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Tiziana, la stratega del centro destra

Francesco Gastaldi, professore universitario, fustigatore dei costumi del Pd locale, apparirebbe tutto preso ad osservare le macerie su cui passeggia l’unico candidato alle primarie e i tentennamenti della classe dirigente Dem, i ripensamenti di Luca Borzani che sfoglia la margherita – mi candido, non mi candido – forte, oggi, di un endorsement di Giulio Coletti su “La Repubblica”, Claudio Burlando, intento da qualche settimana al riscaldamento, perché tornare nell’agone alla sua età’ e dopo aver percorso in lungo e in largo la potenzialità delle cariche istituzionali potrebbe essere fatale. Anche per un fuoriclasse come lui. Il prof., santo subito per il motivo che ci preserva dalla solita informazione politica troppo paludata, però, per non offrire spunto ad alcuno di criticarlo perché rivolge la maggior parte delle sue attenzioni a vellicare il Pd, oggi ha provato con il centro destra. Per la verità è da qualche tempo che tenta di solleticare e a gettare il sasso in quel laghetto, per avere qualche riscontro, ottenendo comunque, al contrario, reazioni misere, misere. Solo l’onda che si perde e minimi commenti. Minuzie. Come se, dall’altra parte al di là di un ossequioso Stefano Balleari, che continua la sua solitaria campagna elettorale e promette sin da subito che si metterà al servizio di chiunque la sua coalizione indicherà come candidato sindaco, tutti, ma proprio tutti, si fossero adattati a quell’ibernarsi affacciati alla finestra, che, sino a qualche settimana fa, pareva essere imperativo anche del Pd, di fronte all’agitarsi del candidato filosofo. Il tutto interrotto da una promessa di primarie che molto probabilmente il segretario provinciale Terrile sarà costretto a rimangiarsi.
Così, anche oggi, forse un po’ saturo da questo susseguirsi di duelli fra i Dem, Gastaldi ci ha provato ancora a spostare il tiro sull’altra barricata. Con un post sapiente, che parte dalla critica al Pd per approdare sull’opposta sponda. In modo da non dare l’impressione all’universo del centro destra di parlare dei fatti di casa sua, perché i panni sporchi si lavano in famiglia, ma utilizzando, in fondo, l’incentivo del mal comune mezzo gaudio: “Spesso critico il caravanserraglio del PD genovese, ma l’opposizione dov’è? Ci sarebbero mille temi ogni giorno su cui intervenire … dormono …”. Esca lanciata alla quale l’unica a rispondere, al di là di una certa indifferenza, e’ stata Tiziana Notarnicola, membro della direzione nazionale Ncd Liguria e delegato nazionale NCD Liguria – Genova, nonché consigliere di circoscrizione nel municipio medio levante.

