silenzio una madre vuole solo avere pace e non continue contunue prese in giro non c’è che un’alternativa: lo sciopero.  Uno sciopero che costringa chi fa il sordo, chi trascina le cose per guadagnare tempi che per lui vogliono solo dire denaro, a pensare che per una madre che ha perso un figlio il tempo è relativo Per cui sciopero!!! sciopero della fame> lo annuncia Franca Bolognini, la mamma di Alessandro Fontana, il ragazzo morto perché travolto da un mezzo pesante sulla strada di Borzoli-Fegino. Si priverà del cibo per protestare contro le lungaggini e i continui ricorsi dei responsabili determinati al processo di primo grado, secondo lei per evitare il pagamento dei danni alla famiglia.

Franca Bolognini - Alessandro Fontana
(La signora Bolognini col figlio Alessandro)

Intanto il via vai di camion sulla strada di Borzoli e Fegino viene denunciato anche dal comitato spontaneo degli abitanti che stamane ha inviato mail di segnalazione all’assessorato competente, Legalità e diritti, denunciando il mancato rispetto dei divieti di transito da parte dei mezzi pesanti negli orari di ingresso e uscita dei ragazzi dagli istituti scolastici. <Stamane 3 autoarticolati transitando alle 7.45, in orario di divieto, han causato disagi per essersi incastrati> dice Antonella Marras, presidente del comitato.
Il divieto limita il transito in via Chiaravagna dalle 7,30 alle 8,30. Ma stamattina, <alle 7,42 era una processione di autoarticolati in mezzo agli studenti> denunciano i genitori.

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(La scena del tragico incidente in cui perse le vita a Borzoli Alessandro Fontana)

<Da domani 25 ottobre non toccherò più cibo – incalza Bolognini -, quel cibo che tanto mio figlio adora, lo faccio per far capire che le lungaggini processuali a cui ci sta sottoponendo l’assicurazione uccidono tanto quanto il fatto stesso Non mi vergogno a dire che si sta consumando un altro omicidio. Una condanna penale di primo grado, una piena colpevolezza dell’autista e ancora nulla. Per me madre l’unico modo di cercare di sopravvivere è chiudere almeno gli aspetti legali. Costoro per non dare ciò che la legge con delle specifiche tabelle nazionali che stabiliscono il valore della vita di una persona, che per me non ha prezzo e a cui mi adeguo perché sempre sono stata a quanto la legge dice, trascinano i processi, colpendo colpendo colpendo ancora. E allora sciopero sciopero per un diritto: diritto alla vita, sciopero per una vita che possa almeno in piccola parte tornare a chiamarsi tale con i tribunali e gli avvocati fuori, sciopero per Ale per i suoi sogni infranti che qualcuno neppure vuole fare andare avanti, sciopero perché oltre all’immenso dolore siamo costretti a spese e continue udienze. Sciopero! Quale tipo di sciopero? Lo sciopero della fame. Se non otterro’ quello che Ale e la sua famiglia hanno il diritto di avere almeno lo vedrò presto. 40-50 giorni>. Un appello disperato per ottenere giustizia, visto che non potrà mai più riavere suo figlio.

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(Alessandro Fontana, il ragazzo morto a Borzoli perché travolto da un autoarticolato)

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