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Storia di un neonazista

C’è un sottile filo conduttore, probabilmente non politico ma caratteriale, che unisce una svastica tracciata sul pavimento di via Ponte Reale e una abortita carriera, quella si’ politica, al fianco della sindaco Marta Vincenzi. Un filo conduttore che potrebbe ricordare l’errore giovanile di Dario Fo. Solo che in questo caso il percorso è praticamente al contrario. Come se il terzo Reich ed Adolf Hitler si fossero materializzati nella mente, forse disturbata, del soggetto in questione soltanto in età avanzata. Perché il soggetto in questione, che evidentemente come Fo ama le luci della ribalta, tranne poi non comprendere sino in fondo quale sia il pezzo da pagare per calcare il palcoscenico, passa con disinvoltura da un profilo di sodale della Vincenzi schierandosi nella sua formazione “La Nuova Stagione” nelle amministrative del 2008, alla croce uncinata otto anni più tardi. Nel gruppo dell’allora sindaco non riesce ad essere eletto, pur sfiorando i 50 voti, e denuncia brogli elettorali riportati sulla pagina del sito della casa della legalità di Christian Abbondanza. Poi, cinque anni più tardi, alla fine della nuova stagione della Vincenzi e all’alba della sfida delle primarie con la Pinotti, lo ritroviamo uomo sandwich davanti a palazzo Tursi per denunciare l’affaire in cui l’ex sindaco, nelle vesti di presidente della Provincia e il marito Bruno Marchese, patron di una società di impiantistica, sarebbero stati coinvolti per la vendita delle quote dell’autostrada Milano Serravalle. Scandalo giudiziario che coinvolse il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati e il costruttore Marcellino Gavio. Caso, non casualmente denunciato pubblicamente dalla casa della Legalità di Abbondanza. Non contento, intervistato dal secolo XIX, si improvvisa veggente e predice un posto in senato per la Vincenzi e il ruolo di sindaco per la Pinotti. Dimostrando doti premonitorie non all’altezza della sua animosità, visto come poi e’ andata a finire. Ancora per protesta, stavolta contro Equitalia, che gli avrebbe chiesto il pagamento di rate già pagate, espone un cartello in cui denuncia di essere perseguitato annunciando che farà causa all’agenzia di riscossione. Personaggio visionario, insomma, tanto che nel 2008 dopo aver denunciato il tradimento della Vincenzi, e in piena ascesa pentestellata, favoleggia la nascita di un suo partito l’Usp, Unione per la sovranità popolare, e afferma “l’attuale classe politica ci ha stufato.Ed ora noi proponiamo un nuovo movimento dei cittadini”. Fra i punti del programma dovevano spiccare l’abrogazione di immunità e vitalizi parlamentari e varie riforme dell’organizzazione delle Istituzioni. Con qualche concessione alla vena leghista e ipotesi di federalismo fiscale. Senza comunque far mancare note più colorate, come la proposta dell’abrogazione della Legge Merlin e conseguente riconoscimento della professione di prostituta, con tanto di iscrizione alla Camera di Commercio ed emissione di regolare fattura deducibile dalle tasse. Il tutto con tanto di avances a Beppe Grillo e ricetta anti astensionismo “Tutti quelli che sottoscrivono le nostre idee devono accettare una condizione chi di noi venisse eletto deve dare un terzo del dividendo all’Associazione ed un altro terzo in beneficienza ad un istituto italiano. Se Grillo fosse interessato può cercarmi, ma noi non cercheremo lui. Grillo invita a non andare a votare o a strappare la scheda. Io invece dico alla gente di andare e, se proprio volete annullare una scheda, non scriveteci parolacce, ma una frase d’amore”. Ecco, da allora si è persa qualche traccia sul personaggio, anche se rimane il sospetto che qualche volta ami ricomparire per procacciarsi, sotto qualche forma, pubblicità a poco prezzo che ne soddisfi l’ego e la professione. Rimane comunque incomprensibile l’evoluzione o più probabilmente l’involuzione, insomma il percorso da supporter pur deluso di Marta Vincenzi, verso il risvolto antisemita e razzista. Con esposizione di croci uncinate e del vessillo del terzo Reich. Scelta probabilmente coniugabile – come si diceva – con la volontà di una facile pubblicità, ancorché in odore di reato. Eppero’, senza voler fornire facili alibi al risvolto antisemita e minaccioso del personaggio, voglio sperare che quella croce uncinata e quella presa di posizione, che sconfina nell’antisemitismo e nel razzismo, abbia qualche cosa a che fare con la situazione del centro storico dove razzolano, con pennelli e secchi di colori, bande di antagonisti a tracciare il loro territorio. Proprio come fanno cani e gatti orinando. Una provocazione, violenta nelle forme, quella del nostro personaggio, che potrebbe trovare la stessa motivazione. Di cani e gatti. In una zona che ormai, nella percezione comune, e al di là della meritoria raccolta di firme sull’ ordinanza contestata del sindaco sulla movida, sembrerebbe sempre più terra di nessuno. Sito in cui risulterebbe dunque possibile farsi giustizia da se’. Come pensa di fare il nostro neonazista su facebook. Qualcuno ,inascoltato e irriso, nemmeno tanto tempo fa parlava della teoria adottata dal sindaco Giuliani, delle finestre rotte. Qualcun altro, su opposte rive, parlava la necessità di ristabilire le regole della legalità nel centro storico. Ecco, forse se con attenzione e impegno si ripartisse da lì, dalla certezza che chi delinque in qualche modo viene perseguito, non dovremmo assistere a simili squallide esternazioni di violenza verbale e di forza.

Il Max Turbatore

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