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La Notarnicola, che nella vita di tutti i giorni fa l’insegnante ha commentato con tanto di pugni e incroci di spade, che danno l’idea della sua belligerante intransigenza politica “La strategia è quella delle regionali …far parlare gli avversari , farli confrontare sul ring 👊🏼 e all’ultimo occupare lo spazio politico attaccando la sinistra ⚔ su quello che non sa fare a livello amministrativo : sicurezza, pulizia e smaltimento rifiuti , degrado centro storico, urbanistica , turismo , commercio”. A cui, sempre la nostra Tiziana fa seguire un’altra considerazione inappuntabile. Tanto da far gridare, all’interno di questo centro destra che rifiuta i dibattiti sulle platee social, alla scoperta di una stratega con i fiocchi. Maestra di tattica, come quelli che impegnati nella coppa America impostano la gara non solo sulle proprie capacità, ma tenendo, al contrario, anche conto di probabili punti deboli dell’avversario.
Cosi. Lanciata, replica la Notarnicola “E poi diciamolo…la Paita e Lunardon hanno fatto terra bruciata e ci vorranno anni prima che la sinistra riesca a ricompattarsi in un progetto che abbia credibilità. Il sindaco Doria e la sua Giunta immobile hanno distrutto la credibilità amministrativa del progetto”. Come voler sostenere “ai punti siamo in ampio vantaggio, amministriamo al risparmio sino al momento di scoccare il pugno ( vedi cado il pugno e’ presente nel commento precedente dove parla anche di ring) del vittorioso Ko”.
Eppero’ poi, andando a ritroso a studiare il curriculum di questa bella e bionda signora che insegna nelle elementari ed è diventata attivista politica, qualche spiegazione della sua disinvoltura di fronte a più ingessati commenti di altri autorevoli esponenti del centro destra ce la possiamo dare. Intanto la sua è una posizione scomoda, ma più autonoma, come di fatto lo e’ anche per il suo consigliere regionale di riferimento quell’ Andrea Costa, runner di razza, sempre in procinto, stando ai rumors, di ricoprire uno dei posti da sottosegretario, innovativa carica della giunta di Giovanni Toti. Anche lui esponente di un partito che in Liguria sostiene il centrodestra e a livello nazionale, con Alfano, fa parte del governo di Renzi e sostiene la maggioranza, ha avuto i suoi bei problemi. Ma sulla fedeltà al centro destra della Notarnicola ci si può mettere la mano sul fuoco senza temere di far la fine di Muzio Scevola. A riprova un ulteriore post copiaincollato dalla sua pagina “Silvio è sempre grande …ma anche di età. Ha sempre detto di essere per gli Italiani un buon padre . Ora pensi alla successione politica del suo erede . I sondaggi attestano Toti (29%) in testa rispetto a Parisi ( 21%) e Brunetta (15%)!”.
Già, storia vecchia quella della successione del Cavaliere, nella quale anche il buon Alfano ci ha rimesso le penne. Con Toti e Parisi l’un contro l’altro armati e la resurrezione milanese, pardon presenza, di certi vecchi politici di lungo corso che tornano a radunare gli antichi eserciti e le vecchie clientele sotto la loro ala protettrice, e a ragionare di nuovi scenari, valutando quale delle due posizioni possa rendere di più. E un Toti all’angolo, nonostante i consensi in percentuale favorevoli, rispetto a Parisi, rafforzato dalla sua alleanza con Lega e Fratelli d’Italia. E poi, sarà Toti, o alla fine, come sempre sarà Silvio Berlusconi a voler mettere la sua autorevole firma sotto al nome del candidato sindaco del centro destra? Valutando se risulterà più interessante rivolgersi al voto sicuro degli alleati di sempre o strizzare l’occhio ai centristi insoddisfatti dell’operato di Renzi, oppure, riuscendo a riossigenare convincendoli ad andare alle urne una vasta fetta degli astensionisti. Insomma centro destra e centro sinistra puntano entrambi sulla strategia del logoramento. Anche se c’è da dire che almeno al momento il centro destra abbia dato segnali di maggior compattezza rispetto ad un centro sinistra da sempre aduso a rendere omaggio all’ala tafazziana del movimento. Quella dell’autofustigazione. E nella coalizione di Toti circola con insistenza il nome del parlamentare Sandro Biasotti, già governatore della Liguria, prima del decennale di Burlando, lo stesso personaggio, il coordinatore ligure, che l’ex ministro Claudio Scajola, pur attribuendo una probabile decisione a Berlusconi, ha lanciato mentre assisteva al San Carlo di Milano alla convention di Parisi. I maligni, che conoscono una passata antipatia fra Biasotti e l’ex ministro, parlano di un malcelato tentativo di bruciare una eventuale candidatura. Ma anche, a leggere bene quella dichiarazione, se ne deduce che, secondo Scajola, sarà Berlusconi e non Toti a decidere, magari convergendo su un candidato che Toti vedrebbe benissimo. Motivo in più per bruciarlo. Perché la politica è fatta di questi movimenti, di adesioni che sono invece bocciature e di detto e non detto. Approcci che la Notarnicola dovrebbe conoscere benissimo, dopo la militanza in un partito in cui il suo leader è stato innalzato alle stelle per poi farlo rotolare nella polvere. Ma anche la neostratega del centro destra, a guardar bene si può lamentare di qualche trappola. Lei e il marito, Gianluigi Fois, funzionario di banca, per qualche anno hanno bazzicato la politica locale sino ad accasarsi entrambi nel PdL. Nelle ultime amministrative per il Comune di Genova Fois è’ risultato il primo dei non eletti, alle spalle di Lilli Lauro. Avrebbe dovuto subentrarle quando la Lauro ha fatto il suo ingresso in Regione come consigliere, ma così non è stato. La Lauro ha preferito mantenere la doppia carica escludendo di fattoGianluigi Fois, ex calciatore dell’Entella, sampdoriano fino al midollo, esperto di politica, ex candidato sia nelle Lista Biasotti che nel Pdl, profondo conoscitore dell’ambiente del centrodestra genovese. E forse la Notarnicola, stando a qualche maligna insinuazione, avrebbe voluto rientrare nel PdL, seguendo il marito, anche in virtù di una posizione che non la costringesse al classico piede in due scarpe – in maggioranza di centro destra in Liguria e in maggioranza di centrosinistra al Governo – ma la cattiveria nei confronti del marito deve averla fatta tornare sui suoi passi. Qualcuno, malignamente sostiene, che possa essere stata anche una ripicca nei suoi confronti. Tra donne sono cose che succedono, specie quando si contrappongono due personalità forti. Troppo attiva e scalpitante la Notarnicola. E poi il suo sconfinamento verso il traditore Alfano. Così, dopo averci pensato su la Notarnicola ha preferito mantenere la sua posizione nell’Ncd. Perché spesso dietro alle grandi prese di posizione esistono piccole, umane, intolleranze. Ora pare certo che Ncd punterà sulla Notarnicola nelle prossime comunali, in cui il partito di Alfano, dovrebbe, a meno di clamorosi ripensamenti, gravitare nella coalizione di centro destra, anche se qualcuno storce il naso per gli appena 97 voti ottenuti dalla Notarnicola alle ultime regionali. Il marito, scottato da due precedenti delusioni come primo dei non eletti dovrebbe restare a guardare, con la promessa di prodigarsi nella campagna elettorale della moglie. Certo è che gratta, gratta, alla fine ogni coalizione pare avere i suoi problemi. Grandi o piccoli che siano. Dettati da caratterialita’ e protagonismi che a volte non s’incontrano proprio. Anche se il centro destra sembrerebbe più orientato a lavare i propri panni sporchi in famiglia. Come si è adusi fare nella Genova bene. Senza far volare gli stracci e sollevare controproducenti polveroni.

Il Max Turbatore

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